ALITALIA, STRETTA SU ACCORDO AIR FRANCE TORNA IN CORSA

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ROMA – Il governo stringe per chiudere la partita di Alitalia e convoca i sindacati per domani mattina a palazzo Chigi con l’obiettivo di ottenere il via libera alla Compagnia aerea italiana, la cordata nazionale della quale, in un momento successivo (si parla di un mese al massimo), dovrebbe far parte anche un vettore straniero, con una quota di minoranza. Fino a stamane fari puntati su Lufthansa: la compagnia tedesca è stata la più accreditata, nelle ultime ore, ad entrare in Cai, con una quota intorno al 20-25%, secondo alcune indiscrezioni. Ma oggi anche Air France ha mostrato interesse al progetto.

Domani sarà il governo a formulare una proposta e, in ambienti ministeriali, non si esclude anche lo studio di una ipotesi che potrebbe interessare Lufthansa, Air France e British Airways insieme (le tre compagnie citate stamattina dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi), sempre con una quota complessiva di minoranza, al di sotto del 40%, e sempre in una fase immediatamente successiva all’accordo che le parti dovrebbero siglare con la Compagnia aerea italiana.

VELTRONI OTTIMISTA: POSSIBILE CHIUSURA DOMANI
Walter Veltroni si dichiara “ottimista” sul fatto che “nelle prime ore di domani” possa chiudersi la trattativa su Alitalia, e questo grazie a “due fatti nuovi”: “un passo in avanti” da parte di Cai e l’arrivo di un partner straniero. Lo ha detto lo stesso segretario del Pd, ospite del Tg1. Veltroni ha anche respinto le accuse di Berlusconi di aver boicottato l’accordo tra Cai e sindacati.

APERTURE CAI SPIANANO STRADA ACCORDO CON CGIL
Le aperture di Cai su accordo quadro, piano industriale e contratto spianano la strada per un’intesa anche con la Cgil. E’ quanto si apprende da fonti informate secondo le quali viene giudicata positivamente anche la prospettiva di ingresso di un grande vettore straniero nella Nuova Alitalia.

AIR FRANCE INTERESSATA
L’ex ad di Alitalia e consulente di Air France Francesco Mengozzi nel pomeriggio si è recato a Palazzo Chigi e, a quanto si apprende, ha portato un messaggio di interesse nei confronti della compagnia di bandiera da parte del numero uno del vettore francese Jean-Cyril Spinetta. Mengozzi, secondo quanto si apprende, nell’incontro con Letta ha ribadito la manifestazione di interesse contenuta nella lettera inviata a Intesa SanPaolo il 28 agosto con la quale Air France – Klm manifestava la sua disponibilità ad acquisire una quota di minoranza della nuova Alitalia per sviluppare il progetto Fenice portato avanti dalla Cai. Mengozzi ha fatto presente che l’interesse di Air France è tuttora valido in particolare, si spiega, alla luce delle notizie di stampa che facevano riferimento alla sola Lufthansa come possibile partner di Alitalia.





BERLUSCONI: PRIMA CAI POI STRANIERI, ATTACCA PD
Lufthansa, ma anche Air France o British Airways: Silvio Berlusconi apre definitivamente all’ingresso di un partner internazionale per salvare Alitalia, ma spiega che nessuno è in pole position e, soprattutto, che prima si deve chiudere con Cai. Poi, dopo, potranno entrare gli ‘stranieri’ che comunque avranno solo una quota di minoranza, ribadisce il premier. Chiarito un elemento chiave della complessa trattativa per il salvataggio di Alitalia, il Cavaliere torna a attaccare il Pd: il primo round con gli imprenditori italiani, dice, è saltato perché qualcuno, o meglio Walter Veltroni, ha scelto di “dare un colpo al governo”. Accuse respinte dal diretto interessato, che però in serata si dice ottimista e convinto che ormai manchino poche ore per la chiusura della partita Alitalia. Oggi quindi la giornata della ‘svolta’, domani quella della ‘firma’. L’appuntamento con i sindacati è per le 11 a Palazzo Chigi. La lunga trattativa dunque sembra essere arrivata in porto. Le diplomazie hanno lavorato senza sosta fin di buon mattino: cruciale il triangolo Gianni Letta-Roberto Colaninno-Guglielmo Epifani.

Per siglare l’intesa con la Cgil, infatti, prima si è speso il vertice di Cai, e poi è intervenuto Gianni Letta che ha incontrato riservatamente il leader sindacale. Ma i fronti aperti sono molteplici: sul tavolo infatti c’é sempre il dossier contratti e i paletti messi dai piloti. Anche su questo versante però si sarebbero compiuti passi in avanti, con modifiche (seppure di lieve entità) ad alcuni capitoli, tra cui quello legato alle nuove regole per la gestione delle malattie. La difficoltà della partita Alitalia in parte risiede proprio nella molteplicità dei livelli: da quello ‘locale’ dei piloti fino alle alleanze internazionali. E se sembra ormai certo che un partner straniero ci sarà, a sorpresa però potrebbero essere in più di uno a sedere allo stesso tavolo. L’ipotesi che si è fatta largo nel corso della giornata e che non sarebbe in contraddizione anche con le parole del premier (che nel tarda mattinata ha lasciato Roma per trascorrere alcune ore di relax in una zona tra il Lazio e l’Umbria) è che tutti e tre i big dei cieli europei possano entrare a far parte della cordata ‘Cai’, per un totale che non dovrebbe superare il 40%.

I tedeschi avrebbero una quota maggiore, tra il 20 e il 25%, rispetto ai francesi (che sempre oggi hanno ufficializzato il proprio interesse) e rispetto agli inglesi. Una soluzione che nonostante le difficoltà di gestione dei rapporti fra diversi partner garantirebbe di limitare il rischio di ‘strapotere’ di Lufthansa. Nel caso in cui dovesse davvero scattare un simile piano, l’accordo però potrebbe avverarsi in due tempi: un’intesa potrebbe essere messa nero su bianco subito e diventare però operativa entro un mese. Una soluzione di questo tipo avrebbe il pregio di tenere insieme le esigenze di tutti i protagonisti. Mentre il governo gioca l’ultima carta, il Partito democratico non si ferma alla polemica politica e scende in campo. Obiettivo comune è evitare il fallimento: “Certo – avrebbe osservato Veltroni nella riunione del governo ombra – la reazione di Berlusconi verso di noi è incomprensibile e indica una bellicosità che è sintomo di nervosismo per la situazione ma noi continuiamo a lavorare”. Il ruolo che i democratici si sarebbero ritagliati è un ruolo di mediazione che però non contribuisce a abbassare i toni dello scontro politico. Le parole e il tono usato dal Veltroni non sono piaciuti al sottosegretario Paolo Bonaiuti: “Con questa sinistra – è la convinzione – non si può dialogare”.















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                                   Michele De Lucia