Tredici rapine in un mese NAPOLI

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 Maglietta nerazzurra, scooter “truccato” e piglio sicuro. Un piano studiato fin nei minimi dettagli: arrivavano in trasferta da Napoli, a bordo di furgoni noleggiati, portavano a segno il colpo e tornavano a casa con le tasche piene. Professionisti del crimini con una sola “debolezza”: quella di rovinare la festa agli interisti dopo ogni partita, visto che le loro prede preferite erano proprio i tifosi nerazzurri, fra i quali si mimetizzavano indossando le magliette della squadra di calcio prima di sfilare loro gli orologi.

E’ stata la sezione anti rapina della Squadra Mobile di Milano a mettere fine alla carriera criminale della banda del Rolex in “trasferta”. I cinque banditi, tutti napoletani, alcuni di loro legati alla camorra, sono stati arrestati dopo aver portato a segno almeno 13 colpi lo scorso maggio. Solo in un giorno, per l’esattezza l’11 maggio, ha ricordato il dirigente della Mobile Francesco Messina, dopo il match Inter-Siena, erano riusciti a sfilare 8 orologi nei pressi dello stadio San Siro.

LA TECNICA
La banda dei napoletani, capeggiata da Ciro Forte, aveva pianificato ogni dettaglio. Pasquale Cigliano aveva il compito di recuperare i furgoni, a Napoli, in cui poi nascondeva gli scooter, quasi sempre rubati, che servivano per commettere le rapine a Milano. Gennaro Avoletto, invece, individuava tra i tifosi le possibili vittime. Se i malcapitati indossavano il Rolex sul polso sinistro e avevano il finestrino dell’auto abbassato allora glielo sfilavano direttamente da lì. Se, invece, l’orologio era indossato a destra o non era indossato dal guidatore aspettavano che parcheggiassero per poi rapinarlo (se necessario sotto la minaccia di una pistola) insieme ad altri due componenti del gruppo : Francesco Cicchini e Giuseppe Tarantini.

IL BOTTINO
Quasi tutte le rapine, avvenute nel mese di maggio, sono state nelle vie adiacenti allo stadio San Siro, viale Monte Ceneri e zona Fiera MilanoCity.
Decine gli orologi rubati ai malcapitati tifosi, per un ammontare di oltre 100mila euro. Sei dei quali sono già stati recuperati e restituiti ai legittimi proprietari. Ai malviventi, arrestati materialmente a Napoli (con la collaborazione della Squadra Mobile partenopea) è stata contestata l’accusa di associazione finalizzata alla rapina con l’aggravante dell’uso di armi. Scritto da: Arianna Giunti –


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                                                  Michele DE Lucia