CHIAIANO SI BLOCCA LA A 3, INTANTO SEQUESTRATE DISCARICHE ALLA CAMORRA

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La città sarà anche pulita, come dice Silvio Berlusconi, ma le proteste dei napoletani non per questo si fermano. Anzi, anche ieri, alimentate dalla presenza in città del premier per il consiglio dei ministri, non sono mancate le contestazioni. Cassonetti e cumuli di rifiuti sono stati incendiati da sconosciuti, mentre nel pomeriggio una cinquantina di automobili hanno dato vita a un «soft-walking» lungo l’autostrada A3 Napoli-Salerno, provocando rallentamenti al traffico, per protestare contro la decisione di aprire una discarica a Chiaiano. Il tutto mentre la magistratura ha sequestrato otto discariche abusive gestite dal clan camorristico dei casalesi al confine tra le province di Napoli e Salerno.
Per dare vita alla protesta contro la discarica di Chiaiano hanno aspettato che il presidente del consiglio cominciasse la conferenza stampa napoletana. E’ stato in quel momento che una cinquantina di auto hanno imboccato la Napoli-Salerno camminando lentamente lungo le due corsie. Una forma di protesta pacifica, come ha ricordato il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta, presente anche lui all’interno di una macchina. «Ho aderito perché mi sembra giusto continuare la protesta per sostenere le ragioni della gente per il bene di Chiaiano e Marano che vuole sopravvivere, non morire», ha spiegato il sindaco. «Berlusconi oggi viene a Napoli a dire che i problemi sono risolti, ma dimentica – ha aggiunto Antonio Musella, dei comitati anti discarica – la devastazione ambientale che può provocare la discarica di Chiaiano e anche l’ipotesi di un inceneritore a Scampia, che si trova nella stessa municipalità di Chiaiano e rappresenterebbe l’ecatombe del quartiere».
Chi non si fa certo scrupoli di nessun tipo è la camorra, come dimostrano le sette discariche abusive scoperte e sequestrate ieri dalla magistratura tra Napoli e Salerno. L’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e battezzata «Terra promessa 2», ha permesso di arrivare alle scoperta di otto siti gestiti dai casalesi e alla denuncia di 17 persone. All’interno, migliaia di tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi provenienti da industrie del centro e del nord Italia e smaltite per anni nelle discariche illegali. Niente potrebbe descrivere la pericolosità dei rifiuti scoperti meglio delle parole di Gaetano Vassallo, l’imprenditore pentito che ha permesso agli inquirenti di scoprire anche un giro di fatturazioni false. «I topi che si avvicinavano alle discariche morivano in poco tempo», ha spiegato l’uomo, aggiungendo che anche le piante da frutta appassivano velocemente. «Tutto il sistema dei rifiuti – ha anche aggiunto Vassallo – era completamente gestito dalla criminalità organizzata. Chi lavorava nel settore dei rifiuti lo faceva solo se era stato individuato dalla criminalità organizzata e questa dava il suo sì».