ECOMAFIE, CAMPANIA IN TESTA. TRISTE RECORD

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Ecomafie Campania sempre maglia nera per Legambiente. Campania sempre in testa per
illegalità nel ciclo dei rifiuti. Lo afferma il rapporto
Ecomafia 2008 di Legambiente presentato oggi a Roma.
In particolare per il settore rifiuti, i reati accertati dalle
forze dell´ordine nel 2007 per violazione alla normativa sui
sono oltre 4800, il 36% dei quali commessi nelle quattro regioni
a tradizionale presenza mafiosa.

“Per illegalità nel ciclo dei rifiuti – rileva il rapporto –
é sempre in testa la Campania, dove lo smaltimento illegale di
rifiuti pericolosi, spesso di provenienza extraregionale, si è
sommato alla catastrofica gestione commissariale di quelli
urbani. Un balzo in avanti colloca, invece, il Veneto al secondo
posto (era sesto lo scorso anno), confermando lo spostamento
verso nord del baricentro di questi traffici, non solo come zona
di procacciamento degli scarti industriali smaltiti illegalmente
nelle regioni centrali e meridionali d´Italia ma anche come sito
finale”. La Puglia mantiene saldamente il terzo posto dello
scorso anno e il foggiano si conferma una terra dove si
scaricano illegalmente nei terreni agricoli i rifiuti prodotti
dal centro nord, scorie sempre più spesso spacciate per
compost.

“Le ecomafie gestiscono nel nostro Paese una vero e proprio
sistema eco-criminale estremamente flessibile e diversificato –
commenta Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di
Legambiente – per questo, come ogni anno, rilanciamo la proposta
di introdurre i delitti contro l´ambiente nel nostro Codice
penale”.
a provincia di Napoli– con 1.456 infrazioni accertate, 1.645 tra denunce e arresti e 864 sequestri effettuati ­- si conferma leader a livello regionale, seguita da Salerno (che scavalca Caserta) con 1366 infrazioni accertate, 788 persone tra denunciate ed arrestate e 295 sequestri effettuati. Ma i dati più interessanti arrivano dai traffici di rifiuti: settore nel quale, ancora una volta, la Campania detiene il primato nazionale. Secondo il dossier di Legambiente, solo nel 2007 sono state individuate 222 discariche abusive mentre crescono le infrazioni accertate: ben 613, il 36% in più rispetto all’anno scorso. A fronte di quello che è stato definito come uno «tsunami targato ecomafia» resta alta l’attenzione delle forze dell’ordine: nel 2007 sono 575 i denunciati e gli arrestati, 296 i sequestri effettuati. Maglia nera, anche in questo caso, alla provincia di Napoli con 203 infrazioni accertate, seguita da Caserta con 123. E che dire, poi, della montagna di rifiuti speciali che ogni anno scompaiono in Italia: secondo Legambiente, delle 143 milioni di tonnellate di rifiuti che in nove anni sono scomparsi dai tabulati ufficiali, una buona parte è finita nei terreni della Campania.
«Orami il nostro territorio è moralmente inquinato dalla camorra. E anziché uscire al più presto dalla gestione commissariale dei rifiuti, il governo ha pensato bene di creare una superprocura che ridimensiona totalmente il lavoro di tanti magistrati che operano sui territori dell’ecomafia», ha detto il presidente di Legambiente Campania Michele Buonomo