RAVELLO LE HOSTESS ANTIFRANA SUL CORRIERE DELLA SERA

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Ravello inventa le hostess anti frana
La strada da Amalfi chiusa da mesi. Ragazze in blu (e taxi) per aggirare il blocco. Questo l’articolo uscito oggi sul Corriere della Sera
NAPOLI — Un’emergenza rifiuti che fa danni anche dove non è mai arrivata. Una strada che sta chiusa da tre mesi perché ci crollano le rocce dal costone e però riapre temporaneamente – pure se non abbastanza è stato fatto per metterla in sicurezza – in coincidenza con le elezioni. Un angolo di Paradiso come Villa Cimbrone a Ravello che segna un meno novanta per cento di turisti. Alberghi di
charme desolatamente vuoti, qualcuno addirittura già messo in liquidazione per mancanza di clienti. Benvenuti in Costiera amalfitana, paesi che sembrano presepi e panorami che tolgono il fiato, patrimonio non della Campania ma dell’Italia. Una ricchezza da proteggere e che invece oggi fa i conti con un abbandono tale da provocare scene surreali. Se ne accorge chi da Amalfi vorrebbe arrivare a Ravello inerpicandosi lungo la strada tutta curve e tornanti dove il 14 gennaio scorso una frana provocò una interruzione che non è stata ancora rimossa. Proprio all’altezza del blocco, l’automobilista incontrerà un gazebo e il sorriso di una hostess in tailleur blu che molto gentilmente offrirà un parcheggio gratuito e custodito per la vettura che non può andare oltre, il trasporto dei bagagli al di là dell’interruzione e un taxi che da lì in poi accompagnerà – sempre gratis – il turista fino a Ravello.
È l’ingegnosa – ma per certi versi anche disperata – iniziativa degli albergatori per cercare di sopravvivere e di mantenere aperte le loro strutture, visto che Pasqua è passata come se non fosse mai venuta, che di turisti se ne vedono sempre meno, le previsioni per l’estate non annunciano niente di buono e una data di riapertura della strada non la si riesce a sapere, anche se da ieri a oggi pomeriggio è percorribile da chi, esibendo il certificato elettorale, può dimostrare di dover raggiungere il proprio seggio.
In Costiera l’emergenza spazzatura non è arrivata, ma l’immagine negativa di Napoli all’estero ha finto per coinvolgere anche altre località della regione. Gli operatori turistici di Ravello fanno i conti con cifre che non hanno bisogno di interpretazioni: l’hotel Caruso, il più famoso, ha quattro stanze occupate, l’hotel Villa Cimbrone due. Il Palumbo è stato messo in vendita. Il presidente degli albergatori, Giorgio Vuilleumier, spiega: «Questo è un paese che ha fatto dell’altissimo livello delle sue strutture il suo emblema, non possiamo permetterci il lusso di ribassare i prezzi, ma anzi dobbiamo aumentare il ventaglio delle offerte se vogliamo far dimenticare la catastrofica pubblicità negativa piovutaci addosso con l’emergenza rifiuti». Ma la prima offerta dovrebbe essere quella di consentire ai turisti di arrivare a Ravello senza dover fare un incredibile giro attraverso l’entroterra, passando per il valico di Chiunzi, un posto adattissimo per una tappa del Giro che esalti gli scalatori ma poco praticabile in un itinerario di vacanza. Però ancora non sono state messe nemmeno le reti necessarie per contenere il costone franoso. In tre mesi si è andati avanti con ritmi da moviola, e all’estate mancano solo sessantotto giorni. E l’idea del gazebo non può certo bastare.
Fulvio Bufi