POSITANO: IL VALLONE PORTO E LO SCEMPIO ANNUNCIATO!!!

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In questi giorni è apparso sui muri del paese un manifesto del sindaco di Positano Domenico Marrone con la scritta “Nessun pericolo per il Vallone Porto”

in riferimento al quale le associazioni rispondono online!!!

Le associazioni ambientaliste non ritengono di potere e dovere fare politica, nell’accezione più negativa del termine, e di dovere necessariamente stare a rincorrere manifesti dai contenuti opinabili…inoltre lo stesso tempo (…e soldi!!!) necessario per affiggere manifesti per le vie del paese è prezioso per i NOSTRI VOLONTARI che sanno di doverlo investire per la REALE SOLUZIONE del problema affinchè questi lavori non si facciano così come previsti.

STIAMO LAVORANDO per SALVARE un’area che sta a cuore a TUTTI…sempre di più …giorno dopo giorno… e ciò grazie anche alla NOSTRA comunicazione!!!

Ribadiamo che non c’è nessuna posizione di parte contro il Comune, la Comunità Montana, e tutti gli enti che “distrattamente”

hanno avvallato uno scempio inutile…

La nostra è una battaglia contro i lavori stessi di cementificazione.

Si è scelto infine di convogliare le energie per promuovere la serata evento di Giovedì 24 luglio sera al Conwinum “Salviamo il Vallone Porto” alla quale abbiamo invitato via-mail (per motivi di tempo) il sindaco con l’intero consiglio comunale e pubblicamente invitiamo tutti i cittadini del Mondo!!!

Sarà una serata insieme che si concluderà con  la musica degli Spillenzia, il video di Metropolis Tv e le foto per mostrare

cosa realmente potrebbe accadere nell’Alveo del Vallone Porto!!!

Si stanno già avendo adesioni da tutta la Costiera Amalfitana e Sorrentina: da Amalfi, da Ravello, da Sorrento e Massalubrense, da tutta la Campania e dal resto del Mondo
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POSITANO: IL VALLONE PORTO E LO SCEMPIO ANNUNCIATO!!!


 


Nel Comune di Positano, sono stati previsti e finanziati con denaro pubblico – dal Settore Difesa Suolo della Provincia di Napoli – lavori di sistemazione idraulico-forestale per la mitigazione del rischio da dissesto idrogeologico della rete idrografica del Vallone Porto.


 


Il Vallone Porto rappresenta un geotopo di impareggiabile valore paesaggistico e ambientale nel contesto geografico della Costiera Amalfitana, caratterizzato da importanti emergenze faunistiche e vegetazionali (tra cui la rarissima Salamandrina dagli occhiali – Salamandra terdigitata –  specie endemica italiana inserita nella lista rossa tra gli anfibi in via di estinzione oltre a diverse specie botaniche in rarefazione e indicatrici di condizioni microclimatiche uniche e particolari )


 


Lo scempio annunciato richiederà oltre 500.000 euro!!!


 


…nonostante tutto e tutti, il Comune di Positano, ha comunicato l’intenzione di non voler perdere quei soldi promessi e di non volersi “prendere la responsabilità” di bloccare le opere di messa in sicurezza (???) della Valle più disabitata dell’intera costiera sorrentino-amalfitana ma, proprio per questo, assolutamente selvaggia, unica, preziosa e da salvaguardare…e non solo per la popolazione di Positano, che sta facendo di tutto per proteggerla, ma per l’intera umanità!!!


 


Il progetto è stato concepito per ovviare ai danni creati da un privato che, per aumentare la superficie della proprietà confinante col corso d’acqua, circa mezzo secolo fa, ha abusivamente “tombato” l’alveo del fiume nel suo ultimo tratto. Infatti il Vallone Porto, prima di sfociare sulla Spiaggia di Arienzo e quindi a mare, termina in “un imbuto artificiale”: una galleria edificata sul Demanio dello Stato, lunga circa 90 metri, con un solaio in pericoloso disfacimento e sotto la quale i turisti e bagnanti SONO COSTRETTI A TRANSITARE!!!


Ed è stato proprio per colpa del tratto tombato che, quando nel costruire la rotabile da Monteportuso a Nocelle furono rovinosamente gettati nell’alveo del rivo tonnellate di materiali, si capì che poteva esserci una situazione di rischio per le persone presenti sulla spiaggia…ma non si capì (ed ancora oggi si sostiene il contrario) che non si trattò di una frana naturale ma di una evento UNICO e NON RIPETIBILE in quanto causato dall’uomo!!!


 


Di fronte a tale pericolo gli enti competenti hanno adottato la scriteriata scelta di utilizzare fondi pubblici per effettuare interventi estensivi a monte di “mitigazione del rischio” (che appaiono non risolutivi, illegittimi e devastanti) anziché utilizzare le risorse disponibili per affrontare subito (e non rimandarlo ad una incerta disponibilità futura) il problema – ben più grave – del tratto tombato finale.


