ALITALIA, AIR FRANCE LASCIA TRATTATIVE. PRATO SI DIMETTE

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Borsa italiana ha deciso di sospendere il titolo Alitalia. Lo rende noto un portavoce della stessa Borsa italiana, dopo la decisione del presidente di Air France-Klm Spinetta di rompere la trattativa sulla compagnia di bandiera.

Spinetta rinuncia. L’affare Alitalia salta. Prato si dimette. E incombe il rischio commissariamento. “E’ una sconfitta per il Paese” commenta a caldo il leader della Cgil Gugliemo Epifani. Il patron di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta aveva subordinato l’offerta per comprare Alitalia al preventivo raggiungimento di un accordo con le organizzazioni rappresentative della maggioranza del personale di terra e personale di volo. E il termine scadeva mercoledi’. Dopo gli sforzi fatti per rendere più digeribile un’offerta che i sindacati avevano respinto nella prima e seconda stesura, i rappresentanti dei lavoratori hanno presentato una controfferta. Che per Spinetta è stata “non accettabile”. Non solo perché “sono contrario a livello personale – ha spiegato – ma non rientra nel mio mandato”.

Una rottura dei negoziati “che non dipende da noi” ha commentato con rammarico Spinetta ribadendo che l’acquisizione di Alitalia “é un progetto nel quale credevo profondamente e nel quale continuo a credere perché avrebbe permesso all’Alitalia di ritrovare rapidamente la strada per una crescita redditizia”. Nonostante il forte interesse del colosso d’oltralpe al ghiotto mercato italiano la controproposta dei sindacati “volta a mantenere nel perimetro di Alitalia attività pesantemente deficitarie” e cioé quelle di terra, “é incompatibile con l’obiettivo di un rapido ritorno alla redditività” ha spiegato il gruppo franco-olandese. Uno schema “completamente nuovo” per il quale Air France-Klm “non ha ricevuto alcun mandato dal suo consiglio di amministrazione” spiega un comunicato. Le otto sigle sindacali chiedevano, oltre a che non venissero chiuse le attività cargo e che fossero messi a terra un numero inferiore di aerei, che la finanziaria del Tesoro Fintecna partecipasse all’aumento di capitale previsto con una quota di minoranza e conferisse l’intera quota (49,4%) che possiede in Alitalia servizi alla “Nuova Alitalia”. Sarebbe stato proprio questo punto, con la prospettiva di una percentuale troppo alta della presenza dello Stato italiano tramite Fintecna nella holding, a far dire di no a Spinetta. Che, alzandosi dal tavolo, ha detto: “Finisce qui”sfilando via assieme al suo staff.

Ora il rischio commissariamento si fa più reale. Maurizio Prato ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente e amministratore della società e per giovedi’ è convocato il consiglio di amministrazione che potrà assumere “le necessarie ed opportune determinazioni”. Sulla base delle decisioni del cda spetterà poi all’azionista di maggioranza, cioé il ministero dell’Economia, prendere eventuali misure. In queste ore, dal fronte sindacale, è rimbalzata l’ipotesi della convocazione di un consiglio dei ministri straordinario. Il portavoce di palazzo Chigi, Silvio Sircana ha però escluso che avvenga già questa sera. In mattinata il ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa, parlando alle commissioni Bilancio, Attività produttive e Trasporti della Camera aveva detto che “quella di Air France è l’unica carta, l’unica offerta concreta” e se non andasse in porto “é ipotizzabile il ricorso alla legge Marzano, l’unica in grado di affrontare la crisi di una grande azienda”. L’amministrazione straordinaria come soluzione perché, aveva avvertito il ministro, senza un accordo con Air France, “un prestito ponte – anche a prescindere dai chiari profili di illegittimità comunitaria – non sarebbe praticabile”.





CDA COMPAGNIA CONVOCATO PER DOMANI ALLE 13
Il cda di Alitalia è stato convocato per domani alle 13. Lo si apprende da fonti aziendali.





LE DIMISSIONI DI PRATO

ROMA – Il Presidente di Alitalia Maurizio Prato si è dimesso. (ANSA). (ANSA) – ROMA, 2 APR – Maurizio Prato è salito ai vertici della compagnia di bandiera la scorsa estate. Nominato dal ministero del Tesoro, dopo le dimissioni di Berardino Libonati, gli è stato affidato il mandato di “cedere il controllo della società” e di individuare soggetti industriali e finanziari interessati. Classe 1941, sposato e con due figli, Prato nasce a Foligno, si laurea in Giurisprudenza e Economia e Commercio e dal 1978 in poi ricopre numerosi incarichi direttivi in società pubbliche. La sua carriera è tutta all’insegna del mondo Iri: inizia nell’Italstat, dove ricopre l’incarico di vice direttore generale. Poi passa alla Sifa, società del Gruppo Iri operante nel settore immobiliare, finanziario, del capital market e del merchant banking.Fra queste due società trascorre gli anni che vanno dal 1978 al 1989. Dal 1989 al 1998 è stato condirettore generale Italstat, vicepresidente Autostrade e amministratore delegato di Autostrade international e di Bonifica. Dopo essere stato direttore generale di Iritecna, nel momento di fusione tra Italstat e Italimpianti è stato responsabile della direzione pianificazione e controllo Iri ricoprendo cariche di consigliere di amministrazione e di componente di comitato esecutivo delle principali aziende controllate: Alitalia, Finmeccanica, Fincantieri, Cofiri, Stet, Telecom, Iri management. Negli anni successivi, fino al 2003, ha rivestito incarichi al vertice di Iri (direttore centrale) e di Fintecna, presidente operativo, oltre ad essere stato consigliere di Amministrazione in Rai holding, Finmeccanica e Alitalia. Prima di arrivare ai vertici di Alitalia era presidente e amministratore delegato di Fintecna e presidente di Grandi Stazioni.




















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                                         Michele De Lucia