GAVOI: DINA DORE MORTA PER ASFISSIA, OGGI I FUNERALI

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NUORO – Si svolgeranno nel pomeriggio a Gavoi i funerali di Dina Dore, la donna di 37 anni morta per asfissia, come ha stabilito l’autopsia, dopo essere stata chiusa mercoledì sera nel bagagliaio della sua auto in quello che si ritiene un tentativo di sequestro finito male. La cerimonia funebre si terrà nella chiesa di San Gavino Martire, con inizio alle 15,30. Il sindaco di Gavoi, Salvatore Lai, ha confermato per oggi il lutto cittadino.

Dall’autopsia è arrivata la conferma di una fine atroce (é morta per asfissia, soffocata dal nastro con cui è stata avvolta, quasi a mummificarla) ma il marito di Dina Dore, la donna trovata morta nel bagagliaio della sua auto, vittima di un probabile tentativo di sequestro finito male, smussa ogni tentativo di polemica e annuncia che non la dirà vinta a quelli che definisce dei “balordi”, non lasciando Gavoi “il paese più bello del mondo dove avevamo scelto di vivere con la nostra bambina”.

Francesco Rocca, il dentista di 40 anni e dirigente provinciale di An, visibilmente provato, ha incontrato brevemente i giornalisti, smentendo innanzitutto contrasti o risentimenti nei confronti degli investigatori per il ritardo con cui è stato aperto il bagaglio della Punto dove è stato trovato il colpo della moglie. “Anch’io mercoledì notte quando sono entrato nel garage non ho pensato a guardare nel bagagliaio – ha spiegato -. Chi poteva pensare che Dina fosse lì?”. Il professionista ha manifestato a più riprese totale fiducia nelle forze di Polizia (“saranno loro a fare chiarezza su questa vicenda”) e ha poi rassicurato sulle condizioni di Elisabetta, la figlioletta di otto mesi, unica testimone dell’aggressione mortale.

“Lei è l’unica, per fortuna, che sta bene – ha detto -. Almeno per ora, perché più in là, quando crescerà si renderà conto di questa immensa perdita”. Quanto all’ipotesi che la donna sia stata uccisa per una vendetta, l’uomo è stato esplicito: “noi non abbiamo fatto male a nessuno e non capisco davvero come si possano pensare certe cose”. E’ parso abbastanza convinto dell’ipotesi di un sequestro finito male. “E’ stata opera di due ‘balordi’ che cercavano i soldi. Magari li avessero presi – ha aggiunto, trattenendo a stento le lacrime – ora Dina sarebbe qui”.

Infine, un’attestazione significativa per il paese, ritenuto da sempre una “piccola oasi”, da 48 ore sconvolta e ancora attonita per la ferocia di quelli che il padre del dentista, Tonino, sfuggito per due volte in passato all'”Anonima sequestri”, ha definito “belve, nient’altro che belve”. “Potevamo andare in una grande città, in qualsiasi posto ma avevamo deciso – ha sottolineato Francesco Rocca – di stare a Gavoi, il paese più bello del mondo, un posto di grande civiltà che non può essere cancellata da questo fatto atroce”.

Nel pomeriggio, a fugare – almeno in parte – i dubbi sulla tempestività degli accertamenti tecnico-scientifici degli investigatori, è giunto il responso dell’autopsia: Dina Dore è morta per asfissia. E’ quanto ha stabilito la perizia effettuata dal dott. Roberto Demontis, nell’ospedale civile di Nuoro. Il tempo del decesso, stabilito dal perito, è quello di 5 minuti.

L’autopsia ha inoltre accertato che la donna è morta fra le 19,00 e le 20,00. Il colpo alla testa ha fatto solo perdere i sensi a Dina Dore che gli assassini successivamente hanno incerottato e quindi sistemato nel bagaglio dell’auto. In mattinata, nella via principale di Gavoi i carabinieri hanno trovato il residuo di un rotolo di nastro per pacchi simile a quello usato dai banditi per legare Dina Dore. Saranno gli esami a stabilire se si tratta dello stesso rotolo usato nell’operazione omicida e se vi siano tracce utili all’inchiesta.


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                                       Michele De Lucia