 


Non “per risolvere”…ma per “mitigare il rischio” (ed è dichiarato dai progettisti che il rischio verrà mitigato di meno di 1/10 rispetto al pericolo paventato!!!) dovranno essere realizzate briglie in cemento armato-EX NOVO lunghe fino a 24metri, pavimentazione di sentieri finora sterrati ed inerbiti, taglio delle essenze arboree presenti lungo il letto del torrente, creazione di palizzate, gabbionate e quantaltro.


 


Tutte le suddette opere saranno messe in essere in uno dei posti più belli, unici e protetti (dell’intera costiera…in area iscritta dall’UNESCO nell’elenco dei beni Patrimonio Mondiale dell’Umanità, in un Sito di Interesse Comunitario (SIC IT8050051), in territorio compreso nel Parco Regionale dei Monti Lattari e in area sottoposta a vincolo paesistico-ambientale!!!


 


– Le briglie “di trattenuta” (la cui funzione è quella di trattenere la ghiaia) se realizzate, potrebbero creare seri problemi al ripascimento naturale della spiaggia di Arienzo, e non secondo “gli ambientalisti” ma secondo il parere del Dott. A.Cinque – docente di Geomorfologia alla FedericoII di Napoli;


– l’antico sentiero, per permettere di raggiungere comodamente le briglie, certo non verrà “pavimentato” con mattonelle in cotto o ceramica di Vietri …ma si procederà alla “sagomatura del tracciato mediante la posa in opera di pietrame calcareo”…il che significa di fatto che si interporrà tra il terreno inerbito e l’aria “una pavimentazione in pietra” (con tutte le dannose conseguenze per il fragile habitat) al costo lineare di 27euro/metro (elenco prezzi progetto ANP13);


– lungo il letto del fiume e sulle sponde si procederà all’abbattimento di alberi adulti tra 10 e 16 metri di altezza e alla rimozione del ceppo al costo di euro133.76 cadauno (elenco prezzi progetto UO6.024a)… si elimineranno piante morte, inclinate o debolmente radicate (ma quali siano e chi lo decida non è meglio chiarito!?!)…magari alla stregua di quelle già eliminate al Mulino d’Arienzo???


– l’intervento per la parte del Comune interesserà il tratto del Vallone dalla Calcara alla Grotta dei Pipistrelli (area A del Parco dei Monti Lattari );


– le opere stravolgeranno l’ecosistema in alcuni punti ben chiari agli scriventi… ma forse ancora poco noti ai tecnici ed al Sindaco, dal momento che uno dei gabbionati dovrà sorgere proprio su di una parete colonizzata da numerose stazioni di felci Pteris, mentre una “briglia” verrà innalzata sulla grotta dove sono stati individuati i pipistrelli “rinolofi”, ed un’altra ancora andrà addirittura  a “poggiare” sull’antica Calcara dell’800 posta all’ingresso della valle;


– nelle apparizioni televisive e nelle diverse escursioni si è cercato di mostrare in sintesi tutto ciò e, nello stesso tempo, si è voluto far conoscere anche l’intero percorso nel Canyon e il fragile ecosistema naturale del Vallone Porto, su cui si potranno ripercuotere inevitabilmente eventuali alterazioni provocate anche ad una sola parte dell’area;


 


Le associazioni ambientaliste prima di esprimersi sulla bontà del progetto hanno commissionato diverse indagini e perizie a scala di bacino. Dalle conclusioni scaturite da tali indagini (due Relazioni Geologiche, una Zoologica, e una Botanica) se ne deduce che:


 


LE RELAZIONI PRELIMINARI REDATTE PER IL PIANO DI SISTEMAZIONE IDRAULICA DELL’ALVEO DEL VALLONE PORTO PARREBBERO


NON CORRISPONDERE ALLA REALTÀ.


 


Anche negli atti che hanno portato all’autorizzazione del progetto sono presenti CONTRADDIZIONI E/O DICHIARAZIONI NON CORRISPONDENTI ALLA REALTÀ:


 


nel Verbale della Commissione Edilizia Integrata BB.AA. del 07-11-05 – e successivo Decreto Ambientale n.33/2005 –  viene espresso PARERE FAVOREVOLE poiché “…le opere in progetto sono di scarso impatto ambientale in quanto per la maggior parte riguardano l’integrazione di strutture esistenti nell’ambito dell’alveo del Vallone…” non considerando, però, che NEL TRATTO DELL’ALVEO PRESO IN CONSIDERAZIONE DAL PROGETTO DEL COMUNE (OVVERO NELL’AREA DI MAGGIOR INTERESSE AMBIENTALE) NON ESISTE ALCUNA STRUTTURA E, QUINDI, LE OPERE A FARSI (BRIGLIE IN CEMENTO ARMATO, GABBIONATI, ECC.) RISULTEREBBERO A TUTTI GLI EFFETTI OPERE EX-NOVO!!!;


