SCIABOLA DI BRONZO FESTEGGIA ANCHE SALERNO CON PASTORE, POTEVA ESSERE ORO

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PECHINO, 17 agosto – Poteva essere sfida per l’oro. È stata lotta per il bronzo. Gli azzurri della sciabola maschile – Aldo Montano, Luigi Tarantino, Diego Occhiuzzi e la riserva Giampiero Pastore di Salerno – si sono regalati il terzo posto battendo nella finale di consolazione la Russia 45-44. È stata la vittoria di Tarantino, che a 36 anni, alla sua ultima Olimpiade, è stato il migliore degli azzurri per tutta la giornata. È stata la vittoria di Montano, bravissimo, come vedremo, nell’ultima manche contro Pozdniakov. È stata anche la vittoria di Occhiuzzi, che pure porta sulla coscienza in semifinale contro la Francia. Ma è stata soprattutto la vittoria di Pastore, che, entrato in finale per sostituire proprio Occhiuzzi, ha tenuto testa a fuoriclasse del livello di Pozdniakov e Alexey Yakimenko. Ed è anche la vittoria di Andrea Magro, il ct della sciabola azzurra, che non ha potuto seguire i suoi ragazzi da bordo pedana a causa della squalifica rimediata ieri con il fioretto femminile. La sciabola maschile a squadre era l’ultima gara di scherma nel programma olimpico. L’Italia chiude con un bottino di due ori (Valentina Vezzali e Matteo Tagliariol) e cinque bronzi (Margherita Granbassi, Salvatore Sanzo, fioretto femminile, spada maschile e sciabola maschile a squadre). Davvero niente male per la miniera dello sport azzurro. Peccato per la sconfitta in semifinale contro la Francia. Un vero peccato, perché a un certo punto il match contro i transalpini sembrava messo in cassaforte. Ma uno sciagurato passaggio a vuoto di Occhiuzzi nel terz’ultimo assalto ha compromesso tutto.

LA VITTORIA – Ma torniamo alla “finalina” contro la Russia. Dopo le prime tre manche – Tarantino-Alexei Kovalev, Montano-Podzniakov e Pastore-Yakimenko – l’Italia è sotto di tre stoccate (12-15). Uno svantaggio che dopo il secondo giro di assalti – Tarantino-Kovalev, Pastore-Pozdniakov e Montano-Yakimenko – si riduce a -2 (28-30). È a quel punto che Pastore compie un piccolo capolavoro, andando a vincere 6-5 contro Kovalev e portando l’Italia sul -1 (34-35). Nell’assalto successivo contro Yakimenko Tarantino perde 4-5 e, dunque, Montano si presenta in pedana per l’ultima manche contro Podzniakov sotto di due stoccate (38-40). L’azzurro comincia bene, portandosi a -1 sul 42-41, ma poi il russo infila un parziale di 3-1 che gli consente di issarsi sul 44-42. Manca solo un punto alla formidabile squadra russa per aggiudicarsi il bronzo. E a difendersi dagli attacchi di Montano c’è uno dei più grandi sciabolatori di tutti i tempi come Pozdniakov. Eppure il livornese, contro un avversario che negli ultimi due anni gli ha rifilato solo batoste (compresa la finale dell’ultimo Mondiale), non si perde d’animo. E infila le tre stoccate del sorpasso azzurro. Pozdniakov, alla fine, ha annunciato il ritiro dopo una carriera straordinaria, nella quale, a livello individuale, oltre a cinque titoli mondiali ha vinto anche un titolo olimpico ad Atlanta 1996.

LA FELICITÀ DELLA STELLA – Il bronzo conquistato contro la Russia ha il sapore dell’oro per gli azzurri della spada, come dimostra l’esultanza di Aldo Montano dopo la stoccata decisiva contro il russo Pozdnyakov che è valsa il decisivo 45-44: «Avevamo timore, paura di affrontare una delle Nazionali più forti del mondo – ha detto Montano ai microfoni della Rai -, ma abbiamo reagito benissimo. Pastore ha tirato da fenomeno oggi. È stato davvero bello ritrovare le sensazioni di Atene, dopo l’eliminazione nella prova individuale. Questo bronzo poteva essere benissimo un oro».

