Positano – Ricordi lontani che rimangono per sempre, ´periodo bellico 1943´

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Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di Salvatore Carrano ” Insegnamento materno”


Prendendo alla lettera la conversazione fatta alcuni giorni fa, mi fa piacere scrivere quanto segue in quanto quell’insegnamento è stato e sarà sempre la guida della mia vita con la speranza che anche altri lo attuino e ne traggano insegnamento.


Ciò che racconterò va indietro nel tempo,al periodo bellico di cui sono stato testimone e ne serbo un vivo ricordo. Dopo lo sbarco degli anglo americani a Salerno il 9 settembre del 1943, il corpo dei Rangers, comandato dal Ten. Col. William O. Darby,sbarcò sulla spiaggia di Maiori, dove istituì il suo quartiere generale. Credo che parte di quei Rangers furono mandati anche a Positano per contrastare l’avanzata dei tedeschi. Infatti onde isolarli, i due ponti ai confini di Positano, quello dei Pantanelli e quello della Fontana Nuova meglio conosciuto come abbeveratoio dei cavalli, furono fatti saltare e Positano rimase così isolata. Non so come mia madre venne a conoscenza che al di sopra della fontana nuova c’erano dei soldati americani di guardia, mia madre era nata in America e aveva sempre nostalgia della sua terra d’origine, forse per parlare la sua lingua un giorno dopo aver raccolto delle arance e mandarini, era l’unica cosa che avevamo nel giardino in quel tempo,disse a me e mio fratello Vincenzo che saremmo andati a trovare i soldati che erano di guardia. Qualcuno disse a mia madre come arrivare dove c’era l’accampamento di guardia che era soltanto di cinque soldati. Mia madre parlò con loro in inglese mentre mio fratello si mise a giocare sul terreno. Dopo la visita,quando eravamo scesi, mio fratello aprendo la giacca fece vedere a mia madre cosa aveva trovato. Erano sei scatolette (C rations) razioni alimentari. Mia madre fece una bella ramanzina a Vincenzo, salimmo di nuovo al posto di guardia che era un po’ lontano. I soldati ringraziarono mia madre e dissero che quelle razioni erano l’unica cosa che avevano. Nella discesa mia madre disse a noi due che non bisognava mai prendere la roba degli altri. E quelle parole sono rimaste scolpite nella mia memoria, infatti più volte nel mio negozio, clienti hanno lasciato portafogli ed altro ma li hanno sempre ritrovati.


Ciao! Salvatore Carrano