GE affossa una Borsa senza certezze

0

Per le Borse europee si è chiusa una settimana di forti tensioni e violenti saliscendi, nei prezzi e nello stato d’animo degli operatori. Con le certezze ridotte a zero, ogni minimo segnale di miglioramento della crisi finanziaria, o di rischio di peggioramento della situazione, viene esasperato dagli investitori.

L’ennesima riprova la si è avuta oggi, con i mercati europei che dopo un avvio positivo sono finiti in netto ribasso a causa dei risultati deludenti di General Electric. Il colosso Usa che opera in disparati settori industriali (turbine, motori per aereo, apparecchiature elettromedicali),ed è anche una potenza nel settore finanziario, ha annunciato un utile del primo trimestre inferiore alle attese, soprattutto a causa delle difficoltà nel settore finanziario.

A dati di GE si è aggiunta la discesa dell’indice di fiducia dei consumatori americani (calcolato dall’Università del Michigan) al minimo degli ultimi 26 anni.

Ieri era successo esattamente l’opposto: una seduta in Europa iniziata in calo, era poi finita in crescendo grazie ai risultati migliori delle attese di Wal Mart.

La campagna dei risultati delle aziende americane è appena incominciata, la settimana prossima i mercati saranno in tensione sui dati delle altre grandi aziende Usa.

Insomma, in Borsa si vive alla giornata e quella di oggi è stata negativa. L’indice S&P/Mib ha chiuso in perdita dell’1% con ribassi diffusi. La stessa cosa è successa nelle altre Borse europee: Londra -1,1%, Parigi -1,2%, Francoforte -1,5%.

In Europa i settori peggiori sono stati tlc (-2,6%), industriali (-2%), tecnologici (-1,5%). Colpite anche le banche (-1,3%).

La discesa del dollaro sui livelli bassissimi di 1,582 contro l’euro ha fatto sentire i suoi effetti negativi sui titoli più legati alle esportazioni: Luxottixa (LUX.MI) -3,5%, Geox (GEO.MI) -3,2%, Safilo (SFL.MI) -3,9%, Autogrill (AGL.MI) -2%.

StM (STM.MI) ha perso il 3,9% dopo avere annunciato una costosa joint venture con Nxp, società in cui sono confluite le attività nei chip di Philips. Le agenzie Fitch, S&P e Moody’s hanno messo il rating sotto revisione.

Il ribasso non ha risparmiato i titoli petroliferi, nonostante il greggio non si sia schiodato dai massimi (109 dollari al barile): Eni (ENI.MI) -1,1%, Saipem (SPM.MI) -2,2%.

BancoPopolare -3,7% ha guidato il ribasso fra le banche. Unicredit (UCG.MI) -1,2%.

Fra i titoli che hanno chiuso positivamente ci sono alcune utility, in particolare A2A +0,7%, Terna (TRN.MI) +0,8% ed Enia +2,8%.

Giornata brillante per Fastweb (FWB.MI), in rialzo del 2,6%, e per MaireTecnimont +3,3%.

BILANCIO DELLA SETTIMANA

Nell’arco della settimana l’indice S&P/Mib è sceso dello 0,5%. Fra le blue chip i cinque titoli migliori sono stati: Seat +4,4%, Parmalat +3,8%, Fastweb +2,9%, Mediaset +2,5% ed Eni +2,5%.

I peggiori sono stati: Bulgari -8,6%, Geox -8,4%, l’Espresso -7,5%, Mediolanum -6,2% e StM -6,1%.

www.websim.it

Lascia una risposta