La prima galleria d´arte a Positano: Precisazioni

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Lettera al Direttore.


Leggendo la nuova edizione cartacea del “Positano News”, apprendo con amarezza e costernazione della vostra intervista al Sig. Antonio Miniaci, attribuendogli la prima direzione della storica galleria d’arte di Positano!
Senza entrare nel merito delle qualita’ del Sig. Miniaci, sono tuttavia sorpreso dal fatto che sia stato omesso che la galleria Gargiulo-Lepel esisteva gia’ dal 1968, che ha ospitato artisti quali, Mario Schifano,Tano Festa, Franco Angeli, Vali  Myers, Angelo Moriconi, Rafalsky Charlton, ecc. con ben otto mostre ogni anno.
Sono state ospitate varie scuole artistiche  provenienti da molteplici regioni italiane e anche artisti francesi, spagnoli e americani, creando un ritratto a matita di quello che poi sarebbe stato il magnifico quadro di Positano, che si distingue dagli altri paesi della costiera proprio grazie alla sua impronta artistica e culturale da cui e’ rimasta segnata.
La Galleria Gargiulo e’ anche presente nello storico libro dell’arch. Romolo Ercolino, il quale attribuisce alla prima Galleria il merito di precursore alle nuove gallerie che si sono create in seguito.
Scrivo la presente unicamente a favore di una corretta memoria storica ed e’ per questo che spero vi facciate autore o editore della pubblicazione della stessa.

Grazie.

In attesa di un vostro cenno di riscontro
Distinti saluti

Gargiulo Giulio


Carissimo Giulio,


Questa non vuole essere una risposta a te, ma una riflessione sullo sfacelo del mercato dell’arte a Positano. Positanonews ha sempre saputo che la prima galleria d’arte di Positano in costiera amalfitana era la tua, e lo ha scritto non in decine, ma in centinaia di pezzi. C’era inoltre anche un’altra galleria, se è per questo, sede nella villa Mon Repos del marchese Nino Marciano, poi altri spazi espositivi, ma mai fissi, prima di Miniaci.Il pezzo di Antonio Miniaci era un redazionale a  cura della Miniaci Art Gallery da cui non prendiamo le distanze. Miniaci si riferiva alle gallerie d’arte e luoghi d’esposizioni odierni (almeno una trentina per il paese) rispetto ad esse lui è il primo.  L’errore è stato nel non averlo specificato, ma articoli simili sono usciti su tante riviste italiane ed estere, e il fatto che sia stato notato su Positanonews è un indice di visibilità che non può che, da questo punto di vista, farci piacere. Siamo la testata online più vista all’estero della Campania con quasi tre milioni di pagine visitate al mese e l’unico free press della costiera amalfitana cartaceo. Quello che esce su Positanonews ha una visibilità enorme e ci rendiamo conto che abbiamo delle responsabilità. Per questo scegliamo anche i nostri partner con attenzione. Ti ringrazio in modo particolare per l’intervento. Mi è occasione per una riflessione personale, visto che molti mi accusano di non esprimere il mio parere, lo faccio sullo stato del commercio dell’arte a Positano. Faccio una premessa. Non intendo difendere Miniaci, e neanche nè ha bisogno, ne sono un esperto d’arte tanto da essere in grado di poter certificare alcunchè, voglio fare una riflessione giornalistica. Miniaci, che ha sempre avuto amore e riconoscenza per Positano, e ha avuto gallerie in tutta Italia e punti all’estero,  si è sempre autodefinito più Mercante d’Arte che gallerista, e non a caso, perchè voleva sottolineare il ruolo legato al legittimo profitto e la professionalità. Ma il punto non è questo, la riflessione da fare è un’altra e non a caso Positanonews ha scelto come sponsor Miniaci e non altri, la nostra testata è ormai un punto di riferimento internazionale e quindi cerchiamo di avere partner di qualità.  Sarai d’accordo con noi che  molti si improvvisano oggi galleristi e artisti di strada (non mi riferisco a quelli stanziali) non per amore dell’arte e della cultura, come facevi tu, e te ne ho sempre dato atto, ma per vendere patacche senza  garanzie di professionalità. Oltre agli amanti dell’arte c’è chi fa dell’arte un lavoro, e da lavoro, lo fa con professionalità e bisogna distinguere questi (sono più di uno, non solo Miniaci) che danno maggiori garanzie rispetto a chi si improvvisa o usa il nostro paese per vendere patacche in strada senza affrontare  costi (affitto di locali, personale, certificazioni) e responsabilità come  fanno altri. A volte girando per il “mio” paese, fatte le dovute distinzioni fra chi lo fa con vera passione,  mi sembra di vedere un bazar, tutti si mettono a vendere quadri, è diventato l’affare del momento. Arrivi in spiaggia e vedi copie di tutto e di più, che non varranno neanche la cornice che li ospita, a cinquanta, cento euro. Guadagnano più loro in una settimana che un operaio di Positano in un anno a lavorare onestamente. Questo mi scandalizza e non poco. E’ mancanza di rispetto verso chi lo fa per lavoro, ma mancanza di rispetto verso i nostri ospiti visto che consentiamo a questi di poterli abbindolare facilmente e anche verso noi stessi che lo tolleriamo. Dovremmo chiedere tutti insieme, artisti e galleristi d’arte puri come te, ma anche commercianti d’arte e professionisti come Miniaci, insieme agli altri,  che il Comune o chi per esso metta fine a questo andazzo..


Michele Cinque