VELARDI A SALERNO, PROMUOVO INSIEME COSTIERA AMALFITANA E CILENTO

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Il tour dell’assessore regionale al Turismo Claudio Velardi in provincia di Salerno si è concluso con un «faccia a faccia» con gli operatori turistici. Che hanno subissato di rivendicazioni l’esponente di Palazzo Santa Lucia, soprattutto per inadempienze da parte della Regione Campania. Questione mobilità e collegamenti ferroviari e marittimi, territori troppo dispersivi e distanti tra di loro, e, infine, troppi eventi sponsorizzati ma nessuno in grado di dare concretamente una boccata di ossigeno agli operatori del settore: questi i temi principali che l’assessore regionale si è impegnato a risolvere. «Voglio che mi considerate — ha esordito Velardi — uno sportello antiburocratico. Nel senso che, se c’è qualche intoppo, potete venire immediatamente da me, senza dover passare per i gradini lenti della burocrazia ».
La disponibilità manifestata dal neocomponente della giunta Bassolino è palese, ma ciò non lo ha scansato dai malumori degli addetti ai lavori. «La provincia di Salerno — ha attaccato il portavoce di Confindustria, Lorenzo Cinque  — è sempre la Cenerentola quando si tratta di dover ospitare eventi di una certa risonanza nazionale». Le polemiche di Confindustria vengono colte al balzo dal sindaco di Positano, Domenico Marrone. «Rischiamo di non avere più soldi, né risorse dalla Regione — incalza il primo cittadino — il progetto di recupero della villa marittima romana è stato escluso dai fondi europei. E così facciamo anche fatica a riprendere la storica manifestazione di “Modamare a Positano”, attualmente al vaglio della Regione ». E mentre Ugo Picarelli, patron di Fareturismo, insiste sull’apertura dell’aeroporto, spinge il piede sull’acceleratore anche Anna Citarella, rappresentante di Federalberghi a Maiori: «I pullman di turisti possono entrare a Maiori solo con il permesso dell’Anas. Non siamo serviti da collegamenti marittimi o ferroviari ». Non chiede soldi, invece, Federalberghi Salerno «ma — precisa il presidente Genny Gagliano — solo che la burocrazia non si scontri con noi». Dura la polemica sul marchio unico Costiera amalfitana — penisola sorrentina, promosso dalla giunta regionale e contrastato dagli operatori turistici della costiera amalfitana che vede insieme territori diversi come Sorrento e Vico Equense da una parte e Amalfi e Ravello dall’altra.. La polemica trova d’accordo lo stesso Velardi. «Credo che sia troppo confusionale e cervellotico — ammette l’assessore — tanto che mi sono anche rifiutato di votarlo». Idem per il sito www.costiera.it, «da oscurare» chiedono gli addetti ai lavori, oppure da «inglobare in una rete telematica globale grazie a cui i siti che non producono si oscurano da soli». Tutto sommato, dati alla mano e tour cilentano, l’assessore Velardi è rimasto soddisfatto del lavoro delle agenzie di soggiorno e turismo provinciali e dell’Ept. «Ci sono persone valide e capaci — ha dichiarato — ma c’è comunque bisogno di una razionalizzazione delle strutture. Sono troppo elefantiache e pesanti. Bisogna rendere più snelle». Ma, non parla né di tagli al personale né di soppressione di alcuni enti. Velardi ieri mattina ha iniziato il suo tour visitando le grotte di Pertosa. E poco più tardi si è fermato a Paestum accompagnato dalla battuta «io sono un imprenditore come voi». Peccato che di imprenditori nella sala ce n’erano ben pochi e chi c’era gli ha subito proposto una campagna di comunicazione non legata all’emergenza rifiuti. Oppure una che non riguardi solo Napolima anche il resto della Campania. «Napoli è nel bene e nel male il marchio che rappresenta la nostra terra nel mondo — risponde Velardi — per difendere il Cilento devo parlare di Napoli ». Questione di epicentro. Ma il sindaco di Capaccio Pasquale Marino, fa rilevare che le scosse del terremoto napoletano si avvertono e come sul territorio. «Paghiamo lo scotto della mozzarella.» dice il primo cittadino e rivolge un invito all’assessore «Tolga dal bilancio i milioni di euro per le pro loco, per sagre e musiche, che non servono a nulla». «Lo farò» la risposta secca di Velardi.
Angela Cappetta Stefania Marino
Dal Corriere del Mezzogiorno