Gwyneth Paltrow avvistata a Ravello

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La straordinaria attrice americata protagonista di Iron Man che sta sbancando i botteghini avvistata a Ravello, all’hotel Caruso, catena Orient-Express, cioè i migliori alberghi del mondo. Così la Paltrow ha trascorso qualche giorno di relax fra Amalfi, Positano e soprattutto Ravello in Costiera Amalfitana. “Mi sono divertita a girare ‘Iron man’. Mi ha convinta il cast eccezionale: Robert Downey, Terence Howard, Jeff Bridges. Da quando ho due figli i film li scelgo con un nuovo criterio: devono essere talmente interessanti da convincermi che vale la pena di allontanarmi dalla mia famiglia”. Lo ha dichiarato Gwyneth Paltrow nel corso di un’intervista a Grazia, in edicola oggi. La Paltrow interpreta Pepper Potts, l’assistente austera, sexy e con un debole per i tacchi vertiginosi di Robert Downey jr, Tony Stark, nel kolossal “Iron man”, diretto da Jon Favreau. “Il protagonista di ‘Iron man’, intrappolato nella sua genialita’, scopre a sue spese di essere complice di un processo di guerra che lui stesso cerchera’ di annullare con nuovi superpoteri. Il film mira a regalare due ore di puro divertimento, ma permette anche di riflettere su un momento storico incerto e molto delicato”, commenta la Paltrow. La bella attrice a soli 26 anni ha vinto un Oscar per “Shakespeare in love”: “Per un attore l’Oscar e’ il premio piu’ ambito, ma quando lo vinci ti rendi conto che e’ una grande illusione. Non mi ha resa piu’ felice, perche’ la vera felicita’ l’ho conosciuta con i miei bambini e la mia famiglia”. Gwyneth che ha scoperto il nostro paese e studiato la nostra lingua quando giro’ “Il talento di Mr. Ripley”, e confida: “Mi piacerebbe girare un film in italiano, so che ci sono ottimi giovani registi da voi. Mi piacerebbe lavorare con Gabriele Muccino”. Nata a Los Angeles, ma residente in Inghilterra da quando ha sposato il leader dei Coldplay, Chris Martin, rivela su quale candidato punta per il futuro dell’America: “Barack Obama, senza dubbi non fatevi spaventare dalla sua raffinatezza. Gwyneth Paltrow dà in effetti l’impressione di essere una di quelle grandi interpreti che vivono eternamente. Dall’aspetto nobile e superbo, colta e ricercata, ha tutte le doti per piacere a Hollywood e per recitare una sedie di amori, studiati e allestiti, in modo fastoso e indimenticabile. Esclusiva, contemporanea, bella e palpitante, ha la chiave di volta della sua carriera solo e semplicemente nel cuore. Cuore d’attrice, cuore che ama il cinema al quale trasmette sentimenti. Leggiadra come il vento, ha fatto della sua grazia una moda. Figlia d’arte, i suoi genitori sono il produttore televisivo Bruce Paltrow e l’attrice Blythe Danner, Gwyneth è sorella del regista Jake Paltrow e cugina delle attrici Katherine Moenning e Hilary Danner. In un primo tempo si dedica allo studio, conseguendo il diploma alla rinomata scuola per “ragazze di buona famiglia” Spence Shool di New York e iscrivendosi all’Università californiana di Santa Barbara per seguirne il corso di Storia dell’Arte, poi la sua vocazione per la recitazione prende il sopravvento. Nel 1991, dopo aver recitato insieme alla madre in “Picnic” al Williamstown Theatre del Massachussets, abbandona gli studi e intraprende la carriera di attrice esordendo in Shout di Jeffrey Hornaday, film con John Travolta, Linda Fiorentino e Heather Graham. Poi le viene offerta la piccola parte di una giovane Wendy in Hook – Capitan Uncino (1991) dall’amico di famiglia, nonché suo padrino, Steven Spielberg. Le successive apparizioni in Malice (1993) di Harold Becker e Omicidi di provincia (1993) di Steve Kloves sono il preludio per ruoli di maggiore importanza dove metterà in mostra tutta la sua eleganza, il suo distacco e, certamente, la sua abilità nel gestire la propria immagine di fronte ai media. Il suo viso soave sarà nel cast di Moonlight & Valentino (1995) di David Anspaugh, mentre il suo sguardo dolce, ma altero e chic, ben si accosterà al drammatico Jefferson in Paris (1995) di James Ivory. E per dimostrare a tutti che non è solo questione di essere raccomandate, conferma il suo talento nel thriller