 


– nel Verbale della Conferenza dei Servizi – ai sensi dell’art.14 della L.241/90 – i progettisti  giustificano tra l’altro la scelta della tipologia costruttiva delle briglie evidenziando come nel vallone siano già presenti altre briglie…analoghe… di dimensioni anche maggiori…ma la realtà è che le vecchie briglie presenti sono di dimensioni di gran lunga inferiori a quelle previste, sono in muratura in pietrame e non in cemento armato e sono INESISTENTI nel tratto preso in considerazione dal Comune!!!


 


– nel Verbale della Conferenza dei Servizi – ai sensi dell’art.14 della L.241/90 – la Soprintendenza BAPPSAE di Salerno e Avellino, chiedeva che venissero osservate PRECISE PRESCRIZIONI AI FINI DELLA TUTELA PAESAGGISTICA TRA CUI  IL “RIGOROSO RISPETTO DELL’INGEGNERIA NATURALISTICA  (DPGRC N.574 DEL 22-07-02)


APPARE IN ASSOLUTO E NETTO CONTRASTO CON LA PRESCRIZIONE DEL RIGOROSO RISPETTO DELL’INGEGNERIA NATURALISTICA LA COSTRUZIONE DI OPERE IN CEMENTO ARMATO-EX NOVO ALTE OLTRE 2 METRI E LUNGHE FINO A 24 METRI CON FONDAZIONE (delle dimensioni fino a 2.90×1.20x20metri) DA REALIZZARSI IN CALCESTRUZZO SCAVATA NELLA ROCCIA CALCAREA SUL FONDO DEL LETTO FLUVIALE (che verrà cementificato alla base) E PERFORAZIONI IN ROCCIA FINO A 2.50 METRI DI PROFONDITÀ!!!;


 


L’INTERVENTO RICADRA’ IN PARTE ANCHE IN PROPRIETÀ PRIVATA (Stralcio Catastale Foglio n.7 – Particelle 271 e 270): LA STESSA PROPRIETA’ PRIVATA DOVE È PRESENTE IL TRATTO TOMBATO ABUSIVO…CAUSA DI TUTTI I MALI …e che non si intende demolire!!!


 


IL PROGETTO INOLTRE MANCA DEL TUTTO DI UN REALE STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE, così come previsto dalla direttiva 97/11/CEE, in quanto la relazione allegata al piano dei lavori…ovvero “la complessa procedura VIA” citata dal Sindaco… ad un attento studio, appare non pertinente all’area! Nella relazione “scientifica”, vengono addirittura descritte specie che mai hanno vissuto nel Vallone Porto ma nemmeno in Costiera Amalfitana, come il muflone, la capra selvatica di montecristo, il daino, l’istrice, la lepre!!! Tale testo risulta infatti riportato in modo pedissequo ed inappropriato da un Quaderno Habitat del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio (da pag.78 a pag.129!!!)


 


TUTTO CIO’ PREMESSO E NELLA CONVINZIONE CHE


 


– SUSSISTONO FONDATI MOTIVI DI RITENERE CHE I LAVORI DI SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALE DEL VALLONE PORTO, OLTRE AD ESSERE INUTILI AI FINI DELLA RISOLUZIONE DEL RISCHIO PAVENTATO, AVRANNO DRAMMATICHE RIPERCUSSIONI NON SOLO SUI POPOLAMENTI VEGETALI MA ANCHE SULLE ZOOCENOSI DELL’AREA…METTENDO A SERIO RISCHIO LA SOPRAVVIVENZA DI RARE SPECIE PROTETTE DALLA DIRETTIVA HABITAT 92/43/CEE. E PROVOCANDO, DI FATTO, UNA SOSTANZIALE ED IRREVERSIBILE MODIFICA DELLA MORFOLOGIA DELL’ALVEO E DEL PAESAGGIO NATURALE


 


LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE CHIAMATE IN CAUSA


 


CHIEDONO DI ANNULLARE CON URGENZA IN SEDE DI AUTOTUTELA GLI ATTI AUTORIZZATIVI DEL PROGETTO DATA LA PALESE ILLEGITTIMITÀ DEGLI STESSI FUGANDO IN TAL MODO OGNI POLEMICA STRUMENTALE E OGNI INGENUA MA ISTINTIVA TENTAZIONE  DI  INTERPRETARE ERRONEAMENTE LA STRENUA, CAPARBIA  E INGIUSTIFICATA DIFESA DI UN PROGETTO CHE APPARE OGGI A TUTTI GLI EFFETTI INUTILE E DEVASTANTE.


 


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