COSTIERA AMALFITANA LIBERA, APRE LA STATALE 163. ALLE 18 FINISCE L´INCUBO

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In questo preciso istante finisce l’incubo della strada statale amalfitana chiusa. Una tragedia per chi doveva spostarsi nella divina, per operatori, turisti e lavoratori, un incubo che durava da dodici giorni da quando nella notte del 14 agosto, che ormai nessuno più dimenticherà, per un incendio provocato sicuramente da mano umana, come il novanta per cento degli incendi, a Furore con conseguente caduta di pietrame  Positano e Praiano erano isolate da Amalfi, Atrani, Ravello, Minori, Maiori ed il resto della Costiera Amalfitana, disagi anche per i turisti della Penisola Sorrentina che da Sorrento, Massa Lubrense e Vico Equense vorrebbero godersi la Costiera Amalfitana lungo il tragitto fino a Salerno. I disagi causati dalla caduta massi da un costone instabile hanno messo in crisi un intero sistema economico: alberghi bloccati, viabilità a singhiozzo. Ma la difficoltà in se del lavoro ha richiesto la ricerca di rocciatori in grado di inerpicarsi imbragati sul costone e capaci di rimuovere il materiale instabile. La  circolazione forse riprenderà a senso alternato, nei due sensi di marcia, per consentire i lavori, e con la strada libera nei finesettimana, se si è preso ad esempio il caso di Ravello, dove si adottò questa soluzione molto pratica, ma a presto avremo maggiori dettagli. Anas, Genio civile, Protezione civile regionale e Comune di Furore con i responsabili dell’impresa hanno effettuate  le ultime verifiche. Intanto il consigliere regionale di An Salvatore Gagliano ha chiesto la discussione con urgenza della  interrogazione al Governatore della Regione Campania Bassolino: «Quanto sta accadendo in Costiera Amalfitana è roba da terzo mondo. È impensabile che, nei tempi attuali, un’unica arteria, che collega i paesi della Costiera tra loro, possa restare chiusa per un periodo così lungo». Gagliano racconta il suo Ferragosto: «Clienti “sequestrati” negli alberghi, senza avere la possibilità di andare a visitare località prestigiose raggiungibili in pochi chilometri in condizioni normali; dipendenti di strutture alberghiere obbligati a giri tortuosi e costosi per andare al lavoro; e chi, invece, ha ruolo di responsabilità ed era preposto a decidere stava godendosi le ferie». È lo sfogo di Gagliano che tra l’altro appartiene ad una famiglia di albergatori: «Esistono certamente delle chiare omissioni da parte di qualcuno. Non è un caso che per oltre cinque giorni non sia stato eseguito alcun tipo di intervento. In casi di tal genere si interviene nell’immediato per garantire la tempestiva percorribilità di una strada di questa importanza che non ha alcun itinerario alternativo». Ora finalmente, però, la Divina ed il turismo tornano a respirare.