di David Fincher Seven (1995) accanto a Brad Pitt. Galeotto fu il set, dato che con quest’ultimo intreccerà una lunga relazione, complice il successo del film, che le porterà una certa notorietà (coadiuvata dalle loro foto in flagrante nudità ai Caraibi che hanno letteralmente inondato internet). Negli anni seguenti, accresce la sua popolarità vestendo i panni da protagonista in Emma (1996) di Douglas McGrath, trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Jane Austen, e in Paradiso Perduto (1996) di Alfonso Cuaròn, pellicola ispirata a “Grandi speranze” di Charles Dickens, dove interpreta la fissazione amorosa di un appassionato Ethan Hawke. Dopo aver rifiutato il ruolo di Rose nel film di James Cameron Titanic (1997), che andrà a Kate Winslet, e il ruolo di Emma Peel per il film The Avengers – Agenti speciali (1998), che andrà a Uma Thurman, si afferma definitivamente nel 1998 prima con la commedia romantica Sliding doors di Peter Howitt, la cui trama a doppio sviluppo la porta a interpretare brillantemente due possibili e alternative esistenze. Sarà poi nel remake del giallo di Hitchcock Delitto perfetto di Andrew Davis, nella stessa parte che fu di Grace Kelly, altra algida bellezza di Hollywood alla quale la Paltrow viene spesso accostata. Ma è con Shakespeare in love (1998) di John Madden che raggiunge il suo trionfo. Paragonata, oltre che alla Kelly, anche a Audrey Hepburn, vince l’Oscar come miglior attrice protagonista per il ruolo di Lady Viola de Lesseps, nobildonna nella Londra di Elisabetta I, che si traveste da uomo per poter recitare nei lavori teatrali del più grande drammaturgo di tutti i tempi, un affascinante e vivace William “Will” Shakespeare, interpretato da Joseph Fiennes. Coinvolta in un incidente stradale a Hollywood, viene denunciata per aver provocato a due persone lesioni gravi e permanenti, e dopo aver versato la bellezza della somma di 62.000 dollari, cerca di riguadagnarli partecipando al film di Anthony Minghella Il talento di Mr. Ripley (1999), tratto dal romanzo di Patricia Highsmith. Successivamente recita nella pellicola romantica Bounce (2000) e nella commedia Duets (2000) diretta dal padre Bruce Paltrow, fra l’altro intrecciando delle love story con gli attori maschili di entrambi i film: Ben Affleck e Scott Speedman. Ma fra i suoi numerosi flirt vanno annoverati anche: Chris Heinz, erede dell’omonimo impero alimentare, gli attori Robert Sean Leonard, Luke Wilson, Aaron Eckhart, James Purefoy, il musicista Bryan Adams, il regista Walter Salles e le altezze reali: il Principe Alberto II di Monaco, il Principe Felipe di Spagna e il Principe Nicholas di Grecia (come se dovesse a tutti gli effetti ricalcare le orme della Principessa Grace di Monaco!). Wes Anderson la inserisce nel fantastico cast de I Tenenbaum (2001), ma rifiutato il ruolo della protagonista di The Ring (2002), si concede per una piccola parte nel ruolo di… se stessa in Austin Powers: Goldmember(2002) di Jay Roach, pellicola demenziale che ironizza sulla figura di James Bond. Infine, il matrimonio. Non con una persona di sangue blu, come prospettavano tutti, ma con il leader del gruppo rock Coldplay, Chris Martin, incontrato proprio nel 2002, durante un loro concerto e sposato nel 2003. Sarà lui il padre dei suoi due figli: Apple Blythe Alison Martin e Moses Bruce Anthony Martin. Migliore amica della pop star Madonna, della modella Helena Christensen e della stilista Stella McCartney (figlia dell’ex Beatles Paul), nel 2002 recita sui palcoscenici di Londra il drammatico “Proof”, che poi porterà anche sul grande schermo diretta ancora da John Madden nel 2005. Poi ancora Douglas McGrath che le assegna il ruolo di Kitty Dean nel biografico Infamous – Una pessima reputazione (2006). L’immagine della Paltrow oggi sembra essere cambiata, senza alcun dubbio. Infatti, si è fatta squisitamente notare anche per quella componente passionale e sessuale che è insita sotto la sua pelle, per quella recitazione un po’ notturna e ironica che smorza i toni di chi la vorrebbe (leggende metropolitane dicono) la più presuntuosa e arrogante attrice in circolazione.

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