CAMPANIA, 43 ROGHI A NAPOLI ANCORA CRISI RIFIUTI

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Bruciano i rifiuti in Campania, e bruciano anche le speranze dei cittadini. Napoli e provincia sono stremate, Salerno e la Costiera Amalfitana e Cilento non sono toccate dalla crisi rifiuti, ma è arrivata di nuovo anche in Penisola Sorrentina, basti vedere i Colli a Piano di Sorrento, strada d’accesso per Positano, ma mentre qui si riesce a contenere la situazione  nell’erea vesuviana la situazione è letteralmente al collasso. I roghi, le colonne di fumo nero, le montagne di immondizia che invadono le carreggiate, i venti di protesta che soffiano davanti alle discariche individuate dal commissariato di governo per l’emergenza, la paura di dover fare i conti con l’esplosione delle epidemie, e la certezza di bruciare guadagni e incassi attesi con la stagione turistica.

A Napoli e nelle città di provincia solo le istituzioni parlano di crisi, i cittadini la definiscono tragedia e apocalisse. “Siamo noi costretti a convivere con le montagne di rifiuti sotto i balconi”. E persino alle promesse di Berlusconi nessuno crede più. Una valanga di e-mail piovono sul sondaggio proposto da qualche giorno sulle pagine di Metropolisweb e i commenti fotografano la sfiducia e la disperazione. “Fallirà anche il nuovo premier”, dicono più di due utenti su dieci. Gli altri, sono divisi tra ottimisti (la minoranza) e quelli che “ormai non sappiamo più cosa credere”.

Natale è lontano cinque mesi, o poco meno, ma la situazione resta sempre la stessa, così come la puzza di fumo che entra nelle case dove ci sono anche bambini e anziani ammalati.
Anche la notte appena trascorsa, tra Napoli e i comuni della provincia, i vigili del fuoco hanno eseguito decine di interventi per spegnere i roghi dei cumuli dei rifiuti. Quarantatré per la precisione.

Insomma, la crisi non si allenta, nonostante che abbiano ripreso a funzionare gli impianti ex Cdr. Quello che preoccupa adesso, più di ogni altra cosa, resta il rischio sanitario, anche perché le temperature cominciano a salire. Il vero nodo ora è l’abbancamento delle cosiddette ecoballe, che ingolfano i depositi degli impianti, rallentando quindi lo sversamento e quindi la raccolta lungo le strade.

Il commissario Gianni De Gennaro e la sua struttura tecnica stanno lavorando interrottamente per arginare quella che potrebbe essere la più grave crisi degli ultimi nove mesi, in considerazione anche del fatto che l´estate sia ormai alle porte. Lungo le strade della Campania (ma prevalentemente nei centri delle province di Napoli e Caserta) ci sono più di 40mila tonnellate di spazzatura, l’equivalente di circa una settimana di produzione quotidiana dell´intera regione.

E dopo il dietrofront sulla discarica di Chiaiano, alla periferia di Napoli, che avrebbe consentito lo smaltimento di circa 700mila tonnellate di spazzatura, c’è la necessità di trovare nuovi spazi dove stoccare o rifiuti ´´tal quale´´ o ecoballe e senza dover far pesare i disagi su quelle comunità che hanno già pagato, negli ultimi anni, un prezzo alto nell’emergenza rifiuti.