COSTIERA AMALFITANA, UN ABUSO OGNI DUE GIORNI. I DATI DELL´ESTATE 2008

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Un abuso edilizio ogni due giorni e mezzo. Questo è il dato allarmante in Costiera Amalfitana dove continua a prolificare la cementificazione selvaggia nonostante la fitta attività di controllo di Carabinieri e Guardia di Finanza. E sono proprio i dati relativi a questi sette mesi del 2008 a sottolineare come il fenomeno non sia affatto in diminuzione. Paragonando le cifre dello scorso anno (i sequestri superavano le 150 unità e i deferimenti all’autorità giudiziaria riguardavano circa 350 persone) a quelle attuali calcolate da gennaio a luglio, emerge come il fenomeno dell’abusivismo non abbia subito alcuna battuta d’arresto. Infatti se nel 2007 si viaggiava su una media di un abuso ogni 2,4 giorni, in questi sette mesi dell’anno si registra un + 0,1 che potrebbe essere determinante sul valore finale. In questa task-force contro il mattone selvaggio, sono due le attività di indagine attualmente in corso: la prima, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Amalfi coordinati dal capitano Enrico Calandro, l’altra dai militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Salerno, diretti dal capitano Alessandro Furnò. In Costiera, stando ai totali finora calcolati dai militari dell’Arma, sono ben 210, le persone denunciate per abusivismo edilizio (nel 2007 furono 262), 22 dei quali anche per violazione di sigilli. Per occupazione abusiva di suolo demaniale i deferimenti sono invece 7, ai quali si aggiungono i 6 per falsità ideologica in atto pubblico, gli 11 per abuso d’ufficio, i 22 per truffa aggravata per il conseguimento di finanziamenti pubblici, e uno solo per omissione di atti d’ufficio. Alle denunce si aggiungono i 67 cantieri sequestrati pari ad un totale di 7.820 metri quadrati di opere abusive. Secondo i carabinieri, in cima alla lista dei comuni, spicca Furore con 18 sequestri. Qui, è alto anche il numero delle persone deferite all’autorità giudiziaria: ben sessanta. A seguire, Praiano con 12 cantieri sequestrati e 33 persone denunciate per abusivismo edilizio; Amalfi con 10 sequestri e 19 denunce; POSITANO (7 sequestri e 38 denunce); Tramonti con 18 persone denunciate e 6 cantieri sequestrati; Scala (12 persone denunciate e 6 sequestri) e Ravello con 10 denunce e quattro sequestri. La graduatoria si completa con i due sequestri operati finora a Conca dei Marini (otto sono le persone denunciate) i due ad Atrani e Minori (qui sono rispettivamente due e tre le persone denunciate) e le sette denunce a Maiori per abusivismo. A questi dati vanno ad aggiungersi quelli del reparto navale della Guardia di Finanza: nei sette mesi del 2007 sono state 76 persone finite nel mirino degli inquirenti, mentre risultano essere 20 i manufatti sequestrati (Maiori, 5 sequestri e otto denunce; Minori, 3 sequestri con 13 denunce; Praiano, 3 sequestri e 5 denunce; Ravello 7 sequestri e 15 denunce; Scala, 5 sequestri e 18 denunce; Tramonti 3 sequestri e 17 denunce, Vietri sul Mare 1 sequestro e due denunce) per un valore complessivo di oltre 19 milioni di euro. Cifre da brividi, che diventano cifre di rabbia e di indignazione se si pensa anche alla tragedia del 18 agosto del 2007. «Gli abusi vanno perseguiti e come comune apprezziamo l’opera delle forze dell’ordine alle quali abbiamo sempre offerto massima collaborazione – dice il sindaco di Furore, Alfonso Avitabile che per il suo paese rifiuta l’appellativo di comune maglia nera – Purtroppo esistono due tipologie di abusi: le aperture di finestre e le costruzioni ex novo. Non si possono classificare allo stesso modo». Infatti, in Costiera giacciono oltre 7.000 domande riguardanti i tre condoni (1985, 1994 e 2003) e molte di queste riguardano molte situazioni diverse dalle opere completamente abusive. «Ogni estate è un boom di terrazze, solarium, piscine, bar e centri benessere completamente fuorilegge – tuona Legambiente nel suo rapporto MareMostrum – Qui siamo in presenza di un abusivismo di lusso, dove la realizzazione di piccoli manufatti produce rendite enormi: ogni metro quadrato può valer anche diecimila euro. Conviene rischiare. Tra corsi e ricorsi, chi commette un abuso sa di aver a disposizione almeno tre anni prima di essere chiamato a risponderne». (Mario Amodio, Il Mattino del 19/8/08)