SUDAN, TURISTI RAPITI. CINQUE ITALIANI

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 Si fa sempre più difficile la situazione degli undici turisti europei e delle otto guide egiziane (tra loro anche cinque italiani) rapiti il 19 settembre il Egitto. Il governo sudanese ha comunicato che sei dei rapitori sono stati uccisi durante uno scontro a fuoco con l’esercito. Gli altri due rapitori sono stati arrestati, ma degli ostaggi al momento non si hanno più notizie. Infatti, sempre secondo fondi ufficiali sudanesi, nel corso della sparatoria sono intervenuti dal confine altri 35 banditi, che hanno preso gli ostaggi, dirigendosi verso la località ciaidiana di Tabbat Shajara, vicino al confine sudanese. La Farnesina non ha potuto al momento riferire nulla sulle sorti dei rapiti, solo che “i cinque italiani non dovrebbero, verosimilmente, essere stati coinvolti nella sparatoria”.

Tuttavia le autorità di N’djamena hanno smentito la notizia diffusa dall’esercito di Khartoum, secondo la quale gli ostaggi si troverebbero tuttora in Ciad, dove sarebbero stati portati dopo la sparatoria. E anche le autorità egiziane hanno affermato di non avere alcuna conferma delle notizie provenienti da Khartoum.

La prima fonte che ha diffuso notizie sulla sparatoria è stato il capoufficio stampa della presidenza della repubblica sudanese, Mahjoub Fadl Badri, che ha ricostruito così la vicenda: “Le forze sudanesi hanno seguito le tracce dei rapitori degli ostaggi del Jebekl Uwainat e ne hanno scoperte alla frontiera con il Ciad”.

I militari hanno intimato l’alt al gruppo, senza nessun risultato. A quel punto, hanno fatto fuoco.”Sei dei sequestratori – ha aggiunto Badri – sono stati uccisi, secondo quanto hanno rivelato ai militari sudanesi. Due che facevano parte del gruppo e che sono sopravvissuti alla sparatoria sono stati arrestati. Tra gli uccisi c’era anche il capo dei rapitori, un certo Bakhiet, di nazionalità ciadiana”. “Gli ostaggi – ha concluso – sono ora in un nascondiglio in Ciad vicino al confine con il Sudan”.


Il gruppo, sequestrato durante un safari nell’estremo sudovest dell’Egitto, comprende oltre ai nostri connazionali – Lorella Paganelli (49 anni); Giovanna Quaglia (52); Walter Barotto (68); Mirella de Giuli (70) e Michele Barrera (72) – cinque tedeschi, una romena e otto guide egiziane.

Poco dopo il rapimento, gli ostaggi erano stati portati in Sudan dai loro rapitori, nella regione del Jebel Aounat, un complesso montuoso a cavallo tra Egitto, Sudan e Libia. Giovedì scorso, secondo Khartoum, gli ostaggi erano stati trasportati in automobile in territorio libico.
Fonte Repubblica