CAPRI, L´ARCO NATURALE MINACCIATO DALLE RADICI

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Rischio crollo per l’Arco naturale di Capri? Il simbolo di uno degli itinerari più panoramici dell’isola azzurra in Campania, che si snoda alle spalle dei Faraglioni, visibile dalla Costiera Amalfitana e dalla Penisola Sorrentina, visitato dai turisti di tutto il mondo,  è in pericolo. A lanciare l’allarme ci hanno pensato i cittadini e gli ambientalisti capresi che da tempo invocano interventi a tutela della roccia.
L’Arco naturale, definito in passato «una strepitosa scultura paleolitica» e creatasi, nel tempo, dopo una frana che scoprì la profonda cavità in origine sotterranea, oggi presenta una volta larga dodici metri sospesa ad una ventina di metri d’altezza a formare una sorta di ponte naturale. «Tutta la zona dell’Arco naturale ci è sempre stata molto a cuore — dicono Susanna Iraci e Nabil Pulita di Legambiente Capri a Claudia Catuogno del Corriere del Mezzogiorno — tempo fa raccogliemmo più di mille firme per salvare il sentiero, oggi chiuso da un privato e, dunque, impraticabile, che passa proprio accanto all’Arco naturale. Riteniamo che la sua componente rocciosa vada tenuta d’occhio e si tratta di un’operazione che si doveva già fare nel 2001».
«All’epoca, su nostra richiesta, si eseguirono dei lavori per l’arco di Marina Piccola – continuano Iraci e Pulita – con l’allora assessore provinciale Luca Stamati, che fece realizzare un progetto per verificare la staticità delle volte naturali presenti sull’isola. Su quello di Marina Piccola, i tecnici procedettero a riparo delle fratture con l’eliminazione di alcune piante, su quello di Matermania, invece, non fu fatto nulla. È pur vero che si tratta di un ciclo naturale e che l’isola è soggetta ai crolli perché di natura calcarea, ma sull’Arco naturale ci sono degli alberi di pino, le cui radici, ramificandosi, tendono a sgretolare la roccia. Come tutte le cose – concludono i rappresentanti del circolo isolano del Cigno Verde – c’è bisogno di una manutenzione continua, che, spesso, dalle nostre parti, manca ed è questo quello che chiediamo: manutenzione dell’Arco e presenza maggiore degli enti, perché altrimenti non riusciremo a salvaguardare nulla del nostro bellissimo territorio».
A rassicurare sulle condizioni dell’Arco naturale è, invece, il professor Luigi Ferranti. «L’Arco naturale, rispetto alle pareti dei Faraglioni o di Tragara, è, come si dice in gergo, marcio — spiega il geologo e docente all’università Federico II di Napoli— quando un posto è frequentato dai rocciatori, infatti, la roccia si pulisce e questo non accade sull’arco che non è molto frequentato dagli scalatori. In quella zona, poi, c’è il problema specifico degli alberi che, con le radici, spaccano la roccia, soprattutto sul fianco, a lato della strada. Sarebbe opportuno verificare con l’aiuto di un esperto di botanica se bisogna regimare questi alberi. Direi conclude Ferranti – che a livello geologico il rischio immediato di crollo non c’è anche perchè esso avviene sia per il lento degrado delle rocce, sia perché si innescano meccanismi sismici ma a Capri, questa ipotesi, è da escludere».
Intanto, il sindaco di Capri, Ciro Lembo, ha promesso di occuparsi della questione. «In passato ho scritto diverse lettere alla soprintendenza per i Beni Ambientali – ha detto il primo cittadino – chiedemmo un sopralluogo per verificare le condizioni dell’arco. Oggi faremo un altro sollecito, sperando che, nel frattempo, non succeda la stessa cosa che capitò all’arco della Fontelina».