SALERNO, TRASFERITO IL PARROCO ACCUSATO DI PEDOFILIA

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Non c’è solo il parroco di una frazione collinare nel dossier su pedofilia e abusi sessuali che il Vaticano ha aperto per la diocesi di Salerno. A Roma stanno indagando su altre presunte violenze che la denuncia di un prelato ha segnalato nel Seminario metropolitano di Pontecagnano, dove si formano i nuovi sacerdoti. A Pontecagnano sono arrivati nei mesi scorsi gli “ispettori” del Vaticano e sotto esame sono poi finite anche le nomine che, per quella ed altre strutture, sono state deliberate dall’arcivescovo Pierro lo scorso 1 luglio. Il timore – per ora non più di questo – è che denunce e avvicendamenti al vertice possano essere collegati. • In attesa che l’iter giudiziario e quello ecclesiastico facciano il loro corso, la Curia ha trasferito in una parrocchia del circondario il prete denunciato, spostandolo fuori dal territorio comunale di Salerno ma conservandogli le funzioni parrocchiali. Il provvedimento è stato assunto un anno e mezzo fa, quando l’accusa di un presunto abuso sessuale è arrivata all’orecchio di monsignor Gerardo Pierro.L’episodio sarebbe avvenuto qualche mese prima, presunta vittima un sedicenne della zona che frequentava spesso la parrocchia. Sarebbe stato lui a raccontare tutto alla famiglia e a far scattare la denuncia.La Diocesi ha provato a tenerla segreta finché ha potuto, ma dopo la missione salernitana del Vaticano la notizia ha iniziato a circolare in maniera sempre più insistente. In attesa dell’epilogo giudiziario, nei confronti del sacerdote non è stato assunto alcun provvedimento di natura disciplinare.Solo un cambio di sede, per ridare serenitá alla comunitá della frazione, tacitando malumori e chiacchiericci. • Nessun provvedimento anche per il caso sollevato al Seminario, che secondo le indiscrezioni sarebbe però costato il posto di vice rettore a don Carlo Magna. Fu lui a inoltrare a Roma una relazione su alcune anomalie nella gestione della struttura, stranezze tra le quali rientrerebbero anche vicende di natura sessuale.Il prelato avrebbe infatti raccolto le confidenze di alcuni seminaristi e ne avrebbe messo a conoscenza i vertici del Vaticano. Secondo un’interpretazione molto quotata in Curia, sarebbe questo il vero motivo – e non l’appartenenza al gruppo di preghiera del Gregge – per cui don Carlo Magna fu rimosso dall’incarico e allontanato. Il provvedimento fu firmato dall’arcivescovo Pierro, ma la Segnatura apostolica (una sorta di Cassazione del Vaticano) bocciò la misura disciplinare, giudicando insussistenti i motivi addotti dalla Curia. • Le nomine di luglio, quando Pierro ha affidato al padre spirituale del Seminario l’incarico di nuovo rettore, hanno riaperto la polemica intestina all’Arcidiocesi.Più di qualcuno ha evidenziato che il padre spirituale è colui che segue i seminaristi e può quindi averne raccolto eventuali turbamenti.Abbastanza perché anche su queste nomine fosse chiesto l’intervento del Vaticano, e fosse aperto un nuovo dossier.