Renato Barisani, grandissimo artista evergreen.

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Dopo la nota su Enea Mancino, continuiamo a puntualizzare sui migliori artisti italiani, che hanno lavorato e lavorano in Campania, e questa volta scriviamo sul grandissimo artista evergreen Renato Barisani.



 


Renato Barisani è nato a Napoli nel 1918. Caposcuola del Movimento di Arte Concreta (MAC) fin dal 1950, è considerato uno dei più importanti artisti italiani viventi. Nel 1993 gli è stato conferito a New York il prestigioso Premio Pollock. Sue opere possono essere ammirate in numerosi musei di tutto il mondo, nonché alla “Metropolitana di Napoli” e all’ingresso di Castel dell’Ovo. Ha al suo attivo centinaia tra personali e collettive in tutto il mondo.


 


Napoli deve molto a Renato Barisani. 


Renato Barisani non si riposa, passa da una personale ad una collettiva con estrema disinvoltura.


Lui lavora nello studio, non si ferma; non l’ha fermato nemmeno un insulto al cuore.


Opere di Renato Barisani possono essere apprezzate davanti Castel dell´Ovo, a Via Salvator Rosa e a Piazza Quattro Giornate.


Proprio a Piazza Quattro Giornate, meglio conosciuta come piazza dello “Stadio Collana”, una sua scultura in rosso e in nero (che io chiamo: “mezzo gladio”, perché mi ricorda l´arma degli antichi romani) è assalita, quasi vandalizzata da spray-color, da incollaggi di fogli, i più strani, da strofinature violente e da graffi rabbiosi quasi quotidianamente da bande di ragazzi e ragazzini, gli stessi che lasciano pascolare il proprio amico cane sui giardinetti della piazza, ormai lordi ed insicuri.


Un controllo di vigili urbani, poliziotti, carabinieri sarebbe salutare.


Ma, forse, si sta pensando di delegare a questo controllo il famoso “poliziotto di quartiere”?



Negli anni ´30 frequentò l´Istituto Statale d´Arte di Napoli e con il diploma conseguito con alti voti vinse una borsa di studio che gli permise di studiare, dal 1937 al 1939, all´Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Monza.


In quest´Istituto insegnavano artisti ed architetti già molto noti e di eccezionale valore, tra gli altri: lo scultore Marino Marini, il pittore Pio Semeghini, gli architetti Pagano e Agnoldomenico Pica.
Negli anni Cinquanta nella città partenopea operarono Barisani, De Fusco, Tatafiore e Venditti per il MAC napoletano.


Barisani lo ritroviamo, alla fine degli anni Settanta, anche nel Gruppo “Geometria e Ricerca”, su cui Luigi Paolo Finizio, ex-Docente di Storia dell´Arte all´Accademia di Belle Arti di Roma, ha teorizzato, dedicando molte pagine, a cui aderirono De Tora, Di Ruggiero, Riccini, Tatafiore, Testa, Trapani, e nel variegato gruppo di artisti astratti “Gener-Azioni”, che ha esposto, nel 1997, a Casoria e a Nocera Inferiore e, nel 1998, a Bari, su invito dell´ “Expo Arte”, ed in altre successive tappe, a cui si sono stretti Di Ruggiero, Lanzione, Manfredi e De Tora e Spinosa, recentemente scomparsi.


Ha sempre continuato la sua attività senza derogare da un fortissimo impegno e con serietà e bravura ha guardato avanti senza svolte improvvise.


La sua carriera è felicemente sintetizzata nel seguenti periodi:


figurativo (1935-1949, concretista (1950-1955), informale (1956-1962), macchinistico (1963-1966), neocostruttivista (1967-1983), astrazione organica (1983/84 ad oggi).



Tutte le sue partecipazioni a mostre e a rassegne espositive sono da seguire per l´altissimo livello estetico espresso.


Questo grandissimo artista napoletano è da conoscere assolutamente.


Da non perdere, quindi, assolutamente le sue mostre prossime e future.


 


Maurizio Vitiello