Massa Lubrense, lottizzazione abusiva per 15milioni di euro, scatta il sequestro della magistratura.

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Massa Lubrense: Sequestrato complesso turistico.


di Vincenzo Maresca.


Massa Lubrense. Lottizzazione abusiva materiale estesa su una superficie di oltre 25mila metri quadrati per la realizzazione di un complesso turistico del valore stimato superiore ai 15milioni di euro. Questo il reato notificato alla proprietaria di Villa Lubrense, una spettacolare area turistica costruita in una zona descritta al catasto come in parte rocciosa e sterile, non suscettibile di alcuna attività edificatoria sia per le vigenti disposizioni di legge statali e regionali che per divieti derivanti dai vincoli paesaggistici. Deferita alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata la proprietaria Felicia Amodio, 63 anni, imprenditrice di Massa Lubrense, sequestro preventivo per l’intero fondo in seguito al decreto emesso dal gip della magistratura oplontina. L’operazione è stata condotta dai carabinieri della compagnia di Sorrento, coordinata dal capitano Federico Scarabello, unitamente ai militari dell’Arma della stazione locale di Massa Lubrense. Una continua ed incontrollata cementificazione perpetrata attraverso gli anni ha originato un enorme complesso turistico con ristoranti, bar, sale per cerimonie, camere per clienti, piscine, parco giochi, parcheggi per auto ed altro. La realizzazione di una intensa serie di attività edificatorie abusive all’interno del fondo già classificato negli anni’80 come zona territoriale 1B con tutela ambientale naturale ha di fatto urbanisticamente trasformato l’intera area con una serie di operazioni varate da oltre 20 anni, nonostante le ordinanze emesse dal Comune di Massa Lubrense. Nel marzo 1988 viene ingiunta la demolizione dei manufatti edificati senza alcuna concessione, il 16 giugno 1990 arriva l’ordinanza di sospensione relativa alla realizzazione di una piscina-solarium, il 27 giugno 1990 l’ordinanza si trasforma in ingiunzione di demolizione. Il 22 luglio 1993 i carabinieri di Massa Lubrense redigono un intero rapporto sull’attività di abusivismo in atto nella proprietà. Corposi sequestri vengono ordinati il 26 aprile 1999 dal gip Coppola della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, tra questi c’è una piscina sulla quale pende il 13 maggio 1999 l’ordinanza sindacale del Comune di Massa Lubrense che pone seri dubbi sulla stabilità dell’area di posa costruita a circa un metro dall’orlo di un precipizio. Il 23 marzo 2005 ancora il Comune rilascia ulteriore ingiunzione di demolizione per altre opere edili prive di autorizzazione. A distanza di anni la storia non appare ancora definitivamente conclusa con i militari dell’Arma che su ordinanza della magistratura mettono nuovamente sotto sequestro la stessa piscina ed ulteriori opere realizzate senza concessioni edilizie da parte delle autorità competenti.