ALITALIA, MURO CONTRO MURO SPINETTA-SINDACATI

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ROMA – “Si è verò, l’ accordo è a rischio”. Il presidente di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta interpellato dall’ANSA commenta così il difficile avvio del confronto con i sindacati. Ma, aggiunge, “ho ancora fiducia”. Spinetta sta ora incontrando i vertici di Alitalia per valutare la ripresa del confronto con i sindacati.

MURO CONTRO MURO

(di Stefania De Francesco e Paolo Rubino)

Comincia in un forte clima di tensione il primo faccia a faccia di Air France-Klm con i sindacati di Alitalia. Ritardato da tafferugli fuori dal centro direzionale della Magliana, tra lavoratori della manutenzione pesante dell’Atitech di Napoli e le forze dell’ordine, è stato segnato da un muro contro muro l’avvio della prima presentazione ufficiale ai rappresentanti delle nove sigle sindacali e professionali di Alitalia di numeri e prospettive dell’offerta per l’acquisizione dell’ex compagnia di bandiera.

E’ precipitato ieri in Borsa (-29,4% a 0,27 euro), Alitalia, anche dopo il crollo di lunedì, ha bruciato metà della sua capitalizzazione avvicinandosi ai 10 centesimi messi sul piatto da Air France-Klm. “Non siamo certamente obbligati a comprare” avverte subito il numero uno del colosso franco-olandese Jean Cyril Spinetta che ha posto il via libera dei sindacati per un accordo fra le condizioni per chiudere l’operazione. Il grande negoziatore spiega che “non esiste alcuna attività di servizio che possa avere successo senza l’adesione dei lavoratori”, precisando che il piano per acquisire Alitalia “può sembrare doloroso” ma “sarà un successo”. Ma le cifre che poi illustra su esuberi e ridimensionamento del perimetro del gruppo italiano non convincono affatto i sindacati. E l’incontro viene sospeso. Air France-Klm ha chiesto di riprendere domani, ma in assenza di maggiori margini di trattativa per i sindacati è inutile proseguire. Sul percorso minato verso un accordo tra Air France-Klm e Alitalia, intanto, è scontro fra governo e Sea su Malpensa. Non é sufficiente la sigla dell’accordo tra Governo, sindacati, Regione Lombardia, Province di Milano e Varese, e Sea sulla realizzazione del programma di gestione della crisi occupazionale di Malpensa con cui, ha spiegato il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, “il Governo onora l’impegno assunto con i lavoratori della Sea di garantirne la continuità del reddito e dell’occupazione” a fronte del taglio da aprile dei voli di Alitalia per favorire la positiva conclusione dell’accordo con Air France-Klm.

L’Esecutivo ha chiesto alla società di gestione aeroportuale degli scali milanesi di ritirare il ricorso per risarcimento danni da 1,25 miliardi di euro: richiesta respinta con la spiegazione che l’azione legale è “un atto dovuto” a tutela di azienda, lavoratori e azionisti. La Sea si è detta, però, “disponibile a valutare proposte di definizione anche stragiudiziale della vertenza” attraverso “una rapida ed efficace rinegoziazione degli accordi bilaterali internazionali” da parte del governo, “per consentire un incremento” di traffico intercontinentale su Malpensa e parità di accesso intercontinentale fra Milano e Roma.

La conferma di 1.600 esuberi per Alitalia Fly (500 piloti, 600 assistenti di volo e 500 dipendenti di terra) ha irritato in particolare i piloti per l’azzeramento del Cargo. Ma anche le sigle sindacali che rappresentano le attività di terra di Alitalia Servizi hanno respinto il piano che prevede il rientro in Alitalia di circa 3.200-3.300 dipendenti su un totale di 7.600. E’ stato infatti confermato che a Air France-Klm interessano solo parti della manutenzione e dei servizi aeroportuali. Per i lavoratori di Atitech, ha assicurato il numero di Alitalia, Maurizio Prato, “non sono previsti licenziamenti ma soluzioni non traumatiche”. Dunque la prospettiva per le attività che non rientrano nel perimetro di Alitalia (anche amministrazione, call center, information technology) è di finire sotto l’ala di Fintecna, la finanziaria di Stato che nel progetto di Air France-Klm avrebbe la maggioranza dall’attuale 49,4% più l’usufrutto dell’1,6%. Alitalia rimarrebbe presente con meno del 10%. Al ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, quella di Air France “più che un’offerta” sembra “un diktat pieno di clausole vessatorie, al punto che oltre ad essere inaccettabile lascia anche dubbi sulle reali intenzioni finali”.

SINDACATI,AVANTI NEGOZIATO SOLO SE CAMBIA PROPOSTA

“E’ necessario riposizionare la proposta Air France-Klm” per permettere “l’approfondimento del negoziato, che ad oggi sembra improbabile”. E’ “molto critico” il giudizio di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Sdl al termine dell’incontro con i vertici del gruppo franco-olandese e Alitalia. Il riposizionamento della proposta, spiegano i sindacati in una nota congiunta, deve riguardare, in particolare, “l’integrità del Gruppo, gli investimenti necessari in flotta, la prospettiva industriale ed occupazionale del gruppo”. Il giudizio critico parte “dalle condizioni a cui si è giunti per responsabilità del governo e di tutta la politica che tenta di lavarsi le mani della vicenda Alitalia. Un comportamento inaccettabile per il sindacato, per i lavoratori, per l’Alitalia e per l’intero Paese”. “Gli assunti della proposta riguardo a perimetro aziendale, occupazione, flotta, tempi per il negoziato – concludono i sindacati – rendono difficilmente percorribile non solo ipotizzare un accordo ma addirittura proseguire il confronto”. A giudizio delle organizzazioni sindacali, infine, “vanno create le condizioni per permettere lo svolgimento di un negoziato vero e sostenibile”.














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                        Michele De Lucia