Civilta’ antiche nel cuore di Napoli, da Posillipo a Pozzuoli un tuffo nel passato

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Napoli – Un viaggio alla scoperta dei tesori antichi nel cuore di Napoli. Della città greco-romana tracce rilevanti sono conservate intorno a piazza San Gaetano, da cui si irradiavano i tre decumani: il maggiore, oggi via dei Tribunali, il superiore, che va da via Sapienza a piazzetta Ss. Apostoli, e l’inferiore, che da piazza San Domenico Maggiore va a via Forcella. Un percorso archeologico arricchito da sempre nuove scoperte: gli ultimi scavi effettuati in città per i lavori della metropolitana hanno dato vita al più grande cantiere di archeologia urbana a oggi operante in Italia. Sotto piazza Municipio gli scavi hanno portato alla luce, tra l’altro, i resti di una piccola città aragonese e di alcune imbarcazioni. Muovendosi dal centro, poi, sino alla splendida collina di Posillipo, è possibile raggiungere il parco Sommerso della Gaiola ed effettuare un’autentica gita alla scoperta di un fondale estremamente ricco di resti archeologici.

Andando verso nord si giunge a Pozzuoli, dominata dal Rione Terra, l’antica acropoli poggiata su uno sperone tufaceo. Oltre, la zona di Baia che conserva ben due parchi archeologici: uno emerso, dove si ammirano terme e templi, teatri, tombe e cisterne. L’altro sommerso: uno spettacolo da non perdere, un fondale dove giace l’antica città di Baia. Il castello, inoltre, ospita un museo archeologico, ricco di eccellenti testimonianze del passato imperiale. A pochi chilometri, la località di Cuma che costituisce la prima fondazione dei Greci sul continente.

Spostandosi verso sud, invece, in direzione della costiera sorrentina, prima sosta è Ercolano. La coltre di fango che ha sepolto la cittadina nel 79 d.C. ha fatto sì che si conservassero papiri e pezzi di legno, tubature e oggetti di uso comune. Ma tappa obbligata, a poco più di 15 chilometri verso sud est, sono gli scavi di Pompei: quarantaquattro ettari di area scavata, che costituiscono un sito archeologico che non ha uguali al mondo. Qui davvero ci si immerge nel passato e si visitano case, osterie, teatri, negozi, ripercorrendo le vie lastricate di pietra lavica. Nell’area vesuviana, condivisero le stesse sorti anche Boscoreale, Stabia e Oplonti. I reperti conservati nei loro Antiquarium forniscono una visione completa della vita quotidiana all’epoca romana.

Da qui, si arriva, dopo circa 20 chilometri in direzione sud, a Sorrento, luogo, un tempo di villeggiatura dei patrizi romani, tanto che ancora oggi sono visibili i resti di una villa, quella di Pollio Felice. A ricostruire tutta la storia della penisola sorrentina, dalla preistoria all’età romana, invece, ci pensano i documenti conservati presso il Museo Archeologico di Piano di Sorrento.

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                                               Michele De Lucia