TORRE, RAGAZZA TEDESCA VIOLENTATA. RISATE DOPO LO STUPRO

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 Erano “su di giri”, e avevano appena tentato una rapina a un´altra coppia sulla spiaggia. I tre stupratori di Torre Annunziata, 16 anni a testa, avevano bevuto birre e spumante, e forse assunto cocaina, dopo avere accompagnato a casa le rispettive fidanzate-bambine. Così l´agghiacciante violenza consumata nella notte tra domenica e lunedì sulla pelle di Sandra G., la turista tedesca accampata con il fidanzato David a Rovigliano, è diventato il diversivo di una serata come tante, trascorse tra bravate e scorribande armate. Uno scenario che emerge dopo la convalida degli arresti, firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minori, Anna Cappelli, a carico di Luigi S., Valentino G. e Giovanni L., i tre ragazzini-carnefici.
Il gip ha accolto la richiesta del pm Elvira Tortori e ha emesso a loro carico la misura più dura: ordinanza di custodia in carcere. Una sorpresa, per i ragazzi. Durante un´intercettazione ambientale negli uffici di polizia, uno degli indagati aveva rassicurato l´altro, con una previsione sbagliata: «Tranquillo: massimo due giorni e usciamo… «. In un altro passaggio, secondo quanto emerso dall´udienza di convalida, sia Valentino che Giovanni imprecano contro il complice arrestato per primo, Luigi, che aveva ammesso la rapina (negando lo stupro), e aveva tirato in ballo i due. «Ci ha cantato a noi? Proprio lui ha fatto i nomi nostri?». Luigi, figlio di un boss di camorra, sarebbe difatti – a detta degli altri due – colui che ha fatto «tutto». Cioè: «Ha fatto la rapina, ha alzato la tenda e gridava ai due che non capivano l´italiano, “Cash, cash”, soldi e in contanti. Poi ha preso la ragazza e ci ha detto di tenere sotto tiro il fidanzato, “Aspettate, mi devo portare a questa”, trascinandola in auto. Poi ci ha detto a tutti e due a turno, “Ora vieni tu”». Il racconto dell´orrore prosegue tra efferati particolari. Giovanni e Valentino, pur ammettendo i reati, sottolineano di non essere riusciti a «portare a termine» la violenza. Il che non attenua le accuse. Per tutti: porto d´armi, sequestro di persona, violenza sessuale.
Per il gip, «sussistono specifiche ed attuali esigenze cautelari», soprattutto «il rischio di reiterazione dell´attività criminosa». Il giudice per le indagini preliminari sottolinea «le modalità particolarmente violente dello stupro di gruppo», «la superficialità con cui hanno commesso fatti di così rilevante allarme sociale». Così Luigi S., considerato l´organizzatore e il capo della spedizione, (difeso dall´avvocato Giovanni Tortora) viene inviato nel penitenziario minorile di Airola. Mentre per Valentino G. (difeso dagli avvocati Michele Riggi e Ciro Ottobre), e Giovanni L. (assistito dal legale Massimiliano Lafranco), scatta il trasferimento nell´istituto di Nisida. Un´altra conversazione colpisce. Durante una pausa delle confessioni, Giovanni e Valentino scherzano e fanno battute pronunciando frasi irripetibili. La cui sintesi è: «Pensavamo di fregare la tedesca, ma la tedesca ha fregato noi». Solo alla fine, emerge una parziale consapevolezza della gravità dei fatti: «Io ci ho provato a farle violenza, ma quella piangeva e mi guardava, con le mani in faccia. Aveva gli occhi arrossati: faceva troppa, troppa pena

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