IRLANDESI UCCISE: INVESTITORE, ARRESTATEMI SUBITO

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ROMA – Per Frederich Vernarelli, l’automobilista romano che ha travolto e ucciso, in preda all’alcool, due ragazze irlandesi mentre era alla guida della sua Mercedes, le porte del carcere potrebbero spalancarsi già domani mattina. A Regina Coeli è previsto infatti l’interrogatorio da parte del gip Luisanna Figliolia che dovrà convalidare l’arresto e contestualmente potrebbe emettere nei confronti di Vernarelli, figlio di un ex dirigente della polizia municipale e candidato per ‘La Destra’ nel Municipio Roma XVII, un aggravamento delle misura (il giovane è attualmente ai domiciliari) che prevede la custodia in carcere. Ma lo stesso Vernarelli, come ha riferito il padre, in lacrime ha detto ai magistrati “arrestatemi subito”.

Roberto Vernarelli ha detto che il figlio da ieri continua a ripetere di volersi uccidere. “Sono orgoglioso di questa scelta di mio figlio – ha detto il padre – Abbiamo parlato a lungo di questa vicenda. Gli ho detto di prendersi con coraggio le sue responsabilità, di non fuggire, di non trovare con il suo avvocato cavilli giuridici per diminuire la sua colpa. E in un mondo in cui tutti scappano, pagare quello che ha fatto e scontare la pena. Ed allora mi ha detto: ‘Papa’, fa sapere ai magistrati di portarmi subito in carceré”. Il procuratore di Roma, Giovanni Ferrara e il pm Andrea Mosca hanno intanto chiesto al gip un inasprimento della custodia cautelare.

Vernarelli è accusato di omicidio colposo plurimo e omissione di soccorso. Nell’incidente, verificatosi circa alle tre mattino del 18 febbraio, sul lungotevere degli Altoviti all’altezza di Castel Sant’Angelo a Roma, vennero falciate e uccise dalla Mercedes guidata dal giovane Mary Claire Collins ed Elizabeth Anne Gubbins, che erano di ritorno da un locale dove avevano festeggiato la tradizionale festa irlandese di San Patrizio. L’auto dopo aver investito le due ragazze, proseguì poi la sua corsa, urtando un cassonetto e poi tre auto in sosta. A bordo, oltre Vernarelli, come ha riferito il padre, c’erano due giovani, che Friederich aveva conosciuto la sera in un locale nel quartiere San Lorenzo.

Secondo la procura Vernarelli era in preda all’alcool quando ha travolto le due ragazze filando via come un razzo sul lungotevere. Il giovane, che si è rifiutato di sottoporsi al narcotest, era stato arrestato e poi era finito ai domiciliari. Una decisione che ha suscitato polemiche: ma in procura si è appreso che il rapporto dei vigili e le analisi che testimoniavano la guida in stato di ebbrezza, è giunto soltanto questa mattina.

La eco dell’incidente stradale che ha coinvolto le due sfortunate ragazze irlandesi, è giunta anche a Bruxelles suscitando una presa di posizione del commissario Ue ai Trasporti, Jacques Barrot. “Esortiamo gli stati membri ad essere più vigilanti sulle sanzioni nei confronti degli autori di infrazioni gravi – ha detto Barrot – c’é una correlazione fra severità e calo del numero dei morti per incidenti stradali. Quindi attenti alla severità”. Fra i Paesi che hanno avviato una politica di sanzioni più certe e dure nei confronti di chi viola il codice della strada – ottenendo i risultati migliori in numero di vite umane salvate – Barrot ha citato nell’ordine: Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Svezia e Francia.








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                                     Michele De Lucia