PRIMO CASO IN ITALIA. A SALERNO NON CONVALIDATA L’ESPULSIONE DI UNA PROSTITUTA.

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Fermata dalla polizia e salvata dall’avvocato. Messa così può sembrare la più classica delle trame giuridico–poliziesche dove per una prostituta sorpresa dagli agenti sul marciapiede c’è già pronto un legale che la trae d’ impaccio. Non è andata però in questo modo per una donna rumena di 21 anni, prima fra le lucciole comunitarie in Italia a cui non è stata convalidata l‘esecuzione del provvedimento del questore di allontanamento dal territorio nazionale. Un caso questo, unico nel nostro Paese e che apre nuove prospettive di adeguamento da parte degli altri tribunali alla statuizione del giudice Ricciardi del Tribunale di Salerno.


Ieri mattina il togato non ha convalidato il provvedimento del questore indicando come “di per sè non illecita l’attività di meretricio” motivando come segue “Non sembra che essa (la donna ndr.), giusta la mancanza di pendenze di altro tipo, costituisca pericolo per l’ordine pubblico e per la sicurezza”.  Una decisione che darà del filo da torcere al Legislatore rivoluzionando il modo di interpretare altri casi analoghi a questo e che cozza con l’attuale ampliamento di poteri conferito ai sindaci delle città dal cosiddetto “Pacchetto Sicurezza”.


Tornando al caso specifico, la giovane rumena C. L. era stata denunciata ben 32 volte per inottemperanza al foglio di via obbligatorio perché durante una serie di controlli della polizia era stata trovata più volte a prostituirsi in viale Wenner a Salerno. L’allontanamento dal territorio italiano è stato motivato dal fatto che questa donna offendeva la pubblica moralità e metteva in pericolo l’ordine e la sicurezza pubblica, che sono alcune delle condizioni previste dal decreto legislativo 32 del 28 febbraio scorso per l’espulsione di cittadini comunitari.


“Difendere questa categoria speciale di persone è solo apparentemente semplice – interviene l’avvocato Mario Punzi, difensore di fiducia della ragazza – ma oggi le leggi in materia cambiano in fretta e questa decisione del giudice è da considerarsi come una novità assoluta. Si tratta di una cittadina comunitaria che non aveva fatto opposizione al decreto di allontanamento che in genere viene eseguito con il conseguente accompagnamento coattivo oltre frontiera della persona. Ho cercato di smontare tutte le accuse e grazie anche alla collaborazione dell’ avvocato pr. Andrea Gambardella sono riuscito a mettere in evidenza tutte le falle e le lacune di un impianto normativo ancora assai fumoso e contraddittorio. Proprio per questa ragione pochi giorni fa, in co-difesa con l’avvocato Marco Martello, mi è stato accolto un ricorso avverso un decreto di allontanamento prefettizio di una meretrice comunitaria, stavolta di origine polacca. Mi sento di poter definire questo primo caso un grande successo perché anche qui il giudice Colucci del Tribunale di Salerno ha statuito in favore della prostituta. Devo ammettere che avevo sottovalutato la portata del valore di questa sentenza tant’è che sono rimasto sorpreso nel leggere la notizia in prima pagina sui quotidiani locali”. Parole che rimandano ad un panorama legislativo nazionale zeppo di errori marchiani dove la normativa in materia di immigrazione è fondata su una procedura tutta da riscrivere.