GUERRA DI ´NDRANGHETA, NUOVI AGGUATI MORTALI

0

CROTONE – Ormai non paiono più esserci dubbi: a Crotone e nel suo comprensorio è in atto una guerra tra cosche mafiose che si consuma incurante dell’attenzione delle forze dell’ordine, di giorno o di primo pomeriggio, nel centro dei paesi, davanti a decine di persone. Oggi pomeriggio il terzo omicidio in cinque giorni, non più a Papanice ma ad Isola Capo Rizzuto, alle porte del capoluogo.

E’ stato ucciso Francesco Capicchiano, di 33 anni, raggiunto da diversi colpi di pistola mentre stava percorrendo a piedi una stradina nel centro di Isola Capo Rizzuto. L’uomo, che era armato di una pistola, non ha fatto in tempo ad estrarre l’arma perché è stato sorpreso dai killer che lo hanno ucciso con una decina di colpi. Capicchiano era armato probabilmente perché temeva ripercussioni dopo i due omicidi avvenuti a Crotone. Sui collegamenti con le esecuzioni di Luca Megna e Giuseppe Cavallo stanno lavorando gli inquirenti, per i quali, in ogni caso, le tre esecuzioni sono collegate. La famiglia dei Capicchiano è collegata, secondo gli inquirenti, a quella dei Nicoscia che da anni si contrappone a quella degli Arena.

A sua volta i Nicoscia sarebbero vicini ai Russelli, a cui è legato per rapporti di parentela Giuseppe Cavallo ucciso a Crotone come ritorsione all’omicidio di Luca Megna. Dalla geografia delle cosche, inoltre, emergerebbe che la famiglia dei Megna è vicina a quella degli Arena. Altro elemento che porterebbe gli inquirenti a collegare gli ultimi tre omicidi del crotonese sarebbe l’uomo arrestato a Reggio Emilia che è originario di Isola Capo Rizzuto e proprietario di una delle pistole utilizzate per l’omicidio Megna.

Il momento, secondo gli inquirenti, è comunque di “grande delicatezza”. L’attività investigativa di polizia e carabinieri è coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro in collaborazione con la Procura di Crotone. E’ chiaro che tra le cosche del crotonese si stanno rifacendo gli equilibri interni a colpi di eliminazioni di capi e gregari.

Il quadro che emerge, infatti, dagli omicidi degli ultimi cinque giorni è quello di uno scontro che coinvolge tutti quelli che vengono chiamati i ‘locali’ di ‘ndrangheta: Crotone e Papanice da un lato e poi Isola Capo Rizzuto e tutti gli altri centri della zona che arriva fine alle porte della provincia di Catanzaro, Cutro in testa. Il dominio incontrastato fino a pochissimi anni fa degli Arena di Isola non pare piu’ essere tale e a partire dal 2004, con l’agguato a colpi di bazooka, nel quale fu ucciso Carmine Arena, è stato pesantemente messo in discussione dalle cosche dei Grande Aracri di Cutro.

Quello di Crotone non è il solo omicidio di oggi in Calabria: a Seminara, nella piana di Gioia Tauro in provincia di Reggio Calabria, un nuovo delitto inquietante nel quale è stato ucciso Silvestro Galati, di 20 anni, raggiunto da alcuni colpi di pistola calibro 7,65 mentre era nei pressi della sua abitazione. Galati, che era incensurato, a quanto si è appreso, era fidanzato con la figlia di Carmine Demetrio Santaiti, presunto boss dell’omonima cosca di Seminara.

Calabria insanguinata, dunque, con cinque omicidi in cinque giorni se si tiene, infatti, conto dell’assassinio ieri tra Catanzaro e Lamezia, nel quale è stato ucciso l’imprenditore Antonio Longo, di 50 anni. Le indagini su quest’ultimo delitto si stanno concentrando sull’attività professionale della vittima e sugli appalti che si era aggiudicato nel settore dei lavori pubblici o che era in procinto di aggiudicarsi e a tal proposito si parla di un interessamento per un tratto dei lavori sull’autostrada Salerno-Reggio in provincia di Salerno.


www.ansa.it


                               Michele De Lucia

Lascia una risposta