POLIZIOTTO UCCIDE RAPINATORE, ERA IL SUO PORTINAIO

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Succede anche questo a Napoli, che per compiere il tuo lavoro ti ritrovi ad uccidere la persona di sotto casa, il portiere, chi vedi tutti i giorni a cui chiedi favori e trovi aiuto, poi scopri che era il ladro che tu hai ucciso. Un ispettore di polizia interviene per sventare una rapina, spara e uccide il rapinatore, che aveva cercato di bloccare un portavalori a bordo di una moto. Ma, quando gli toglie il casco, scopre che era il portiere del palazzo in cui vive con la sua famiglia. Nel tentativo di rapina avvenuto oggi a Marano, in provincia di Napoli, in Campania, è rimasta ferita gravemente anche una guardia giurata, colpita da due colpi all’addome.

Questa la dinamica dell’agguato come la ha ricostruita Repubblica : un’auto e una moto bloccano il furgone portavalori, ma le guardie giurate difendono il carico trasportato. Allora interviene anche un ispettore capo del commissariato di polizia di Napoli, che al momento non era in servizio e si trovava in zona con la figlia di cinque anni. Dopo aver assistito alla scena, il poliziotto ha fatto sdraiare per terra la bambina, ha estratto l’arma di ordinanza ed ha sparato a uno dei rapinatori, che gli aveva sparato contro. Il poliziotto rimane però “gelato” quando scopre che sotto il casco si nasconde il portinaio del suo palazzo, Aniello Quaranta, 45 anni, incensurato. Nello stesso palazzo vive anche il figlio di Aniello Quaranta, Domenico, che era al volante della macchina durante la rapina. Anche lui, come il padre, è incensurato. L’ispettore capo l’ha inseguito ed è riuscito ad arrestarlo.

Aniello Quaranta è morto subito dopo il conflitto a fuoco. Del gruppo dei rapinatori faceva parte almeno un’altra persona, che però è riuscita a scappare a bordo di una moto. Il vigilante ferito, Gennaro Cortumaccio, di 41 anni, si trova ora ricoverato all’ospedale Cardarelli di Napoli con due proiettili nell’addome: le sue condizioni sono definite gravi ma non è in pericolo di vita immediato.

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