Il Giro si avvicina all’epilogo

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Il Giro d’Italia vivrà nei prossimi tre giorni i suoi momenti decisivi.


La diciottesima tappa in programma venerdì 29 è il penultimo appuntamento per far saltare il banco. La partenza è da Legnano: dopo 150 km relativamente facili, primo GPM verso il passo del Vivione. Dopo la prima scalata, picchiata che conduce presso nella valle di Sclave: qui, dopo qualche sali-scendi, ha inizio la salita della Presolana, lunga circa 4 km ma con pendenze difficili. Potrebbe fare da trampolino di lancio, vista la breve discesa che la segue e l’ultima fatica di giornata, la salita verso il monte Pora su cui è posto l’arrivo.


Sabato 30 invece altro tappone, Rovetta-Tirano: la prima salita è il Passo Gavia-Cima Coppi sul quale attaccheranno corridori che vogliono andare in fuga. È, difatti, ancora presto azzardare scatti per gli uomini di classifica, dato che dalla vetta mancano circa 120 km al traguardo. La discesa che segue conduce la corsa in località Mazzo, ove ha inizio una delle ascese più dure d’Europa: il Mortirolo. Qui, in passato, alcuni corridori han scritto la storia del Giro. Il GPM, tuttavia, non è vicinissimo all’arrivo: mancano circa 50 km per Tirano. Di nuovo in discesa, i corridori approdano a Edolo e cominciano un’altra asperità ricorrente al Giro, l’Aprica: dalla vetta mancano 17 km, 13 dei quali in discesa.


Domenica 1 giugno non ci sarà la tradizionale passerella di Milano con il volatone in Corso Sempione, ma una cronometro individuale di 28 km interamente pianeggianti. Vince chi è bravo contro il tempo e, soprattutto, chi ha ancora forze a disposizione.


Alberto Contador è attualmente in rosa con un margine risicato sui diretti rivali. Lo spagnolo, vincitore del Tour De France 2007, non è sembrato finora al top e si è limitato alla difesa nelle tappe dure. Il suo vantaggio è maturato nella cronometro di Urbino, dove ha inflitto distacchi consistenti. Nella cronoscalata di Plan De Corones ha guadagnato pochi secondi sulla concorrenza. Sembra che il campione iberico non abbia le gambe, sia per un motivo legato alla preparazione, sia per il fatto che le pendenze del Giro sono tutt’altra cosa rispetto a quelle del Tour, per attaccare: il grande pubblico, finora, ha imparato a vedere un corridore tatticamente intelligente, quindi è difficile attendersi debacle clamorose, ma è ipotizzabile che, se la corsa si fa dura fin dall’inizio, forse si può vedere un Contador in difficoltà. L’Astana è completamente a disposizione della maglia rosa e dovrebbe essere in grado di fornire qualche uomo-spalla nelle salite dure al proprio capitano.


Riccardo Riccò, Gilberto Simoni, Danilo Di Luca e Franco Pellizzotti: sono questi i rivali di Contador. Tutti sanno che se vogliono vincere devono attaccare e guadagnare almeno due minuti sulla maglia rosa, che ha dalla sua la cronometro finale,che sicuramente si addice di più alle sue caratteristiche che a quelle degli scalatori italiani. In molti attendono anche la rivelazione del Giro, Emanuele Sella: il ragazzo della CSF Navigare dichiara di sentirsi bene e di voler inserirsi in ogni tentativo di fuga. Forse il ritardo non gli permetterà di vincere la classifica finale, ma se la forma è quella vista nei precedenti arrivi in salita, lo spettacolo è assicurato.


 


Davide Marciano