CAMPANIA, EFFETTO BASSOLINO. IL POLO STRAVINCE

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NAPOLI – Valzer di numeri e cifre in Campania. Lentamente cominciano ad arrivare i dati relativi allo scrutinio del Senato, il primo ad essere stato effettuato, e a quello della Camera. Più definiti i primi. Ancora approssimativi i secondi. Innanzitutto i votanti. Il 76% degli elettori campani si è recato alle urne tra domenica e lunedì, con un picco insolito di affluenza registratosi nella mattinata di oggi quando ha votato ben il 20% degli aventi diritto.

Un calo di solo due punti percentuali rispetto alla passata tornata elettorale quando aveva votato il 78% degli elettori. Cifre che si allineano con i dati nazionali. In tutta Italia, infatti, l’80% dei cittadini non è voluto mancare all’appuntamento elettorale. Ma le analogie della Campania con il resto della Penisola si fermano qui. Mentre a livello nazionale, infatti, Pd e Pdl si contendono seggi e scranni in parlamento sul filo di 1 o 2 punti percentuali, in Campania il distacco tra i due poli è netto. Questi i dati. Al Senato, il PdL si assesta sul 46,6% (decisivo l’apporto della Lega che ha incassato l’8,6%), mentre il Pd e l’Italia dei Valori sono fermi al 38,7%. Un distacco politicamente significativo, ma numericamente relativo che lascia ancora sperare i democratici visto che sono state scrutinate solo la metà delle sezioni. Speranze che devono però fare i conti con i dati campani dove si può parlare di una vera e propria debacle. Silvio Berlusconi, quindi il Pdl e il Movimento per l’Autonomia Alleanza per il Sud (MpA) ha raggiunto il 51% distaccando Veltroni e il Pd di ben 17 punti e inchiodandoli al 34,3%.

I campani, dunque, dopo lo scandalo sui rifiuti e un decennio di governo affidato al centrosinistra si affidano al centrodestra con la speranza di trovare risposte ai loro problemi. Un voto che accomuna un po’ tutte le province, eccezion fatta per quella di Avellino. Sono soprattutto i napoletani a scegliere il PdL premiandolo con il 50,2% delle preferenze e bocciando il Pd che incassa il 36% dei voti. Stessa situazione in provincia di Caserta: Pd al 28,7% e Pdl al 55,8. PdL che corre sopra cifra 50% anche in provincia di Benevento dove il Pd sale leggermente, ma si ferma comunque al 33%. Cifre quasi fotocopia per la provincia di Salerno dove, sempre al Senato, il PdL è a quota 53% mentre il Pd al 32%. Unica roccaforte resta la provincia di Avellino dove è in atto un testa a testa micidiale giocato su solo 3 punti percentuali e dove il PdL è al 39% e il Pd al 36%. Un dato non di poco conto se si calcola l’uscita dal Pd di Ciriaco De Mita che nel traslocare da “casa Veltroni” si è portato dietro un bel pacchetto di voti. Sono invece tutti da definire i voti per la Camera il cui spoglio è iniziato solo poche ore fa. Anche in questo caso, la Campania – passata al centrodestra assieme all’Abruzzo, la Lombardia e la Sicilia – si allinea la trend nazionale.

Per quanto riguarda la scalata a Montecitorio, tra PdL e Pd è lotta all’ultimo voto. Il primo ha incassato il 44% delle preferenze, mentre il secondo il 40,2%. Simili le ripercussioni sui due collegi campani. Nel collegio Campania 1 il PdL è al 48%, mentre il Pd al 36,2% e per i veltroniani le cose non vanno meglio in Campania 2 dove il PdL è al 47,2% e il Pd al 35%. Si tratta di dati – forniti dal Ministero dell’Interno – ancora tutti da definire che potranno assumere contorni più precisi solo in tarda serata.
Emiliana Cirillo (Metropolis)


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