BERTOLASO, SUBITO 10 DISCARICHE BASTA ANDARE IN GERMANIA

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  «La situazione è ancora molto critica: non devono trarre in inganno le immagini del centro di Napoli pulito. La periferia della città e altre zone della provincia sono ancora piene di rifiuti». Primo giorno di lavoro a Napoli per il neo-sottosegretario all’emergenza rifiuti, Guido Bertolaso, che stamane, in prefettura, incontrerà prima gli amministratori e i rappresentanti istituzionali di Province e Regione e poi i giornalisti in conferenza stampa. «Nonostante lo straordinario lavoro del prefetto De Gennaro, la situazione è peggiore dell’anno scorso, quando l’avevo lasciata — ha aggiunto —. Siamo molto indietro, l’unica cosa che dilaga sono le proteste. Ma adesso dovrà essere messo tutto sotto controllo». Bertolaso si dice preoccupato per il caldo in arrivo la prossima settimana: «Le previsioni meteo indicano impennate fino a 35 gradi. E con la spazzatura a terra, l’unica priorità è quella di rimuovere i cumuli nel più breve tempo possibile».
Piglio deciso e dichiarazioni che anticipano il nuovo clima favorito dal decreto legge varato dal Consiglio dei ministri a Napoli: la corsa contro il tempo impone interventi risolutivi, senza più perdite di tempo. «Non si può continuare a spendere 250 euro a tonnellata per trasportare i rifiuti in Germania — ha commentato il capo della Protezione civile —: occorre aprire discariche, riprendere i lavori dei termovalorizzatori di Acerra, di Salerno, di Santa Maria La Fossa e di Napoli, ma è evidente che poi bisogna davvero fare la differenziata e smetterla di farne argomento di polemiche. Occorre essere coerenti». Certo, la «militarizzazione» delle discariche e dei cantieri attivi per la realizzazione degli impianti servirà soprattutto da deterrente. L’altra sera, a Palazzo Chigi, la prima riunione operativa alla presenza del ministro dell’Interno, Bobo Maroni, del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, del capo della Polizia, Antonio Manganelli, del prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, del commissario per l’emergenza, Gianni De Gennaro, e di tutti i vertici delle forze dell’ordine e delle forze armate. L’obiettivo, e lo spiega lo stesso Bertolaso, è quello di consentire il giusto recupero di dignità allo Stato, «umiliato nel corso di quest’anno, con i vigili del fuoco resi obiettivo di sassaiole.
Insomma — ha concluso — ora neanche più le discariche potranno essere oggetto di futili contestazioni ». I tempi per la conclusione dell’emergenza restano controversi: «Il presidente del Consiglio ha parlato di 30 mesi: è ovvio che la prima emergenza, quella acuta, va risolta nel corso dell’estate, dopodiché il lavoro pianificato dovrà essere realizzato, perchè tra i 2 e i 3 anni prossimi la si possa fare finita con questa vergogna». Da Bruxelles la Ue fa sapere di valutare con «estrema attenzione » le misure prese dal Governo. Il ministro dell’Interno, Bobo Maroni, ha anche parlato di «indebite ingerenze», mentre l’Unione ha replicato di «riaffermare un principio stabilito dai trattati». Resta sul tappeto la nomina dei capi missione. È probabile che siano più di due. Per il generale Franco Giannini, attuale vicecommissario all’emergenza rifiuti, si parla di una conferma nel ruolo. Il commissario liquidatore, Goffredo Sottile, è anch’egli in attesa di un segnale. Mentre De Gennaro proseguirà il suo lavoro, secondo le previsioni, almeno fino a metà giugno. Infine i siti delle discariche. È attesa per oggi la pubblicazione del decreto suilla Gazzetta ufficiale. Ma per i siti individuati non vi dovrebbero essere particolari sorprese rispetto a quelle già previste.
Angelo Agrippa (Corriere del Mezzogiorno)