NISCEMI, LORENA UCCISA E BRUCIATA A 14 ANNI

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I carabinieri hanno arrestato tre minorenni per l’omicidio di Lorena Cultraro, di 14 anni, trovata morta ieri a Niscemi. Il provvedimento di fermo é stato disposto dai magistrati della procura dei minorenni di Catania e riguarda tre ragazzi del paese di 15, 16 e 17 anni.

I tre minorenni arrestati stamani per l’omicidio di Lorena Cultraro, la ragazza di 14 anni trovata morta ieri a Niscemi, sono stati interrogati per tutta la sera dai carabinieri e dai magistrati della procura del tribunale dei minorenni. Gli inquirenti hanno trovato diversi indizi che proverebbero la colpevolezza dei tre minorenni. I carabinieri del Ris, che hanno effettuato rilievi nel casolare in cui Lorena è stata uccisa, hanno individuato diverse impronte dei tre indagati. Per i ragazzi arrestati l’accusa è di omicidio plurimo aggravato in concorso. Per gli inquirenti, gli indagati avrebbero premeditato e organizzato l’omicidio di Lorena avvenuto il 30 aprile scorso, il giorno in cui la ragazza é scomparsa e i genitori ne hanno denunciato l’allontanamento da casa.






NISCEMI (CALTANISSETTA) – Un contadino ha visto il corpo adolescente nudo, bruciato in più parti, galleggiare sull’acqua nella vasca per uso irriguo in contrada Vallo Giummarra alla periferia di Niscemi. Ha dato l’allarme e i carabinieri che erano nei dintorni per le ricerche della ragazzina scomparsa hanno scoperto che Lorena Cultraro, 14 anni, studentessa dell’istituto tecnico commerciale, sparita il 30 aprile scorso da Niscemi (Cl), non era andata via volontariamente ma era stata uccisa. Il cadavere é stato trovato a sette chilometri da dove Lorena era stata vista l’ultima volta alle 15,45 del 30 aprile, ma a meno di un km dall’abitazione della ragazzina. La quattordicenne sarebbe stata assassinata nel casolare adiacente alla cisterna, forse strangolata, poi il suo assassino (o i suoi assassini) ha tentato di eliminare le tracce dando fuoco alla ragazzina. I vestiti sono scomparsi tra le fiamme ma il corpo si é solo bruciato qua e allora l’omicida ha legato il cadavere con una corda ad un masso e l’ha gettato nell’acqua sperando che rimanesse sul fondo. Ma non é stato così. Subito dopo il ritrovamento i carabinieri hanno portato in caserma alcuni giovani di Niscemi, amici, compagni d’ istituto della vittima per interrogarli. Alcuni sono minori e per questo é giunto da Catania il procuratore del tribunale per i minorenni.

Il cerchio attorno al presunto omicida potrebbe chiudersi molto presto. I genitori della vittima Giuseppe Cultraro e la moglie Livia Cicci, lui vigile del fuoco volontario e imbianchino, lei casalinga, con un altro figlio di 8 anni, avevano subito preso sul serio la scomparsa lanciando appelli in tv, sui giornali facendo stampare 5 mila manifesti con la foto di Lorena e affigendoli in tutti i negozi di Niscemi, Vittoria, Gela e di altri comuni limitrofi. Questa famiglia di condizioni economiche modeste, che vive in una casa di 40 metri quadrati, ha prima ipotizzato che la ragazzina fosse fuggita per amore, la classica “fuitina”, nelle loro grida di dolore dicevano: “Torna, non avere paura, non preoccuparti accoglieremo te e il tuo ragazzo”. Poi mano amano che i giorni trascorrevano l’opinione della famiglia Cultraro andava cambiando: non era più convinta che Lorena si fosse allontanata volontariamente. Ecco perchè tutta la cittadina si era stretta attorno alla coppia e molti, non solo volontari del servizio civile o dei pompieri, avevano partecipato alle ricerche.

Dopo la scoperta del cadavere e le notizie sulle modalità di uccisione Giuseppe Cultraro ha detto: “Ho la morte nel cuore, non riesco a parlare: tutto questo mi sembra irreale”. Nell’esposto presentato ai carabinieri il genitore aveva detto che Lorena era uscita di casa per andare a far visita alla nonna ma non sarebbe mai arrivata a destinazione. La procura di Caltagirone aveva aperto un’inchiesta chiedendo al gestore telefonico la trasmissione dei tabulati del cellulare per cercare di ricostruire gli ultimi contatti della ragazzina. Il telefonino si é spento proprio il 30 aprile scorso. Dalle indagini sarebbe emerso che la vittima il giorno della sua scomparsa si sarebbe incontrata con un uomo, o un giovane, che sarebbe passato a prenderla nei pressi della scuola, in via Bandiera. I carabinieri nei giorni scorsi avevano ascoltato diversi ragazzi, amici di Lorena, che alle 15.45, del 30 aprile scorso, avevano assistito, in parte, alla telefonata ricevuta dalla studentessa. La ragazzina, secondo quanto é stato riferito ai carabinieri, avrebbe detto all’interlocutore “sbrigati a venirmi a prendere”. Ma non é detto che quell’uomo sia il colpevole. Poi di Lorena si sono perse le tracce. Fino a stamattina.














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Michele De Lucia