VICO EQUENSE ´´ LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE, ANTONIO CIOFFI

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Gentile presidente, ci rivolgiamo a lei in quanto è di lungo corso la sua permanenza nel Comune ad alti livelli. Inoltre conosciamo la sua educazione e il suo modo corretto e civile di rapportarsi ai cittadini. Presidente, qualcuno che visita il nostro blog dice che siamo molto vivaci verbalmente parlando, ma ci creda, la rabbia nel vedere il nostro bellissimo paese ridotto alla stregua del quartiere suburbano di una grande città, è tanta, e a noi pare di essere persino moderati Per esempio ci indigniamo di fronte alle spiagge che in questi giorni sono diventati luoghi difficili da frequentare, al pari delle vie disastrate del centro e della collina. Le spiagge libere intendiamo… Ma libere in che senso Presidente? Non c´è spazio vivibile dopo le 19.00 e prima delle 08.00 del mattino, I gestori si comportano male, non rilasciano scontrini, rendono difficile l´accesso ai residenti poiché questi pagano una tariffa inferiore a quella dei turisti. Mandi qualcuno a verificare, Presidente, vedrà qual è l´andazzo. Inoltre liberi sono rimasti solo gli spazi più scomodi, quelli cioè dai quali per scendere al mare, in alcuni casi, c´è da rompersi l´osso del collo… E l´Amministrazione Comunale ha facilitato con Atti tutto questo. E poi la piazzetta di Vico Centro, Presidente, quali parole si possono usare per descriverla? Oggi è difficile attraversare la piazza da un marciapiede all´altro, decine e decine di veicoli in sosta impediscono il libero cammino persino sulle zone pedonali, e sulle piazzole brutti tavolini e colonne sonore scadenti infestano lo spazio e l´aria. Sarà il progresso, Presidente… a noi però pare un regresso. Altre cittadine della penisola non si sono ridotte così, hanno molti spazi che sono destinati solo ai pedoni, i profumi del mare allietano le nari, e non quello delle pizzerie e dei ristoranti e degli scappamenti. Come mai a Vico Equense siamo a questo punto? Altra nota dolente, Presidente, sono le riunioni del Consiglio Comunale. Lei, in verità, ci ha sempre colpito favorevolmente: in giacca, composto, autorevole e soprattutto, Presidente, lei parla l´italiano, la lingua nazionale, della quale molti suoi colleghi in Consiglio si sono scordati o non hanno mai conosciuto l´uso. Lei è sempre presentabile e composto. Ma gli altri li ha vistiall´ultima riunione? I nostri rappresentanti politici…? Tutti, compreso il Sindaco e salvo pochissime eccezioni, erano in manica di camicia, qualcuno in maglietta sgargiante, qualcuno addirittura con l´infradito ai piedi. Uno dei presenti all´ultimo Consiglio aveva una specie di sahariana attaccata addosso, e sotto le ascelle, ci perdoni, sembrava avesse due fontane… Inoltre, non è proprio bellissimo sentire gli astanti rivolgersi a lei dicendo “presidè, presidè, posto che, mozione d´ordine….” Oppure un Consigliere commentare coi colleghi in dialetto, ad alta voce, emettendo dei suoni gutturali simili a quelli di un uomo di Neanderthal… E il Sindaco? Che dire del Sindaco??? Stravaccato ad angolo ottuso sulla scrivania tenendosi la testa con una mano, annoiato e silenzioso, apparentemente preoccupato solo di poter trovare giusta collocazione a una pancia spropositatamente esibita. Ma lui è il nostro primo cittadino, non può pensare di presentarsi in versione nature persino in Consiglio Comunale! Ha un ruolo troppo importante, deve avere un contegno. L´apparenza in certi casi è sostanza, non crede Presidente? Non entriamo adesso nel merito delle discussioni del Consiglio, perché non vogliamo vivacizzare troppo in questa sede. Anche se una parolina sugli Assessori che non sanno mai niente o che non capiscono le domande o sui Consiglieri che rimandano discussioni importantissime ad altra sede e ad altra data, ci sarebbe da spenderla… Quanto ai Lavori Pubblici e al suo Capo Settore, i nostri toni diventano vivaci quando ci aspettiamo delle risposte che non arrivano mai. Forse il rag. Iovine dimentica che ha il dovere di dilungarsi in risposte dettagliate ai Consiglieri quando si discute sull´uso del denaro pubblico. Il rag. Iovine è un funzionario al servizio della collettività pagato dai cittadini, non il manager di un´azienda privata che gestisce le proprie casse e che non deve rendere conto a nessuno. La ringraziamo Presidente se ci ha prestato un po´ della sua attenzione, e confidiamo che, dall´alto della sua consumata e autorevole esperienza di uomo politico dotato di stile, di educazione e di correttezza istituzionale, sappia dare qualche consiglio a chi gira nei corridoi del Palazzo Comunale o gestisce il suolo pubblico come se fosse casa propria.


Maria D´Ordia