IL MILAN VINCE IL TROFEO TIM, BATTUTE JUVENTUS E INTER

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Il Milan vince l’ottava edizione del trofeo Tim battendo ai rigori la Juventus 6-4 (2-2) e l’Inter (4-3) allo stadio Olimpico di Torino. Si ricomincia come l’anno scorso: la ‘piccola’ Juve batte la grande Inter e s’arrende solo ai rigori al Milan. Il Trofeo Tim se lo aggiudicano cosi’ i rossoneri ma non era tanto questo l’obiettivo delle squadre, che in questo momento puntano invece ad avvicinarsi a una condizione ottimale per i rispettivi obiettivi stagionali. Chi chiedeva lumi sui temi scudetto del prossimo campionato, almeno in parte, li ha avuti: sara’ lotta serrata tra le tre grandi, con Inter e Milan nella parte dei superdotati, ma la Juventus ha fatto capire di avere ridotto (e di parecchio) il gap, di avere risorse importanti, nonostante si debba tenere conto che i bianconeri sono piu’ avanti degli avversari nella preparazione, a questo punto della stagione. Fra la Juve e il Milan era stato il festival degli attacchi vivaci e delle difese di burro. Immobile e disattenta quella del Milan sul centro di Marchionni per Trezeguet e sullo stesso Marchionni che, pur essendo un piccoletto, ha colpito indisturbato in area.

Analogamente la difesa juventina e’ rimasta a guardare quando Seedorf – dalla stessa posizione di centroarea – ha infilato due volte Buffon. Due reparti la cui fragilita’ si poteva bene intuire alla vigilia. Il Milan, almeno, ha l’alibi dell’assenza di Nesta, ma non basta. E’ vero che i rossoneri sono ancora privi di Ronaldinho, ma Ranieri, per ‘eccesso di punte’, non ha potuto schierare Del Piero e Amauri contro i rossoneri, volendo alternare le coppie d’attacco. Il ‘Tim’, per il brasiliano, e’ durato solo 10′, perche’ e’ dovuto uscire dopo essere stato colpito ancora alla ferita al capo che si era procurata a Pinzolo. Quindi, Inter-Juventus e’ iniziata in salita per i bianconeri cui mancava anche Cristiano Zanetti (infortunatosi a Dortmund), ma il conto e’ bilanciato dall’assenza nerazzurra di Ibrahimovic.

E’ stata quindi una nuova occasione per apprezzare i giovani: da Ekdal, che non ha paura di nessuno, a Fausto Rossi, anche lui pieno di personalita’. Giocoforza, Ranieri ha dovuto provare Iaquinta anche con Del Piero e l’ex udinese ha confermato di essere un ottimo partner per tutti. Il fuori programma piu’ scontato non si e’ fatto attendere: Zambrotta, Stankovic (la cui partita e’ durata 10′), Materazzi, Ancelotti, si sono contesi l’Oscar del piu’ insultato da parte della curva Juve. Il tecnico rossonero, che viene fatto oggetto dello stesso appellativo da otto anni almeno, avrebbe accennato a una risposta con un gesto eloquente. Anche i ‘santi’ come lui hanno evidentemente pazienza limitata. Dopo la sconfitta ai rigori contro il Milan (guardacaso quello bianconero l’ha sbagliato Trezeguet, lo stesso della finale persa di Manchester e quello in odore di addio). Ma la Juve dell’orgoglio, senza Amauri, ha fatto un figurone con l’Inter, permettendo a Poulsen di presentarsi al pubblico di casa e di confermare che non e’ solo un recuperatore di palloni.

E’ di nuovo Iaquinta l’eroe, questa volta su lancio di Legrottaglie. E’ pero’ Buffon il superman, prendendo una palla da un metro ad Adriano. Poca Inter, ancora indietro con la preparazione, ma la potenza e il potenziale sono enormi, anche se per ora si vedono solo a tratti. Tra rossoneri e nerazzurri prevale la noia e soprattutto la mancanza di benzina. Kaka’ non affonda, Balotelli nemmeno, la prende sul serio solo Muntari, che ci mette il piede sempre, per dimostrare a Mourinho che ha fatto bene a prenderlo. Il pubblico non ha mancato di sottolineare la noia mortale di una partita che e’ servita solo per mettere km nelle gambe. Per la cronaca, ai rigori, ha vinto il Milan.










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                              Michele De Lucia

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