EGITTO UNDICI OSTAGGI AL CAIRO

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IL CAIRO  Gli undici ostaggi europei – tra i quali cinque italiani – rapiti venerdì scorso al confine tra Egitto, Sudan e Libia non sono stati liberati e sono ancora nelle mani dei rapitori, in territorio sudanese. Lo ha reso noto l’ambasciatore d’Italia al Cairo, Claudio Pacifico, comunicando all’ANSA che il capo della compagnia Aegyptus ha avuto intorno alle 19:30 una telefonata con la moglie, che è al Cairo, per comunicarle che la situazione non è cambiata.

L’ambasciatore Pacifico ha sottolineato che il contatto telefonico previsto per il tardo pomeriggio è arrivato con un certo ritardo. Il capo della Aegyptus, Ibrahim AbdelRahim, che è nel gruppo dei rapiti, e svolge il ruolo di portavoce ha almeno due contatti telefonici quotidiani con la moglie, Kristen Butterweck-AbdelRahim. Oggi si sperava che con la telefonata del pomeriggio arrivasse il messaggio dell’avvenuta liberazione, di cui avevano parlato varie fonti, ed invece, AbdelRahim ha comunicato alla moglie che tutti gli ostaggi sono ancora sequestrati e che si trovano in territorio sudanese. Che i rapiti si trovassero in Sudan lo aveva detto anche il ministro del turismo egiziano, Zoheir Garan, durante un’intervista telefonica con la tv del Qatar Al Jazira.


La tv satellitare del Qatar Al Jazira invece ha riferito di “voci” secondo le quali i turisti rapiti in Egitto sarebbero stati liberati dopo essere stati derubati di tutte le loro proprietà e delle auto con le quali avevano fatto la spedizione. Lo ha riferito una annunciatrice del notiziario, senza fornire ulteriori dettagli. Mancano al momento conferme ufficiali.

La Farnesina sta verificando l’attendibilità delle voci riferite dall’emittente satellitare del Qatar Al Jazira sull’avvenuto rilascio dei turisti rapiti. Lo riferiscono fonti del ministero.

PROCURA DI ROMA APRE FASCICOLO – La Procura di Roma ha aperto un fascicolo processuale, per il momento senza ipotesi di reato, in relazione al rapimento dei cinque turisti italiani, componenti di un più ampio gruppo di persone in prevalenza tedeschi.

Il Procuratore della Repubblica, Giovanni Ferrara, è in attesa di ulteriori particolari sulla vicenda prima di stabilire se si debba procedere per sequestro con finalità politiche ovvero sequestro con finalità di estorsione. L’intervento della magistratura romana è previsto da una norma del codice che punisce i responsabili di atti criminosi che avvengono all’estero ai danni di cittadini italiani. I rapiti sono Walter Barotto, Michele Barrera, Giovanna Quaglia, Mirella De Giuli e Lorella Paganelli. Tutti sono residenti a Torino e provincia. Il sequestro sembra che sia avvenuto venerdì scorso nella zona Karkur Talh, al confine tra Egitto e Sudan.






Cinque turisti torinesi, che erano in viaggio con altri cinque tedeschi ed una rumena, sono stati rapiti nell’estremo sud dell’Egitto, al confine con il Sudan. Per il loro rilascio sarebbe stato chiesto un riscatto di 15 milioni di dollari, secondo notizie non confermate provenienti da fonti non ufficiali, vicine agli ambienti degli operatori turistici.

I turisti sono stati rapiti in Egitto venerdì scorso. Lo ha detto alla tv di stato egiziana il ministro del Turismo, Soheir Garana.

Fonti della sicurezza egiziana hanno confermato finora che il rapimento e’ stato compiuto da quattro persone mascherate, senza precisarne la provenienza.

Le fonti non ufficiali non escludono che i rapitori possano essere provenienti dal Ciad, piuttosto che dall’Egitto o dal Sudan.

La tv di stato egiziana, sulla base di comunicati delle forze di sicurezza, hanno reso noto che oltre agli 11 turisti rapiti sono stati sequestrati anche quattro autisti di altrettante jeep. Una prima comunicazione aveva invece fatto riferimento a due guide egiziane, un ufficiale della guardia di frontiera, che faceva da scorta, ed un solo autista.


       Michele DE Lucia