SALVIAMO IL FAITO, DENUNCIA DI AN

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La Regione Campania e la Provincia hanno acquistato il complesso immobiliare fra case e terreni del Faito a Vico Equense e rimane tutto abbandonaton denuncia: degrado e abbandono sul Faito. Il Faito è una montagna meravigliosa con enormi potenzialità, una vista che spazia fra la penisola sorrentina, Costiera Amalfitana, Capri, Ischia, il Cilento, il Vesuvio e il mare. Un monte immerso nel mare dove in pochi minuti puoi arrivare sulle spiagge di Vico Equense o a Positano e Sorrento.
I consiglieri provinciali Luigi Rispoli e Giuliano D’auria hanno denunciato il  grave abbandono dek complesso immobiliare Monte Faito, acquisito un anno e mezzo fa dalla Regione Campania e dalla Provincia di Napoli. Perché i due enti, «dopo aver sostenuto un notevole investimento, non hanno ancora preso in carico la proprietà».
Il complesso immobiliare Monte Faito, che si trova nel Comune di Vico Equense, «è costituito essenzialmente da immobili adibiti a funzioni sportive e ricreative, nonché da 420 ettari boschivi: venne acquistato all´inizio del 2007 dalla Fintecna Spa. Eppure – insistono Rispoli e D´Auria – non dovrebbe essere difficile capire che il ripristino e la riattivazione del complesso avrebbe un effetto assolutamente positivo sulla preservazione del patrimonio ambientale e diventerebbe un notevole attrattore di flussi turistici». La vicenda è arrivata anche su Repubblica e amareggia pensare che un luogo così straordinario venga lasciato a se stesso.
A un anno e mezzo dall´oneroso acquisto, proseguono i consiglieri, «l´Ente Parco dei Monti Lattari, la Provincia e la Regione, non solo non hanno raggiunto un accordo sulla gestione così come prevedeva l´atto di acquisto, ma non hanno proprio affrontato l´argomento».
Di questa situazione la Fintecna Spa è l´unica che otterrà benefici perché, «dopo aver incassato il denaro derivante dalla compravendita del complesso, potrà continuare a incamerare soldi, circa centomila euro, per garantire i servizi della guardiania e della custodia del complesso».
Per i due esponenti di An alla Provincia si tratta di «un duro colpo anche per il turismo nella zona, che per un altro anno ancora si vedrà privato di un elemento che completa ed integra l´offerta turistica della penisola sorrentina. Un ente – è la conclusione – che non si preoccupa di salvaguardare il proprio patrimonio, compie prima di tutto un danno erariale, aggravato in questo caso dalla considerazione che esso rappresenta anche un delitto nei confronti del territorio e dell´ambiente