GOMORRA E´ UN BRUTTO FILM, MI E´VENUTA LA GOMORREA

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La gente prende posto, in gran parte giovani, rumorosi, parlano un dialetto stretto, i posti sono numerati, ma se ne fregano e si siedono in posti non loro, hanno in mano buste piene di secchielloni di pop corn, biscotti, coca cola. La luce si spegne e lo sgranocchiamento tra commenti stronzi e risatine continua per un bel po’. Ecco!  questa gente fa parte di gomorra, queste pérete piene di glitter e smancerie con i loro fidanzati pìriti palestrati e machi, questa è gomorra vera seduta accanto a me e davanti a me a cinema , mentre sullo schermo scorrono le immagini di Gomorra finction:non c’è spazio per qualcosa di diverso. Appena il film finisce tutti ad alzarsi senza leggere neanche il messaggio finale che passa: neanche a dire,fammi vedere che sta scritto? Io non ne posso più di essere rappresentato da questo campione di umanità che ha ridotto me a residuo di umanità. Non ho amato il libro, non mi è piaciuto il film. Io provo una profonda vergogna se penso che questo film sarà visto in altri posti, se penso che qualcuno telefonandomi da Londra o da Parigi mi possa chiedere:”Franco ma come riesci ancora a vivere lì ?”E io a spiegargli che non è tutto così e che io non ho niente a che fare con quella disumanità.Non mi appartiene, che quando parlo non sono sottotitolato. Vedere Gomorra è un puro masochismo. A chi giova questa operazione?Ci stanno facendo diventare un esotismo, perciò Garrone ha avuto successo a Cannes. L’Imbalsamatore, un altro suo film, era brutto: stessa gente, stesse facce, stesso dialetto, stesse zone, Gomorra lo è di più. Sono stufo di vedere la riproduzione di un universo orrendo quando nella realtà vedo l’originale nei volti di chi incendia i campi ROM e affoga Napoli nei rifiuti. Non ne posso più di questa estetica del brutto che è la stessa di chi sgranocchia pop corn e patatine a cinema e ascolta neomelodici schifosi. Basta !!!Ma chi l’ha detto che solo perché quella che descrive è una parte della realtà il film debba essere bello? Io dall’arte pretendo un innalzamento, o, al più, un’estraneamento non uno sprofondamento. Ok Servillo è bravo, ma secondo me in questo film lo è di più Gianfelice Imperato, ma datemi qualcosa per cui valga la pena sognare di nuovo, non ne abbiamo abbastanza di questo iperrealismo apologetico? Io sicuramente si, mi è venuta la gomorrea. 


 


Franco Cuomo

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