POSITANO SI LAVORA AL MOLO ED E´ CAOS, QUALE FUTURO CI ASPETTA?

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I lavori al molo di Positano procedono alacremente, nonostante tutte le categorie economiche del paese e le associazioni abbiano avversato un suo potenziamento la perla della Costiera Amalfitana si avvia in tal senso. L’intervento fa parte della linea sulla portualità della Regione Campania che sta facendo discutere dappertutto, ad Amalfi il progetto era talmente invasivo che avrebbe impedito la visuale della Città dal mare, Agropoli si parla di erosione marina, a Pisciotta il porto è insabbiato a Massa Lubrense per fortuna alcuni interventi sono stati fermati, Piano di Sorrento è stata contestata dagli ambientalisti, Vico Equense si prevedeva la quasi scomparsa di Seiano, a Praiano il molo era previsto alla Gavitella con una scala lunghissima e impraticabile, a Minori l’intervento ha creato disagi sul lungomare croce della stagione estiva della Costiera. Una logica stravolgente a tappeto. In quest’ottica complessa, che altri esperti hanno criticato (investimenti a pioggia, stravolgimento del territorio, dispersione degli interventi, mancata previsione della gestione ed organizzazione) auspicando una concentrazione di pochi e qualificati interventi la piccola Positano è inerme vittima di assalti via mare che già sono soffocanti e devastanti senza contare che il molo ha contribuito non poco a erodere la spiaggia del Fornillo, che si può dire che è l’unica spiaggia positanese visto che la Grande è, giustamente, prevalentemente turistica e commerciale, mentre la libera è terra di nessuno. Si dirà che serve per le vie del mare, in realtà non sono le vie del mare che servono noi, ma noi serviamo le vie del mare. Nove euro per andare ad Amalfi senza sconto per residenti, mancanza di collegamenti utili per Napoli, poi la scomparsa progressiva delle corse allo scomparire dei turisti la dicono lunga sulla definizione vie del mare. Senza contare gli sbarchi selvaggi (come nella foto dove si intravvedono due motonavi insieme, ma c’è di peggio) che provocano inquinamento acustico, aereo e marino. Cosa fare? La battaglia è persa. Invocare la Madonna o il dio Nettuno che periodicamente ha attaccato il molo sperando che lo faccia a pezzi? Non sappiamo. Intanto possiamo scordarci il turismo d’elite, salvi dalla circumvesuviana, salvi dalla funicolare, colpiti al cuore proprio dalla nostra risorsa che è il mare.  Positano potrà dimenticarsi quella tranquillità che proprio a pochi metri dal molo, incisa nel marmo in Via del Saracino, viene celebrata con una frase del buon John Steinbeck


Michele Cinque