Napoli. Teatro Bolivar. Primo anno con Mario Maglione.

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Napoli. Teatro Bolivar. Primo anno con Mario Maglione.


 


Il primo compleanno del “Teatro Bolivar”, a Materdei, con Mario Maglione, in gran forma.

Un conferenza stampa ha annunciato la festa del primo anniversario del “Teatro Bolivar”.


Ciro ed Anna De Luca, in rappresentanza della famiglia proprietaria della struttura, hanno spiegato i motivi della loro scelta: riaprire un ex-cinema, chiuso da più di 30 anni, per fondare un teatro è stata una scommessa, prima di tutto nei confronti del quartiere.


Anna De Luca ha spiegato il timore degli abitanti di Materdei di uscire per raggiungere un teatro, a causa del degrado sociale che li circonda; aprire un punto di ritrovo di un certo livello, che promuove la cultura e la tradizione, dà la possibilità agli abitanti di divertirsi, di provare, a volte, un’esperienza mai vissuta prima.


Per far crescere il teatro non sono state coinvolte forze politiche di alcun schieramento.


La famiglia De Luca ha puntato sulla qualità e su nomi di un certo livello: Gino Paoli, Franco Califano, Bobby Solo, Eugenio Bennato, ad esempio, tutti artisti che hanno creduto nelle potenzialità dell’iniziativa e hanno fatto la loro parte, esibendosi sul palco del “Teatro Bolivar” per la stagione 2007-8.


Molte sono state le difficoltà vissute per arrivare a festeggiare il primo anno di vita.


La costruzione di un teatro dalle ceneri di quello che era stato un cinema e che assomigliava molto più ad una grotta.


E’ stato chiamato un famosissimo designer statunitense, nonché drammaturgo, Bob Wilson, il cui compito è stato quello di ottimizzare la struttura e renderla versatile per le performances previste, dal teatro ai concerti, ai balletti.


Nessuna anticipazione sul cartellone della prossima stagione, che sarà molto vicino alla cultura napoletana e alla prosa.


Per festeggiare adeguatamente quest’anno trascorso e a confermare l’importanza della tradizione nella cultura partenopea è stato invitato a spegnere la prima candelina del Bolivar l’artista Mario Magione, in un concerto acustico di chitarre e mandolino.


Anna de Luca ha precisato: “Noi volevamo una canzone napoletana di qualità e per questo abbiamo scelto Mario e la sua voce.” 


Mario Maglione è partito da una tarantella del ‘600,  passando per l’800 e approdando al secondo dopoguerra del ‘900.


Maglione ha coinvolto una platea stracolma di persone, tutte presenti per testimoniare il coinvolgimento del quartiere; “Voce ‘e notte”, “Tammurriata nera”, “Luna Rossa”, “Io te vurria vasà”, “Indifferentemente”, “Na tazzulella ‘e cafè”, “’O surdato ‘nnammurato” sono solo alcune delle canzoni intonate dal cantante in quasi due ore di ampio spettacolo.


Mario Maglione ha dichiarato a conclusione del positivo concerto: “Questa non è una serata professionale, ma va oltre. Mi sento onorato che la famiglia De Luca abbia pensato a me per i festeggiamenti di stasera.


L’artista ha, poi, soffiato sulla candelina portata in scena su un tradizionalissimo babà, tra gli applausi entusiasti del pubblico.


Mario Maglione è stato accompagnato da due giovani musicisti: il chitarrista Michele Cordova e il mandolinista Pierangelo Fevola.


Nonostante che i cultori della tradizione napoletana siano rimasti in pochi, Mario Maglione resta uno dei capisaldi del sentimento della canzone partenopea, capace di esportare in tutto il mondo il sapore unico che lo contraddistingue.


E’ stato un recital godibile per il gran tatto, la signorilità ed il valore di Mario Maglione.



Gli esordi musicali di Mario si hanno quando, ancora adolescente, incontra i Padri Cappuccini che, intuendo nel giovane grande talento, ne favoriscono i primi passi proprio nel teatrino del convento al C.V.E., a due passi da Mergellina.


