Governo ombra: un nuovo gioco di società? –

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Mi sembra di sentire il mio bellissimo nipotino dicinque anni Zio, facciamo che io ero…facciamo che tu eri…”. Quanta tenerezza e quanta fantasia nelle parole di un bimbo!

Ma l’infanzia è un tempo ormai lontano per gli attempati e ostinati parlamentari dell’opposizione che, pur di esistere, si sono inventati lo scimmiottamento del governo in carica, con risultati che oscillano tra il ridicolo e il patetico.


Lo stesso emiciclo che abbiamo visto a Napoli rappresentare visivamente lo Stato in tutto il suo orgoglio, lo vediamo il giorno dopo scenografato a Milano, tale e quale, nel disperato tentativo di emulazione, tanto inutile quanto fuorviante per i cittadini sconcertati.


E con quale solerzia i tiggì e i giornalisti di bandiera corrono a intervistare il finto premier e il finto ministro, sollecitando critiche e distinguo e alimentando il gioco delle parti con altrettanto finta serietà?


Bersani ci tiene a decantare i meriti del governo Prodi come se non si fosse accorto che abbiamo votato.Veltroni annuncia il suo programma economico per salari e pensioni come se fosse ancora in campagna elettorale.


Un solo scopo riusciamo a intravedere per questa pantomima: tentare di ribaltare lo straordinario consenso che in questo momento veramente storico l’opinione pubblica sta recuperando verso le istituzioni e verso la politica. Come mosche refrattarie a tutti gli insetticidi, ronzano sulle decisioni del governo per smontarle e rilevarne eventuali limiti, mentre i media insistono a proporci Di Pietro e Travaglio, Casini e Tabacci, ma anche Furio Colombo o l’Annunziata, e, perchè no, fa la sua parte anche il finto tonto Fazio con quella strana cosa che è la Littizzetto, a seconda che si voglia imbastire uno spettacolo di finto giornalismo o uno di finta comicità.


E nel tacito e concorde teatrino, nessuno osa gridare che il re è nudo, che questi signori contano zero e che non ne possiamo più di loro. Che rimangano nell’ombra, per piacere. Vogliamo vedere il sole, finalmente.
                                                                                Michele De Lucia