GOMORRA AGLI OSCAR, E ORA PLAUDE ANCHE IL SINDACO DI NAPOLI

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lungometraggio di Matteo Garrone, «Gomorra», entra in lizza per l’Oscar come migliore film straniero. L’opera, già premiata a Cannes col Gran Prix, tratta dal bestseller di Roberto Saviano ha battuto la «concorrenza» di altri titoli italiani come «Il divo» e «La ragazza del lago» ed è stata designata oggi dall’Anica per rappresentare l’Italia alla prossima edizione degli Academy Awards.
IL SINDACO – Anche il sindaco di Napoli, come scrive Alessandro Chetta sul Corriere del Mezzogiorno, Rosa Russo Iervolino plaude alla candidatura: «È una denuncia che colpisce duro, ma di straordinaria efficacia comunicativa, e rappresenta quindi un’arma potente di lotta contro la camorra. Sono sicura che la scelta di candidarlo agli Oscar, che onora un giovane e coraggioso scrittore della nostra terra, si rivelerà vincente e auguro al film di raccogliere a Los Angeles ampi consensi». Queste le sue parole, oggi. Evidentemente però il primo cittadino ha cambiato idea sulla pellicola, oggetto di critiche quando uscì nelle sale (leggi).
FILM DRAMMATICO – Il film è un affresco drammatico composto da sei storie . Uno spaccato non documentaristico sulla faida di camorra e sulle quotidiane miserie dell’hinterland napoletano e casertano. Tra gli interpreti, Toni Servillo, nei panni dell’intermediario criminale nel traffico rifiuti speciali; Salvatore Cantalupo, sarto del vesuviano in contatto coi cinesi; Gianfelice Imparato, «portasoldi» alle famiglie dei carcerati a Scampia.
Nel cast anche una felicissima squadra di attori non professionisti. Caso quasi unico nel panorama cinematografico italiano degli ultimi anni, l’opera di Garrone è riuscita a mettere d’accordo fin dall’uscita in aprile sia la critica (entusiasta) che il pubblico (notevole il successo al botteghino).
IL REGISTA – «La notizia mi fa ovviamente grande piacere, ancora di più sapere che è stata all’unanimità – dichiara a caldo il regista Matteo Garrone – la soddisfazione di questo momento voglio condividerla con tutti: il cinema è un’arte collettiva e come tale va intesa in occasioni piacevoli come questa. Mi piace ricordare il gioco di squadra di Gomorra, da Roberto Saviano agli attori, ai produttori, all’ultimo della troupe». Gli eventi di questi giorni e la strage a Castelvolturno hanno fatto tornare di attualità ancora di più Gomorra, «ma il film, sottolinea Garrone, si presta a varie letture, quella della cronaca è solo una, e francamente quella che mi ha sempre interessato meno. In questo senso sin dall’inizio la mia scelta è stata diversa e opposta a quella presa da Saviano. Il film non è un’inchiesta, nè una denuncia. Il film può aiutare a capire certi fenomeni ma sempre in funzione del conflitto umano dei personaggi ed è questa a mio parere la sua universalità».
IL PRODUTTORE – «Ci contavo», è il primo pensiero del produttore di «Gomorra» Domenico Procacci. Mister Fandango ora spera che il film rientri nelle nomination (saranno ufficializzate il 22 gennaio). «Per questo film si è registrato tanto consenso in Italia ma anche fuori. Abbiamo un’ottima distribuzione negli Stati Uniti, la Ifc, e una buona strategia di promozione con la partecipazione a tanti festival: dopo Toronto il film sarà a New York e a Chicago», conclude Procacci. Il film è prodotto da Fandango, in collaborazione con Rai Cinema e Sky, realizzato con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e distribuito da 01.
Servillo e Garrone (Lapresse)