Con Mario Maglione la canzone napoletana trova, come accadde con Roberto Murolo, di cui il geniale cantante è l’erede spirituale, grande affermazione nel panorama della melodia napoletana di tutti i tempi.
L’espressione musicale, per Maglione, vivace interprete della cultura canora partenopea, è sentimento e passione.


Mario Maglione nasce a Mergellina, luogo deputato da sempre ad essere ricordato e immortalato, con la sua immagine poetica, nei versi delle più famose canzoni partenopee.


Ed è proprio la Mergellina dei pescatori quella alla quale Mario si sente più legato.
Non mancano, infatti, in alcune sue incisioni, brani di sua composizione, dove è viva, presente e più che mai radicata l’ispirazione alla figura paterna, quasi un mito per Maglione, e l’omaggio a quei pescatori di Mergellina che tanto profondamente ama.


Perfezionati gli studi sulla canzone napoletana, già per certi versi sicuro interprete di questa branca della cultura partenopea, Maglione partecipa al “Masaniello” di Elvio Porta per la regia di Armando Pugliese, valicando, così, con i primi recitals, i confini nazionali.


Giappone, Ungheria, Inghilterra, Germania, Emirati Arabi, Svizzera Australia, Olanda e Canada sono frontiere valicate e conquistate.


Apprezzato dalla critica e dal pubblico, ha inciso diversi cd: “Suonno”, “Novecento Napoletano”, “Mario Maglione”, “Scapricciando”,”Ricordi di Napoli”,”Napule Doceamare”, “Napule e na Canzone”, in cui canzoni del repertorio napoletano vengono interpretate con misura.


Numerose sono state le apparizioni televisive al “Maurizio Costanzo Show”, nel corso delle quali lo stesso Costanzo, di certo grande conoscitore del mondo dello spettacolo, ha manifestato più volte stima e ammirazione nei riguardi di questo straordinario interprete.


Partecipazioni di rilievo sono sicuramente quelle che si sono avute in seno a “Mamma Rai”: “Domenica In” (Rai Uno); “Ciao Week-End” (Rai Due);”Radio Anch’io” (Rai Due), “Fantastica Età” (Rai Tre); e ancora: per Canale 5, “7 scenari per il 2000”, “Buon Compleanno”, e per TMC “Tappeto Volante”.


Per finire, si può ben dire che il riconoscimento maggiore alle capacità tecnico-artistiche di Mario Maglione sono provenute da un giudice che è stata la più alta espressione della profonda poetica musicale della canzone napoletana: Roberto Murolo.


Il grande, immortale, artista, che considerava Maglione suo erede spirituale, ha nutrito, infatti, la più incondizionata stima nei confronti dell’eclettico cantante.


Presentando il suo Lp, Murolo aveva specificatamente dichiarato che la meritatissima popolarità di cui gode Maglione è il risultato congiunto di un suo originale e singolare modo di “comunicare”, saldamente sorretto da una sperimentata tecnica e dal pregio di una voce dagli accenti vocalmente potenti e armoniosamente espressi.


Murolo, convinto di poter affidare al futuro della Canzone Napoletana un eccezionale interprete, aveva pure affermato che Mario Maglione era in grado di offrire tensione e sostanza, in chiave agile e moderna, nonché pregio e fascino alla più pura tradizione napoletana.


Non sarebbe potuto essere più lusinghiero il giudizio espresso dal grande maestro, né alcun altro giudizio, si può esserne certi, potrebbe risultare più alto e più autorevole.


Il che, per Maglione, è quanto di meglio si possa desiderare.


Maglione si è sempre distinto per stile e comportamento, sempre discreto ed accorto, signorilmente certo.


Il suo canto disteso, pieno, ricco di echi storici e di riferimenti a cantanti che hanno fatto epoca, da Sergio Bruni a Roberto Murolo, ed anche di sottili sfaccettature e sottolineature, ben lontane da melismi arabeggianti, esaltano  accordi e tensioni evocative, entusiasma amatori del genere e premia un ascolto attento.  


 


Maurizio Vitiello


 


 

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