LA SEMIFINALE – Ma andiamo con ordine. Nei quarti di finale l’Italia aveva superato in relativa scioltezza un cliente difficile come la Bielorussia (45-39), con Tarantino e Montano particolarmente in evidenza. Poi, in semifinale, si sono trovati davanti la Francia, in una riedizione della finale olimpica di Atene 2004, dove avevano vinto i transalpini. Questa volta, però, le cose sembravano andare diversamente rispetto a quel precedente, perché dopo sei assalti gli azzurri erano avanti di sei stoccate (30-24). Purtroppo, Occhiuzzi, opposto a Boris Sanson, è andato completamente nel pallone, perdendo 3-11 e consentendo ai bleus di portarsi sul 35-33. Tarantino, fino a quel momento il migliore dei nostri, ha perso altre due stoccate. Aldo Montano si è trovato così a partire nell’ultima manche contro Julien Pillet con uno svantaggio di quattro stoccate. Un abisso difficilmente colmabile, soprattutto contro un avversario esperto come il francese. Che, infatti, ha mantenuto il vantaggio chiudendo sul 45-41. Una grandissima delusione per la squadra azzurra. Ma Montano non se la sente di accusare Occhiuzzi: «Sono cose che nella scherma succedono – ha detto il fuoriclasse livornese subito dopo il ko -. Adesso dobbiamo vincere questo bronzo, che è importantissimo».

L’ALTRA DELUSIONE – La speranza è che la delusione per questa sconfitta sia superata dai ragazzi di Andrea Magro, che non ha potuto seguirli da bordo pedana a causa della squalifica rimediata ieri nella semifinale del fioretto femminile a squadre. Certo, Montano, Tarantino e Occhiuzzi si troveranno di fronte una formazione se possibile ancora più giù di morale. La Russia, grande favorita per la vittoria finale, si è infatti fatta incredibilmente battere dagli Stati Uniti. Colpevole della sconfitta, in questo caso, non è stato un esordiente alle Olimpiadi come Occhiuzzi, ma uno dei più grandi sciabolatori di tutti i tempi, Stanislav Pozdnyakov, detto lo zar. Il suo vantaggio all’inizio dell’ultima manche era di cinque stoccate (40-35). In altre occasioni, Pozdnyakov avrebbe distrutto l’americano Keeth Smart. Ma in questi Giochi per lui disgraziati, lo zar si è fatto impallinare dallo sciabolatore a stelle e strisce con un incredibile (per lui) 4-10, che ha permesso agli Usa di imporsi 45-44.

TRIONFA LA FRANCIA – Com’era prevedibile, a vincere l’oro è stata, per la seconda volta consecutiva, la Francia. Dopo avere eliminato l’Ungheria campione del mondo e i formidabili russi, gli sciabolatori a stelle e strisce avevano finito i miracoli. E contro gli esperti transalpini si sono arresi 37-45. Da segnalare che dei tre francesi il solo Julien Pillet era in pedana nella finale di Atene 2004 contro l’Italia. Gli altri due bleus, Nicolas Lopez e Boris Sanson, erano all’esordio olimpico.

SCIABOLA MASCHILE A SQUADRE
Quarti di finale: Italia b.Bielorussia 45-39 (Tarantino-Aliaksandr Buikevich 5-1; Montano-Valery Pryemka 5-0=10-1; Occhiuzzi-Dmitri Lapkes 5-10=15-11; Tarantino-Pryemka 5-5=20-16; Occhiuzzi-Buikevich 5-8=25-24; Montano-Lapkes 5-3=30-27; Occhiuzzi-Pryemka 5-5=35-32; Tarantino-Lapkes 5-4=40-36; Montano-Buikevich 5-3=45-39); Francia-Egitto 45-31; Russia-Cina 45-36; Stati Uniti-Ungheria 45-44
Semifinali: Francia b. Italia 45-41 (Tarantino-Julien Pillet 5-4; Montano-Boris Sanson 5-5=10-9; Occhiuzzi-Nicolas Lopez 5-5=15-14; Tarantino-Sanson 5-2=20-16; Occhiuzzi-Pillet 5-3=25-19; Montano-Lopez 5-5=30-24; Occhiuzzi-Sanson 3-11=33-35; Tarantino-Lopez 3-5=36-40; Montano-Pillet 5-5=41-45); Stati Uniti b. Russia 45-44
Finale terzo posto: Italia-Russia 45-44 (Tarantino-Pozdniakov 4-5; Montano-Kovalev 5-5=9-10; Pastore-Yakimenko 3-5=12-15; Tarantino-Kovalev 6-5=18-20; Pastore-Pozdniakov 5-5=23-25; Montano-Yakimenko 5-5=28-30; Pastore-Kovalev 6-5=34-35; Tarantino-Yakimenko 4-5=38-40; Montano-Pozdniakov 7-4=45-44)
Finale primo posto: Francia-Stati Uniti 45-37 (Corriere dello Sport)

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