POSITANO, POSIDONIA SOLIDALE CON I CITTADINI DI LIPARLATI

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L’associazione Posidonia, associazione ambientalista e di cultura di Positano e della Costiera Amalfitana, esprime solidarietà nei confronti dei cittadini di Liparlati  che protestano contro l’installazione dei ripetitori per i cellulari all’interno del centro abitato.  La preoccupazione dei cittadini è giustificata dal fatto che negli ultimi 25 anni sono stati pubblicati numerosissimi studi di laboratorio e ricerche epidemiologiche aventi per oggetto le frequenze medio – alte ormai enormemente diffuse attraverso le tecnologie per la comunicazione (telefonini, antenne radio base, ripetitori TV, radar…). I risultati della grande maggioranza delle ricerche indicano che l’esposizione alle radiazioni elettromagnetiche comporta: – un rischio cancerogeno soprattutto nei bambini che vivono vicino ad una sorgente di campo (leucemia infantile) e negli adulti che svolgono alcune attività (es. lavoratori elettrici); – un aumento di linfomi, leucemie, tumori del sistema nervoso centrale”. La legislazione vigente, come comprovato da piu parti, ha innalzato la soglia di rischio solo su basi politiche, ma non scientifiche. Le organizzazioni mondiali hanno messo in evidenza come in questi casi debba tenersi conto del “principio precauzionale”. Già in passato altre fonti di inquinamento (come l’alta tensione o l’amianto) erano state ritenute sicure dai legislatori nonostante le proteste e le documentazioni scientifiche. Solo dopo anni si è accertato che ciò provocava tumori. Ora, di fronte a fondati dubbi e a un rischio serio di inquinamento il Comune di Positano si sarebbe dovuto porre già da tempo il problema di evitare assolutamente di installare nei centri abitati tale tipo di ripetitori. Cogliamo l’occasione per chiedere che vengano revocati i lavori per il principio “precauzionale” accolto in tutti gli ordinamenti internazionali, che vengano monitorate anche altre antenne, come quelle della Garitta, che venga disposto il divieto di installazione all’interno del centro abitato.


Il direttivo