Il Mondo che vorrei" :il sogno di Vasco Rossi.

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VascoRossi,ancora lui il “padre”del RocK italiano,venerdì esce con ‘Il mondo che vorrei’, il suo nuovo cd, e intanto sono già sold out le due date di Roma allo stadio Olimpico, il 29 e il 30 maggio, quelle di Milano a San Siro, il sei e il sette giugno e la prima di Ancona allo stadio del Conero il 14 giugno. I biglietti sono ancora disponibili per le date del 15 giugno ad Ancona, il 21 a Mestre per l’Heineken Jammin’ Festival, il 27 giugno a Salerno e il Quattro luglio a Messina. ‘Il mondo che vorrei’ è il ritratto perfetto del Vasco uomo e artista oggi. Va detto subito: nessuno in Italia fa dischi come lui, con una produzione rock di livello assoluto, un sound caratteristico e immediatamente riconoscibile e il contributo di musicisti strepitosi da Slash, il guitar hero ex Guns and Roses e oggi Velvet Revolver, Vinnie Colaiuta, una leggenda della batteria partito dalla band di Frank Zappa, Lee Sklar, storico bassista del rock californiano, Michael Landau, grande firma della sei corde degli studi di mezzo mondo per fare solo qualche nome. Per portare a termine il nuovo disco ci sono voluti due anni di lavoro ma il rocker di Zocca non ha perso il suo tocco. Continua a raccontare la sua vita facendo delle canzoni lo strumento per trovare un posto nel mondo. Con un’abilità speciale nel comporre brani destinati a diventare inni per le generazioni che continuano a ingrossare le file dei suoi fan. Se un filo conduttore si può identifcare nei vari brani è sicuramente nella capacità di sognare vista come rimedio alla realtà sempre più da reality show, come quella descritta in ‘Basta poco’, il pezzo che chiude l’album e che era già da tempo stato messo in rete. “Ed è proprio quello che non si potrebbe che vorrei / ed è sempre quello che non si farebbe che farei / ed è proprio quando arrivo lì che ritornerei” è l’autoritratto tracciato nel ‘Mondo che vorrei’ una delle ballate dell’album, insieme a ‘E adesso che tocca a me’, una sorta di nuova ‘Va bene così’ e a brani d’amore o sull’amore come ‘Vieni qui’ e ‘Non vivo senza te’ dove c’è una delle strofe più belle del disco: “vuoi che lo canti in una splendida canzone / così la sentirai da milioni di persone /, non vivo senza te /, scrivere una canzone è come ballare per ore /, prima di cadere a terra finito nello sforzo finalmente morto”. Ovviamente c’è molto spazio per il Vasco Rossi rocker senza se e senza ma, come quello che inneggia alla donna che “riempie i jeans” con le schitarrate incendiarie di Slash, o nell’ironia che esplode nell’accensione rock della strofa di ‘Dimmelo te’, nel quasi ‘nu metal’ di ‘Cosa importa a me’, nel muro di chitarre di ‘Qui si fa la storia’ e ‘Non sopporto’. Registrato tra Los Angeles e Bologna, prodotto da Guido Elmi e realizzato con gli inseparabili compagni d’avventura Tullio Ferro e Gaetano Curreri con il contributo di Celso Valli, ‘Il mondo che vorrei’ celebra i 30 anni di carriera di Vasco Rossi. “Fin dal mio esordio con ‘Ma cosa vuoi che sia una canzone’ il linguaggio musicale che ho sempre usato è il rock oggi è soltanto eseguito meglio”, ha detto il Blasco. Anche i temi delle canzoni sono fondamentalmente gli stessi, anche se il punto di vista è inevitabilmente cambiato con l’età e la condizione di star. I fan non stenteranno a trovare punti di contatto con i lavori precedenti così come non sarà difficile constatare come ogni volta Vasco riesca ad aggiungere qualcosa dal punto di vista della qualità musicale. Saranno stampate 4500 copie del singolo e 4000 dell’album in vinile, in edizione limitata e numerata. (ANSA). 
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                                              Michele De Lucia