PAGANI, PESTATO A SCUOLA ESCE DALL´OSPEDALE

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 E’ tornato a casa Luigi (il nome è di fantasia per preservarne la privacy). Ieri alle 14 i medici del “Ruggi” lo hanno dimesso dal reparto di chirurgia d’urgenza, dove è stato ricoverato due giorni dopo il pestaggio subìto da un compagno di classe in un’aula dell’istituto tecnico Trani, a via Iannicelli.
• Ne avrá ancora per quindici giorni, il periodo di convalescenza prescrittogli dai sanitari prima di poter tornare a scuola e riprendere la sua vita di diciottenne. Il timore più grande, quello che l’aggressione avesse lesionato la milza, è stato scongiurato dall’ultima ecografia eseguita ieri mattina.Ma il rischio è stato alto.Quando l’altra mattina è arrivato in ambulanza al Pronto soccorso, Luigi aveva lividi su tutto il busto e un versamento di liquido nell’addome. I medici hanno deciso di ricoverarlo e solo ieri, quando l’ultimo accertamento clinico ha rivelato che il versamento era scomparso, si sono sentiti di escludere la presenza di lesioni permanenti e rimandarlo a casa.
• E’ lui stesso, il fianco sinistro ancora dolorante per le botte, a spiegare cosa è successo venerdì nella IV B della sezione odontotecnico. A raccontare di quel compagno bullo, un ripetente di quasi vent’anni, che si fa temere da tutti e sfida persino gli insegnanti. «Aveva iniziato a provocarmi dall’inizio della mattinata. Venerdì aveva scelto me, mi si era seduto accanto e mi ha insultato per tutta la lezione di tedesco.Mi diceva di spostarmi perché gli davo fastidio, mi dava a schiaffetti». Quando il ragazzo ha accennato una reazione, è scattata una violenza furiosa.«Mi ha trascinato a terra, mi ha colpito con i pugni, poi mi ha preso a calci nei fianchi.Ero disteso sul pavimento, non riuscivo a difendermi. Non riuscivo più nemmeno a respirare». Era ancora a terra mentre l’aggressore pronunciava frasi sconnesse:«Diceva “mi vuoi bene? E’ vero che mi vuoi bene?”. Poi, quando è arrivato il preside, ha insistit “non ti ho fatto niente, diglielo al preside che non ti ho fatto niente”». Luigi a stento riusciva a parlare, ha solo protestato un po’ perché l’episodio veniva archiviato come litigio e il dirigente scolastico decideva di mettere una nota in condotta a entrambi.«Pareva più il preside intimidito da lui che non il contrario.Purtroppo non sono il primo a subire prepotenze a scuola, e chi mi ha picchiato non è l’unico bullo».