PEER TO PEER E I DATI FISCALI RIMANGONO IN RETE

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 Internet si è già appropriata, probabilmente per sempre, dei dati dei redditi 2005 degli italiani: c’è chi di buonora, ieri, ha copiato i file (in formato testo) e li ha messi su reti peer to peer raggiungibili con il programma eMule.  La febbre dei dati ha colpito anche la Campania. In Costiera Amallfitana e Penisola Sorrentina si è distinta Ravello, la cittadina turistica internauta per eccellenza,  un blog http://www.24febbraio.blogspot.com  ha pubblicato tutti i dati fiscali di Ravello, la cittadina che con Positano, Capri, Sorrento e Amalfi ha i più elevati livello di reddito, ma  poi sono stati cancellati, però chiunque può scaricarsi i dati fiscali  su Emule . Altri li hanno messi su siti come Rapidshare e poi hanno pubblicato i link sui propri blog.

Adesso sarà molto difficile, se non impossibile, bloccare l’emorragia dei dati personali.

Trovarli su eMule è facilissimo: basta digitare il codice fiscale della città, per esempio H501 per Roma. Oppure “p-2005” per avere numerose città. Quelle principali si trovano sparse tra diversi file. Qualcuno ha però già cominciato a renderli più comodi da consultare, mettendo per esempio Roma in un file unico, in formato tabella. Si scopre così che il più ricco di Roma (almeno secondo il fisco) è Giancarlo Giglio, classe 1941, 13,556 milioni di euro di reddito imponibile. Poi, Massimiliano Zucchi (13,044 milioni). Francesco Totti è al terzo posto, con “soli” 10,085 milioni di euro. Ed è anche il più ricco tra quelli con meno di 40 anni. C’è un calciatore di 29 anni che dichiara 4,725 milioni: Jonathan Jacques Guy Zebina. Più di Antonio Cassano, 4,550 milioni. Difficile trovare un giovane ricco non calciatore, a Roma: a 1,6 milioni c’è Alessia Marcuzzi (35 anni), per dire. E anche questo è un po’ specchio dell’Italia.

La dice lunga questo rapido proliferare delle dichiarazioni dei redditi, sul peer to peer. Avviene – ricordiamolo – grazie a comuni utenti che scelgono di condividere i file, contribuendo così a diffondere i dati dei redditi propri e altrui.

Sembra insomma che molti utenti abbiano apprezzato la mossa dell’Agenzia delle Entrate. A differenza di quanto avviene in altre platee, sono del resto tanti i blog che prendono le difese di Vincenzo Visco: “poche ore di trasparenza e civiltà, in un Paese di omertosi e mafiosi”, dice per esempio Doxaliber.it La tesi di alcuni è infatti che, con i redditi resi pubblici, sarebbe stato più facile combattere l’evasione.

Gli italiani che vivono nei Paesi scandinavi dicono che lì è normale, che in Finlandia basta un sms per conoscere il reddito del vicino. È nato anche un blog tutto dedicato al tema, Redditodelvicino.com: ci sono numerosi sondaggi e, su 385 votanti, il 60 per cento si dice d’accordo con l’Agenzia delle Entrate.

Beppe Grillo, com’è noto, ha usato invece il proprio blog per attaccare Visco e Padoa Schioppa, con un post dal titolo “La colonna infame”. Molti dei commentatori di quel post  cominciano a chiedersi come giudicare il fatto che l’idolo dei precari guadagni 4 milioni di euro l’anno. Ma altri si chiedono se tutto questo clamore non sia stato creato proprio per colpire Grillo che dopo aver fatto il V Day contro i politici ed i giornalisti, con la raccolta di firme per un referendum per abolire l’ordine che ora si fa difficile, si stava organizzando contro le banche. Se era una trappola è stata fatta bene e Grillo, questa volta, non ha reagito nei modi migliori.