Europei, stasera Italia-Spagna

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Europei di Calcio. La Russia ha battuto ieri l’Olanda per 3-1 al termine dei supplementari del penultimo quarto di finale. I 90′ regolamentari erano terminati 1-1 poi le reti di Torbinsky e Arshavin hanno deciso la gara.


La squadra russa, guidata peraltro dal ct olandese Hiddink, aspetta ora in semifinale la vincente dell’attesissima gara di questa sera tra Italia e Spagna. Una sfida che i due Paesi hanno vissuto più volte dal dopoguerra ad oggi.


VIENNA, 22 giugno – E’ arrivato il grande giorno di Italia-Spagna. Stasera alle 20.45 si gioca l’ultimo quarto di finale degli Europei. Chi vince affronterà in semifinale la sorprendente Russia di Hiddink, che ha travolto 3-1 l’Olanda dopo i tempi supplementi. Donadoni alla vigilia non ha dubbi. Per battere le Furie Rosse l’Italia ha bisogno di giocare una grande partita: «Per me è una vigilia serena – ha detto il ct nella conferenza stampa –  cerco di non creare tensione nella squadra, ma so benissimo che domani sera servirà grande determinazione e grande convinzione nei propri mezzi. La Spagna è una squadra forte con individualità molto forti. Sono ottimi giocatori che in nazionale non hanno ottenuto finora gli stessi risultati che con le squadre di club, per questo avranno molta fame di vittoria. Noi dovremo giocare con la loro stessa voglia e come se avessimo la stesa fame».

L’ULTIMA VOLTA
 – Di fronte ci sarà una Spagna già incontrata in un’amichevole giocata 4 mesi fa e persa 1-0 con gol di Villa: «Da Elche – sottolinea Donadoni – è passato tanto tempo e le condizioni fisiche e mentali sono diverse. Un’amichevole di quattro mesi fa è un discorso, giocarsi un quarto di finale in un Europeo è diverso. La Spagna meno fisica rispetto ai francesi, ha giocatori più svelti e più rapidi che può creare ulteriori difficoltà. Gli episodi sfavorevoli finora? Non mi sento in debito con la fortuna, non valuto solo nell’arco dell’Europeo. E’ la nostra professione che dà e toglie».

IL PRECEDENTE – Il ct ricorda anche un altro precedente illustre, quello dei Mondiali in Usa del 1994 con la famosa gomitata di Tassotti a Luis Enrique: «Giocammo a Boston a un orario difficile e non molto usuale per una partita di calcio. Fu un match molto sofferto e molto lottato che vincemmo ma che poteva anche finire con un risultato diverso. Sono i piccoli episodi che possono cambiare la gara».

FORMAZIONE – Non anticipa nulla sulla formazione il ct, ma fa capire chiaramente che è arrivata l’ora di Aquilani: «E’ cresciuto molto come tutti gli altri della rosa, è in grado di giocare dall’inizio». A chi gli chiede se Panucci e Chiellini centrali sono stati un ripiego risponde un po’ stizzito: «Non è vero che non ci contavo come centrali in loro due. Ho portato un difensore in meno proprio perché puntavo sulla loro duttilità»

TONI –  Quattrocentoquindici minuti in azzurro senza segnare e così ora Luca Toni è diventato il ‘grande malato’ del gol. «Ma io non sono uno che guarda le statistiche – dice Donadoni – Certo mi auguro che faccia gol anche se mi andrebbe bene lo stesso se arrivasse da un difensore. Però io l’ho già detto, rigore ed espulsione rimediati contro la Francia equivalgono a una doppietta».


L’Italia, dopo l’insperata qualificazione ai quarti, è nella posizione ideale per affrontare le “Furie Rosse”, in quanto non ha niente da perdere e tutto da guadagnare. Questo stato d’animo è forse la trappola più insidiosa per gli Spagnoli, perché sposta su di loro tutto il peso della sfida. Gli Spagnoli hanno, infatti, stravinto il loro girone di qualificazione, concludendolo a punteggio pieno ed esprimendo sempre un gioco altamente spettacolare. Gli Italiani, invece, senza la miracolosa parata di Buffon su Mutu, sarebbero già a casa a soffrire il caldo in poltrona. Il pronostico, quindi, pende tutto dalla parte degli Spagnoli,  incapaci, però, per tradizione di gestire la tensione della sfida secca.


C’è un altro dato che fa ben sperare i tifosi azzuri: Toni non ha ancora segnato un gol, fallendo una percentuale spropositata di palle gol, mentre Torres e Villa hanno già manifestato tutto il loro devastante potenziale. In genere un bomber di razza non resta mai troppo a lungo a secco e, se Toni riuscisse a trovare un gol, magari anche fortunoso, potrebbe diventare devastante, come Paolo Rossi nel corso della sfida con il Brasile, nel vittorioso mondiale spagnolo. Al contrario Torres e Villa hanno ormai scoperto tutte le loro carte e non si può sempre giocare ad alti livelli nel corso di una  manifestazione corta come l’Europeo, basti pensare a Cristiano Ronaldo nel quarto di finale con la Germania.


Tutto questo basterà agli azzurri per accedere ai quarti? Certamente no se la Spagna riuscirà a sviluppare con scioltezza il  suo gioco, mandato ormai a memoria, e se l’Italia non sarà concentrata ed attenta per tutti i 90 minuti. A preoccupare è soprattutto la necessità per Donadoni,vista la squalifica di Pirlo e Gattuso, di stravolgere nuovamente la squadra, che sembrava aver trovato la giusta quadratura del cerchio con la Francia. In particolare a centrocampo De Rossi e Pirlo avevano dimostrato, nel corso del match con i transalpini, di poter convivere senza alcun problema ,completandosi alla perfezione. Donadoni, in assenza di Pirlo, non ha altra strada che consegnare l’Italia all’energia di De Rossi. Il romanista appare in condizioni di forma strepitose, che lo rendono capace di cantare e portare la croce. Al suo fianco si può pensare di mettere Ambrosini, ma a quel punto la squadra dovrebbe disporsi secondo un 4-4-2 con Camoranesi a sinistra ed il rientro di Di Natale a sinistra. Altrimenti, se Donadoni sceglierà di mettere Perrotta al fianco di De Rossi, appare logico completare il centrocampo della Roma con l’impiego di un puledro di razza come Aquilani. L’assetto che Donadoni darà al centrocampo sarà fondamentale , perché è nella zona nevralgica del campo che bisognerà prendere il sopravvento sugli Spagnoli, per impedire ai centrocampisti iberici di sviluppare il loro caratteristico gioco fatto di rapidi passaggi di prima. In ogni caso, qualunque sia il modulo tattico scelto da Donadoni per la sua squadra, sarà tutto vano, se gli azzurri non saranno assistiti da quel pizzico di buena suerte, che deve sempre accompagnare Davide quando sfida Golia.


                              Michele De Lucia