A Ravello Festival un’orchestra che suona solo con verdure fresche

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A sentire la loro musica viene fame. Eh si, perché gli undici componenti della Vienna Vegetable Orchestra, mentre si esibiscono, affettano, grattugiano e tritano i loro strumenti musicali autocostruiti. Si tratta di flauti ricavati da zucchine, pifferi da carote e tamburi da enormi zucche gialle. L’orchestrina culinar-musicale si è esibita sabato sera nella non proprio mangereccia cornice del Festival di Ravello, che quest’anno ha per tema “la diversità”, concetto pienamente calzante con la performance degli artisti viennesi, specializzati in musica davvero alternativa. La particolarità delle loro prestazioni non è solo nell’atipicità degli strumenti ma anche nella musica d’avanguardia che tanto si avvicina alle sonorità minimal dell’ elettronica tedesca ed allo stile dei To rococo rot, loro colleghi dal nome palindromo. Al mercato come al negozio di strumenti musicali, i membri della Vienna Vegetable Orchestra scelgono di mattina presto gli ortaggi migliori da incidere e trasformare in pifferi, trombe e percussioni. Poi, di sera salgono sul palco per eseguire dei brani di tutto rispetto, che dal 1998 ad oggi hanno già entusiasmato il pubblico di diverse nazioni con una media di 20-30 concerti all’anno. Un vero e proprio successo inaspettato. Tanto che il loro secondo Album, “Automate”, un tributo “vegetale” alla musica elettronica di Matmos e Kraftwerk in vendita su internet, sta ottenendo un riscontro di critica e pubblico ampiamente favorevole. Piacciono le trovate ritmiche dei brani, gradevoli all’ascolto, ma quando si tratta di creare melodie, ecco che se non ne avessero già il palco pieno, meriterebbero un fitto lancio di ortaggi. Così la marcia di Radetsky si trasforma in uno scherzo che non tutti i paganti riescono ad apprezzare e lo stesso accade con il free jazz. Per questo, forse per farsi perdonare, alla fine del concerto gli strumentisti burloni, assicurano addirittura un bel minestrone freddo, a base di violino-porro e peperone–tromba, il tutto condito con olio, pepe ed un sacco di cumino. Come dire, l’appetito vien suonando.            


Andrea Gambardella andreagambardella@gmail.com

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