CALCIO, NAPOLI; IEZZO E DOMIZZI: NESSUNA LITE TRA DI NOI

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Gennaro Iezzo e Maurizio Domizzi si sono presentati oggi in conferenza stampa per smentire di aver litigato e mettere fine alle voci diffusesi in città e che li vorrebbero quali protagonisti di un furibonda lite conclusasi con tanto di calci e scontro. “Mi dispiace – ha detto Iezzo, che da martedì prossimo sarà nuovamente a disposizione di Reja dopo l’infortunio al ginocchio – che queste chiacchiere abbiano preso piede in una città come Napoli”.



Cesare Prandelli ha usato il termine “ordinato” per descrivere il Napoli di Edy Reja. Noi aggiungiamo “altalenante”. La formazione partenopea infatti ha trovato nella discontinuità il suo peggior nemico. Nella stagione del ritorno in Serie A si ricordano grandi partite, come quelle vinte contro Inter e Juventus, e sonore debacle come il 5-1 in casa dell’Atalanta e il 5-2 a San Siro contro il Milan. Tutto questo ha portato 33 punti in 29 gare nella classifica del gruppo, con 37 gol all’attivo e 43 al passivo che la descrivono come la seconda peggior difesa della categoria.



Passando a quelli che sono i valori dei singoli non si può certo dire che i ragazzi messi a disposizione del tecnico friulano dal dg Marino siano di media caratura. Sia Lavezzi che Hamsik hanno trovato, nonostante la loro giovane età, una consacrazione importante con la maglia del Napoli. Ed è proprio alle iniziative personali, più che a quelle corali, che la Fiorentina dovrà fare attenzione. Riuscire infatti a fermare le accelerazioni dell’argentino o gli inserimenti senza palla dell’ex mediano del Brescia, vorrebbe dire annullare il 50% del potenziale offensivo partenopeo. Altro elemento da tenere in considerazione sarà poi quello ambientale: su nove vittorie totali, il Napoli ne ha conquistate sette proprio sul terreno amico del San Paolo, cedendo il passo solo a Cagliari, Genoa, Empoli e Roma. Per questo motivo l’attenzione di Mutu&C. dovrà essere massimale per tutti i novanta minuti. Giocare sulle ali di un pubblico caldo come quello campano potrebbe voler dire molto.



Per quanto riguarda infine la formazione titolare, Reja pare aver già sciolto tutti i dubbi. Il modulo sarà ancora quel 3-5-2 che in fase di non possesso può convertirsi in un 5-3-2 molto accorto. In porta toccherà ancora a Gianello, con Domizzi, Cannavaro e Santacroce nel pacchetto difensivo centrale. Sulle fasce, a fare da legame fra centrocampo e difesa, ci saranno invece Mannini a destra e l’ex viola Savini a sinistra. In mediana torna l’altro ex Manuele Blasi con Gargano in cabina di regia e Hamsik in fase di appoggio. Davanti, oltre al solito Lavezzi, sarà Calaiò a vestire la casacca di punta centrale


Prandelli, ha sentito la serenata di Mutu e Frey a Firenze? «Sarebbe follia andarsene ora…».
«Ho sentito e apprezzato. Ma qualcosa mi sento di aggiungere: bisogna dare continuità a quello che si dice. Conoscendoli…».
Due mesi fa sempre Mutu e Frey dissero: «Per una Fiorentina da scudetto bisogna sforare il budget degli ingaggi». Si riferisce a questo?
«Allora risposi: i calciatori devono fare i calciatori, i dirigenti lavorano da dirigenti. Mi fermo qui».
Nel frattempo la Fiorentina è seduta su uno dei posti Champions ed è entrata nei quarti di Uefa…
«A Napoli giocheremo la dodicesima partita in 36 giorni. Non c’è tempo di lavorare come vorrei: quello che stiamo ottenendo è il frutto delle conoscenze apprese negli anni spesi assieme».
Per completare l’opera servirebbe un centro sportivo: se ne parla ma…
(accenna una smorfia): «Strutture del genere portano quattro-cinque punti in classifica. Se non arriviamo in Champions sappiamo a chi dare la colpa…».
Non certo a Mutu: recupero fenomenale, il suo.
«Quando si è davanti a infortuni del genere, prima cosa è stabilirne l’esatta entità, quindi verificare la disponibilità del calciatore a sottoporsi a certi trattamenti. Parte tutto dalla testa: la soglia del dolore è diversa da calciatore a calciatore. Quella di Mutu è massima».
Ha elogiato preparatori, fisioterapisti e staff medico…
«Confermo: bravissimi. Anche se…».
Anche se?
«L’infortunio di Gamberini avrebbe potuto essere evitato: dagli esami avevamo individuato il problema al flessore. Senza dimenticare che un calciatore deve essere responsabile di se stesso…».
Oltre a Jorgensen, fuori anche Santana…
«Fortuna che la sostituzione è arrivata in tempo per scongiurare guai peggiori. Tornerà contro la Lazio».
Semioli?
«Idem».
Vieri?
«Come sopra. Lo lasciamo a casa per ritrovarlo pronto contro la Lazio. L’influenza di gennaio e piccoli problemi fisici gli hanno fatto perdere condizione: ritrovarla non è facile. Ma noi confidiamo sull’orgoglio del campione».
Osvaldo ha un futuro da centrale del tridente?
«Potrebbe essere: sarebbe una punta centrale di movimento, non di riferimento. Ha già i sincronismi giusti quando l’azione si sviluppa sull’esterno, meno quando la palla arriva dritta per dritta dal centrocampo».
Intanto Pazzini ha ritrovato il gol.
«Da zero a dieci, sono contento il massimo. L’ha cercato, l’ha trovato: tutto meritatissimo. Sta attraversando un grande periodo, mancava solo la consacrazione. Discorso analogo per Montolivo».
E Cacia ha ritrovato la convocazione.
«La partita in Primavera è servita: adesso ci ritroviamo un calciatore in condizione decisamente migliore rispetto a quella di una settimana fa».
Parliamo di Napoli?
«Il boato di 60mila tifosi è un pericolo in più: è come se un vigile ti fischiasse nell’orecchio per tutta la partita. Non riesci nemmeno a comunicare col compagno distante tre-quattro metri».
Il Napoli è l’unica squadra italiana che ha battuto l’Inter…
«Ci creeranno problemi, così come successe all’andata. Noi dovremo rispondere con l’identica moneta: chiudere gli spazi e ripartire. I tanti infortuni non rappresentano un alibi. E Mutu sarà il nostro Lavezzi: attaccando la profondità, può fare male…».

fonte:repubblica.it


                                     Michele De Lucia

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