UN POSTO AL SOLE: AMALFI E MILANO MARITTIMA PIU’ ECONOMICHE

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Piu’ “economiche” Milano Marittima con 90 euro e Amalfi dove i prezzi si aggirano quest’anno intorno ai 70 euro per un ombrellone, sdraio e lettino. Diventati quest’estate un lusso da ricchi. In media 117 euro a settimana, per chi vuole godersi una vacanza al mare. Una ricerca del Codici, il Centro per i diritti del Cittadino – riporta l’agenzia AGI – effettuata scegliendo alcune localita’ balneari in ciascuna delle regioni che si affacciano sul mare nell’intero Paese, ha permesso di stilare una graduatoria dei costi che i vacanzieri dovranno sostenere per una settimana di mare a luglio”. Le ricerche sono state effettuate, grazie ad un’osservatorio dei costi, in media e considerando le localita’ piu’ gettonate dai turisti, senza tuttavia tenere conto dell’eventuale sovrapprezzo dovuto al noleggio di cabine, oppure al biglietto d’ ingresso che si paga per alcunee spiagge. Al primo posto della classifica del caro-ombrellone c’e la Sardegna, dove in localita’ Liscia di Vacca, non esattamente un posto per vip, si arriva addirittura a 280 euro a settimana. Prezzi ‘contenuti’ rispetto alla vicina Costa Smeralda ma pur sempre proibitivi. Per chi sceglie la Liguria e le meraviglie delle 5 terre, invece, 210 euro di spesa. In Sicilia, a Cefalu’, si spendono in media 186 euro a settimana. Un vero e proprio business delle vacanze – osserva Codici – che non tutti, pero’, possono permettersi: per godersi un po’ di relax ci si dovra’ accontentare dei luoghi di serie B, oppure della soluzione rateale; quella che si andra’ ad aggiungere al mutuo per la casa, al prestito per la macchina, alle cure sanitarie di un parente. Rispetto all’anno scorso, sostiene Codici, i prezzi sono aumentati solo dell’ 1 per cento in alcune regioni come la Sardegna, il Lazio e la Puglia. Il punto – dice l’associazione – e’ che erano gia’ alti. Il caro prezzi si fa sentire e gli italiani – sempre secondo l’Agi- scelgono di spostarsi sempre di meno dalla loro regione d’ appartenza. O meglio, spesso e volentieri prediligono brevi spostamenti, a volte lasciando la macchina a casa, anche a causa del caro carburante.